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venerdì 12 giugno 2026 · Edizione delle 20:00 CET

Meta in tilt globale: Facebook, Instagram e Messenger down per milioni di utenti

Un'interruzione massiva ha colpito le piattaforme Meta venerdì 12 giugno, bloccando l'accesso a milioni di utenti in Asia, Europa, Americhe e Medio Oriente. Il disservizio, con logout forzati e feed inaccessibili, ha esposto la dipendenza globale dall'ecosistema di Zuckerberg.

Società30 testate6 lingue3 min letturaAgg. 20:55

Venerdì 12 giugno 2026, una interruzione su scala planetaria ha messo fuori uso i servizi di punta di Meta – Facebook, Instagram, Messenger e, in misura parziale, WhatsApp – gettando nel caos digitale centinaia di milioni di persone. Il disservizio ha cominciato a manifestarsi intorno alle 19:00 ora indiana (IST), quando gli utenti del subcontinente hanno visto i feed bloccarsi e le sessioni interrompersi bruscamente. Nel giro di pochi minuti, la marea di segnalazioni ha attraversato i fusi orari: dall’Asia meridionale all’Europa, dalle Americhe al Medio Oriente, il medesimo senso di impotenza digitale si è ripetuto su schermi di ogni latitudine.

Le piattaforme di monitoraggio come Downdetector hanno registrato un’impennata verticale delle lamentele: oltre 62.000 segnalazioni per Facebook e più di 8.000 per Instagram nella sola mattinata americana. In Brasile, i primi allarmi sono scattati attorno alle 10:40 locali, con difficoltà nel caricare la timeline e pubblicare contenuti. In Argentina, come in Spagna, nel Regno Unito e in Canada, gli utenti si sono trovati davanti a messaggi di “pagina non trovata” o “errore inaspettato”, mentre in Australia il blackout è esploso in piena notte, alle 23:45 AEST, con logout automatici che hanno sorpreso chi era ancora connesso. Nei paesi arabi, dall’Algeria al Libano, molti hanno temuto inizialmente un attacco informatico, salvo poi scoprire che si trattava di un cedimento strutturale dei server di Meta.

La natura del guasto è rimasta avvolta nel silenzio tecnico dell’azienda. Il portavoce Andy Stone si è limitato a un laconico messaggio su X: «Siamo consapevoli che le persone stanno incontrando difficoltà nell’accedere ai nostri servizi. Ci stiamo lavorando». Nel frattempo, gli utenti rimbalzavano tra schermate bianche, logout forzati, errori di query e notifiche di “errore imprevisto” che impedivano il riaccesso. Anche la versione desktop di WhatsApp ha mostrato instabilità, benché l’app mobile abbia retto meglio. La paralisi è durata diverse ore, con un progressivo ritorno alla normalità segnalato nel tardo mattino della costa orientale americana.

L’episodio riaccende il dibattito sulla fragilità delle infrastrutture digitali concentrate in poche mani. Milioni di persone, abituate a lavorare, informarsi e mantenere relazioni affettive attraverso l’ecosistema Meta, si sono scoperte di colpo orfane di un ambiente dato per scontato. Se la causa tecnica resta ignota, la lezione geopolitica è già scritta: la dipendenza globale da un unico fornitore di socialità digitale rappresenta un rischio sistemico che nessuna regione – dall’Asia all’America Latina, dall’Europa al mondo arabo – può più permettersi di ignorare.

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