Accedi
Edizione delle 20:00 CETvenerdì 12 giugno 2026
287 testate · 16 lingue343 briefing oggi
domenica 31 maggio 2026 · Edizione delle 20:00 CET

Il trionfo di Safonov e la bandiera russa 'cucita' sul prato: il PSG campione d'Europa

La moglie del portiere Matvei Safonov ha esposto un tricolore improvvisato realizzato con parti di bandiere francesi, sfidando il divieto UEFA. Un gesto simbolico che riaccende il nodo tra sport e identità nazionale.

Sport4 testate3 lingue3 min letturaAgg. 22:37

L'immagine che forse resterà più impressa della finale di Champions League non è un gol o una parata, ma un drappo bianco, blu e rosso che spunta tra i festeggiamenti del Paris Saint-Germain. Marina Kondratiuk, moglie del portiere russo Matvei Safonov, è riuscita a esporre una bandiera russa sul prato della Puskás Arena di Budapest, nonostante i divieti imposti dalla UEFA dopo l'invasione dell'Ucraina. Come ha rivelato la blogger Polina Lysenko, amica della coppia, il tricolore è stato «cucito» sul momento unendo pezzi di vessilli francesi — un espediente che ha trasformato un oggetto di tifo in un messaggio di resilienza identitaria. Secondo i media russi, il gesto ha avuto un forte impatto emotivo in patria, dove Safonov è già considerato un pioniere: è il primo calciatore russo a scendere in campo da titolare in una finale di Champions League.

La serata di Budapest ha visto il PSG prevalere sull'Arsenal ai rigori dopo un 1-1 al termine dei supplementari, con il portiere siberiano che, pur senza neutralizzare alcun penalty, ha contribuito alla vittoria con la sua presenza scenica. «Non ha parato, ma ha spaventato tanto che i giocatori dell'Arsenal non centravano neppure la porta», ha commentato l'ex attaccante della nazionale russa Andrej Aršavin, che ha poi assolto Safonov sul gol subito da Kai Havertz. La stampa sportiva europea, in particolare in Spagna, ha sottolineato la freddezza del portiere, mentre le cronache arabe hanno riportato anche i retroscena curiosi, come i messaggi ironici inviati all'atleta dall'attrice russa Masha Ruk prima della partita. Tuttavia, è stato il siparietto della bandiera a catalizzare l'attenzione globale, sollevando interrogativi sulla tenuta delle sanzioni sportive.

Le restrizioni UEFA sui simboli russi, introdotte nel 2022 in risposta al conflitto, vietano l'esposizione di bandiere e inni in tutte le competizioni. La mossa di Marina Kondratiuk, che ha sfruttato la somiglianza cromatica tra i due tricolori, è stata letta da molti osservatori come una sfida silenziosa ma eloquente. Nell'ottica di Mosca, il gesto è stato celebrato come un atto di orgoglio nazionale capace di restituire visibilità a un Paese sempre più isolato dallo sport internazionale. Da Bruxelles, invece, l'episodio è stato accolto con imbarazzo, perché dimostra la difficoltà di applicare divieti simbolici in contesti emotivi e transnazionali. La vicenda, seppur minore, incrina l'immagine di uno sport impermeabile alle tensioni geopolitiche e conferma come gli atleti russi, anche quando gareggiano sotto bandiera neutrale, rimangano veicoli di narrazioni identitarie.

Guardando oltre la celebrazione, il caso Safonov solleva un interrogativo più ampio: quale futuro per gli sportivi russi nell'arena globale? Il PSG, club francese con proprietà qatariota, è diventato un curioso crocevia di nazionalità e interessi, dove il merito sportivo si intreccia con le dinamiche diplomatiche. La doppia vittoria consecutiva in Champions — con Safonov protagonista anche l'anno precedente — rafforza la posizione del calcio russo, ma al tempo stesso mette in luce la fragilità di un sistema di sanzioni che rischia di essere aggirato con un po' di inventiva. La prossima stagione dirà se questo trionfo potrà tradursi in un allentamento delle pressioni, ma per ora il drappo improvvisato dalla signora Safonov resta il simbolo di una serata in cui il calcio ha parlato più lingue del previsto.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa russa e CSIStampa latinoamericanaStampa arabo levante-Maghreb
Stampa russa e CSItrionfoironiarevanscismo

La vittoria del portiere russo Matvej Safonov con il PSG in Champions League è celebrata come un momento di orgoglio nazionale, reso ancora più simbolico dall'astuzia della moglie che ha creato un tricolore russo con pezzi di una bandiera francese aggirando il divieto UEFA. Ex campioni come Andrey Arshavin esaltano la prestazione di Safonov e la scommessa milionaria persa dall'attaccante Smolov diventa una nota di colore che rafforza il sostegno all'eroe sportivo.

Stampa latinoamericanapragmatismoironia

La cronaca nota con un certo stupore come la moglie del portiere russo Matvej Safonov, a cui era stato impedito di entrare con la bandiera russa, ne abbia improvvisata una con pezzi di quella francese durante i festeggiamenti del PSG. L'episodio è raccontato come un aneddoto ingegnoso e ironico, sullo sfondo delle restrizioni UEFA legate alla guerra in Ucraina, senza commenti politici ulteriori.

Stampa arabo levante-Maghrebironiaschadenfreude

Il video della moglie del portiere russo Safonov che sventola un tricolore fatto in casa nonostante il divieto UEFA domina il racconto, sottolineando l'astuzia della donna nel sostenere il marito. La notte è dipinta come storica per il PSG, che conserva il titolo grazie all'eroismo di Safonov e al rigore decisivo sbagliato dall'Arsenal, un sogno europeo infranto che colora il trionfo parigino di una punta di goduta rivalsa.

Questa notizia è apparsa su

4 testate · 3 lingue · finestra 24 ore

Lenta.ru31 mag, 11:02
Excelsior31 mag, 21:23
RBK31 mag, 13:59
Al-Jadeed31 mag, 11:03