Accedi
Edizione delle 16:00 CETdomenica 14 giugno 2026
287 testate · 16 lingue0 briefing oggi
domenica 31 maggio 2026 · Edizione delle 10:00 CET

Allarme a Zaporizhzhia: drone colpisce la centrale nucleare, IAEA avverte: 'Giocare con il fuoco'

Danni all'edificio turbine, nessuna perdita radioattiva. Mosca accusa Kiev, che nega e colpisce raffinerie russe. Cresce il timore di un incidente nucleare nel più grande impianto d'Europa.

Geopolitica22 testate2 lingue3 min letturaAgg. 22:33

L’attacco con drone che ha squarciato la parete di un edificio turbine della centrale nucleare di Zaporizhzhia – il primo all’interno del perimetro dall’aprile 2024 – ha riacceso l’allarme internazionale sulla sicurezza del più grande impianto atomico d’Europa. L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) ha confermato domenica che i propri ispettori hanno osservato danni compatibili con l’impatto di un drone su una parete esterna, pur senza registrare innalzamenti di radioattività. Il direttore generale Rafael Grossi ha espresso “seria preoccupazione”, ammonendo che “attaccare siti nucleari è come giocare con il fuoco” – un messaggio che ha risuonato da Vienna fino alle cancellerie europee.

La centrale, occupata dalle forze russe dal marzo 2022 e distante appena una cinquantina di chilometri dalla linea del fronte, è diventata un simbolo permanente dei rischi nucleari del conflitto. Da Mosca, la società statale Rosatom ha subito accusato l’Ucraina di un attacco deliberato, definendolo un atto di “terrorismo nucleare”. Kiev ha negato con veemenza qualsiasi coinvolgimento, bollando la ricostruzione russa come un espediente propagandistico e denunciando quello che definisce “ricatto nucleare” – l’uso calcolato dell’impianto come scudo per operazioni militari. L’AIEA, che mantiene una missione di monitoraggio sul posto, ha chiesto accesso immediato alla sala turbine per un’ispezione approfondita, aggiungendo pressione diplomatica a uno stallo già teso.

L’incidente si inserisce in una più ampia escalation di attacchi a lungo raggio. Durante la stessa notte, droni ucraini hanno colpito una serie di obiettivi energetici russi: un deposito di carburante nella regione di Rostov, la raffineria di Saratov sul Volga e una stazione di pompaggio su un oleodotto siberiano nella regione di Kirov, secondo quanto dichiarato dallo stato maggiore di Kiev e da autorità locali russe. Sono attacchi che fanno parte di una campagna avviata da mesi per interrompere la logistica bellica di Mosca, e che sottolineano la natura sempre più reciproca del conflitto, in cui le infrastrutture critiche di entrambe le parti sono deliberatamente bersagliate.

Gli analisti di Bruxelles osservano questi sviluppi con crescente allarme, vedendo nell’episodio di Zaporizhzhia una pericolosa escalation che potrebbe, anche per errore, innescare un incidente nucleare. La difficoltà nell’attribuire le responsabilità – con Mosca e Kiev che offrono narrazioni diametralmente opposte – complica qualsiasi risposta internazionale. Nel frattempo, l’appello alla moderazione dell’AIEA rischia di cadere nel vuoto, mentre entrambi i belligeranti sembrano intrappolati in un ciclo di rappresaglie che erode le stesse norme di sicurezza nucleare ed energetica.

Guardando avanti, l’accaduto proietta un’ombra lunga su ogni prospettiva di de-escalation. I reattori dell’impianto sono spenti in modalità fredda da anni, eppure il rischio di un rilascio radiologico, per quanto contenuto, persiste finché i combattimenti continuano nelle vicinanze. Senza un meccanismo internazionale robusto per la verifica e l’attribuzione delle responsabilità, lo spettro di un incidente nucleare – sia esso intenzionale o frutto di un errore – continuerà a incombere non solo su Ucraina e Russia, ma sull’intero continente europeo, ricordandoci che in questa guerra il confine tra un attacco strategico e una catastrofe è pericolosamente sottile.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa indiana e sudasiaticaStampa europea continentale · dach_plusStampa del Golfo arabo
Stampa indiana e sudasiaticascetticismotrionfourgenza

I media indiani inquadrano l'accusa russa di un attacco ucraino con drone alla centrale di Zaporizhzhia come un 'ennesimo stratagemma propagandistico', respinto con scetticismo da Kiev. Nel frattempo, le incursioni ucraine in profondità contro raffinerie e oleodotti russi vengono celebrate come colpi strategici alla macchina bellica di Mosca. L'AIEA lancia un allarme per il rischio nucleare, ma la responsabilità viene implicitamente ricondotta all'occupazione russa dell'impianto.

Stampa europea continentale/ dach_plustrionfoschadenfreudeurgenza

I media tedeschi mettono in primo piano i drammatici video delle enormi colonne di fumo sollevate dall'attacco ucraino a 700 km di distanza contro gli impianti petroliferi di Putin. L'incidente alla centrale nucleare viene riportato con cautela come 'presunto attacco', mentre l'AIEA conferma l'assenza di fughe radioattive; la narrazione celebra la capacità ucraina di colpire in profondità il territorio russo.

Stampa del Golfo arabodistaccopragmatismo

La stampa del Golfo riporta i fatti senza prendere posizione: l'AIEA conferma che un drone ha causato danni all'edificio turbine della centrale di Zaporizhzhia, con livelli di radiazione normali. Parallelamente, vengono riferiti gli attacchi ucraini alle infrastrutture energetiche russe, citando sia le dichiarazioni di Kiev sia quelle di Mosca, senza alcun commento editoriale.

Questa notizia è apparsa su

22 testate · 2 lingue · finestra 24 ore

Sky News Arabia31 mag, 19:10
Bild31 mag, 19:10
France 2431 mag, 19:11
Sydsvenskan31 mag, 19:11
Mint31 mag, 19:11
The Times of India31 mag, 12:57
Valor Econômico31 mag, 19:12
ANSA Politica31 mag, 11:02