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Papa Leone bloccato a Tenerife: re Felipe offre il jet reale per il rientro a Roma

Un'avaria al motore dell'Airbus Iberia ha costretto il Pontefice a scendere dall'aereo. Il sovrano spagnolo ha messo a disposizione il Falcon, consentendo il rientro in Vaticano in serata, mentre i giornalisti attendevano un volo sostitutivo.

Politica14 testate6 lingue3 min letturaAgg. 20:59

Il rientro di papa Leone XIV dalla visita apostolica alle Canarie si è trasformato in un piccolo caso diplomatico e logistico quando, venerdì pomeriggio, l'Airbus 320 della Iberia che avrebbe dovuto riportarlo a Roma ha accusato un'avaria tecnica proprio mentre si apprestava al decollo dall'aeroporto di Tenerife Norte. Il pontefice, già a bordo con il seguito vaticano e un'ottantina di giornalisti, è stato invitato a scendere dal comandante, che aveva annunciato un problema di manutenzione. Re Felipe VI, recatosi sulla pista per il congedo ufficiale, è risalito sull'aereo e ha scortato personalmente Leone XIV giù dalla scaletta fino alla sala vip della base aerea, in un gesto che la stampa spagnola ha immediatamente interpretato come segno di profonda deferenza e pragmatismo istituzionale.

Secondo le ricostruzioni dei media tedeschi e italiani, il guasto sarebbe stato provocato dal forte vento contrario che avrebbe compromesso il funzionamento di uno dei motori. Il capitano aveva inizialmente ipotizzato di poter risolvere l'inconveniente rimorchiando il velivolo per orientarlo diversamente, ma dopo oltre un'ora di attesa è apparso chiaro che la riparazione non sarebbe stata immediata. L'ufficio stampa della Santa Sede ha confermato che il ritardo accumulato era di circa mezz'ora, ma fonti locali parlano di oltre sessanta minuti di sosta forzata, durante i quali i cronisti a bordo hanno potuto osservare l'insolita coreografia di un papa in attesa accanto a un re.

La soluzione è arrivata dalla Casa Reale spagnola: Felipe VI ha offerto il proprio Falcon, lo stesso jet con cui era giunto da Madrid, per trasportare il pontefice e la delegazione vaticana a Roma. L'aereo è decollato intorno alle 18:00 ora locale, con arrivo previsto a Fiumicino verso le 23:00. Per i giornalisti e il restante personale della Santa Sede, Iberia ha inviato un secondo velivolo, partito nelle ore successive. L'episodio ha così messo in luce la flessibilità dei protocolli vaticani e la solidarietà tra monarchia e papato, in un'Europa dove i confini tra cerimoniale e necessità pratica si fanno sempre più porosi.

Un dettaglio curioso, emerso dalla rassegna stampa internazionale, è l'oscillazione sul nome del papa: diverse testate, tra cui il portoghese G1, hanno indicato erroneamente Leone XIII, confondendo il nuovo pontefice con un predecessore di oltre un secolo fa. Un lapsus che testimonia quanto la figura di Leone XIV, eletto da pochi mesi, sia ancora in fase di sedimentazione nell'immaginario collettivo globale. Al di là dell'aneddoto, il contrattempo di Tenerife si è risolto senza conseguenze, confermando la capacità delle istituzioni europee di trasformare un inconveniente tecnico in un'occasione di cooperazione e cortesia sovrana.

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El Sol de México12 giu, 19:22
Excelsior12 giu, 18:22
La Stampa12 giu, 19:23
El Espectador12 giu, 19:23
Open12 giu, 19:23
Blick12 giu, 19:26
ANSA Politica12 giu, 19:23
La Razón12 giu, 19:25