Texas, sparatoria a Midland: un morto e undici feriti, ucciso l'attentatore
Nel giorno in cui i Mondiali di calcio 2026 debuttano sul suolo statunitense, una nuova strage armata scuote il Texas. Una vittima e almeno nove feriti, il sospetto è morto dopo un lungo assedio.

Una sparatoria ha insanguinato le strade di Midland, nel Texas occidentale, nella mattinata di venerdì 12 giugno, lasciando dietro di sé un morto e almeno undici feriti. L'episodio – l'ennesimo di una lunga scia di violenza armata che affligge gli Stati Uniti – si è consumato mentre il Paese si preparava ad accogliere l'esordio dei Mondiali di calcio 2026, con le prime partite in programma proprio in territorio americano. Secondo le prime ricostruzioni, un uomo ha aperto il fuoco intorno alle otto del mattino (ora locale) in una zona della città, per poi barricarsi in un edificio vicino a una clinica veterinaria. Testimoni oculari, come Andrea Mendias, che lavora in un'officina adiacente, hanno riferito di aver udito almeno quaranta colpi d'arma da fuoco e di aver visto decine di agenti pesantemente armati riversarsi nell'area a bordo di un veicolo blindato.
Il bilancio delle vittime, ancora provvisorio, è stato confermato in una conferenza stampa dal sindaco Lori Blong: undici le persone raggiunte dai proiettili, una delle quali deceduta sul posto. L'ospedale Memorial di Midland ha accolto nove feriti, quattro dei quali sottoposti a interventi chirurgici d'urgenza. Le forze dell'ordine, intervenute con squadre SWAT e robot telecomandati, hanno mantenuto un confronto teso con il sospetto per circa due ore, prima di annunciare la sua morte. Le circostanze esatte del decesso non sono state rese note immediatamente, ma fonti della polizia hanno escluso la presenza di ulteriori minacce attive. La dinamica ricorda tragicamente altri recenti episodi di massa, in un Paese dove il dibattito sul controllo delle armi resta irrisolto.
La coincidenza temporale con l'avvio della Coppa del Mondo FIFA 2026 – il primo torneo mondiale ospitato in parte dagli Stati Uniti dal 1994 – ha amplificato l'eco internazionale della notizia. I media latinoamericani, come il quotidiano argentino Clarín, hanno sottolineato il contrasto tra la festa sportiva globale e l'ennesimo fatto di sangue, mentre le reti brasiliane hanno dato risalto alla conferma della morte del sospetto. In Europa, la stampa tedesca e svedese ha riportato l'accaduto con un misto di distacco e preoccupazione, evidenziando la frequenza di simili tragedie in un alleato transatlantico. L'agenzia pubblica svedese SVT ha inizialmente parlato di due vittime, a riprova della fluidità informativa nelle fasi concitate di un active shooter event. I media statunitensi, dal canto loro, si sono concentrati sulla cronaca minuto per minuto e sulle testimonianze dei sopravvissuti, mentre le testate africane hanno ripreso i fatti essenziali senza particolari chiavi di lettura.
Al di là della cronaca, l'episodio ripropone interrogativi sulla sicurezza in un momento di massima esposizione internazionale. Con milioni di tifosi attesi nelle città americane per le partite del Mondiale, la percezione di vulnerabilità potrebbe influenzare i flussi turistici e la reputazione del Paese. Per l'Italia e l'Europa, abituate a standard di controllo delle armi molto più restrittivi, ogni nuova strage oltre Atlantico riaccende il dibattito sull'eccezionalismo americano in materia di Secondo Emendamento. Le indagini dovranno chiarire il profilo e le motivazioni dell'attentatore, ma una cosa appare già certa: il Texas, terra di frontiera e di orgoglio armiero, si conferma teatro ricorrente di una violenza che nessuna retorica politica è finora riuscita a contenere.
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