Sharaa chiama Trump: «Rimuova le sanzioni, serve alla ricostruzione»
Ahmed al-Sharaa sollecita Trump: via le ultime sanzioni per far ripartire l'economia siriana. L'Europa ha già aperto la strada.

Il presidente siriano della fase di transizione, Ahmed al-Sharaa, ha avuto un colloquio telefonico con Donald Trump il 31 maggio. Durante la conversazione, al-Sharaa ha insistito affinché gli Stati Uniti revochino le sanzioni ancora in vigore contro Damasco, definendo tale passo «essenziale per consentire all'economia siriana di riprendere attività e migliorare le condizioni di vita dei cittadini». Trump, dal canto suo, ha sottolineato l'importanza della stabilità regionale e del ricorso alla diplomazia per prevenire escalation.
La richiesta arriva in un momento di parziale disgelo. Negli Stati Uniti, a dicembre, Trump ha firmato l'abrogazione del Caesar Act, il pacchetto di sanzioni draconiane contro il regime di Bashar al-Assad, dopo il via libera del Congresso. Tuttavia, come precisano fonti di Washington, alcune misure restrittive rimangono in vigore, mirate a singoli individui e entità. Sul fronte europeo, già a maggio 2025 l'Unione aveva annunciato l'intenzione di rimuovere tutte le sanzioni, con l'alto rappresentante Kaja Kallas che aveva dichiarato: «Vogliamo aiutare il popolo siriano a costruire una Siria nuova, inclusiva e pacifica».
Secondo quanto reso noto dalla presidenza siriana, i due leader hanno discusso anche delle tensioni che scuotono il Medio Oriente, concordando sulla necessità di rafforzare il dialogo politico per creare un ambiente favorevole agli investimenti e alla ripresa economica. Nell'ottica di Damasco, la fine dell'isolamento finanziario è la precondizione per attrarre capitali e far ripartire i settori produttivi. Gli analisti di Bruxelles vedono nella mossa europea un tentativo di stabilizzare la regione e gestire i flussi migratori, mentre da Mosca e Teheran si guarda con attenzione al riposizionamento di Washington in un'area tradizionalmente sotto la loro influenza.
La strada verso una piena reintegrazione della Siria nella comunità internazionale resta irta di ostacoli. Nonostante i gesti di apertura, permangono dubbi sulla reale capacità del governo di transizione di garantire un processo inclusivo e sul rispetto dei diritti umani. Il sostegno economico e la revoca delle sanzioni potrebbero accelerare la ricostruzione, ma senza una soluzione politica duratura il rischio è di alimentare nuove dipendenze. La telefonata Sharaa-Trump segna comunque un passaggio significativo: per la prima volta, Washington tratta direttamente con il leader emerso dopo la caduta di Assad, aprendo uno spiraglio per un nuovo capitolo nelle relazioni bilaterali.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
La presidenza siriana ha reso noto un colloquio telefonico tra al-Sharaa e Trump, in cui il leader siriano ha spiegato che eliminare le sanzioni rimanenti è indispensabile per far ripartire l'economia. I due hanno parlato anche delle tensioni regionali e hanno ribadito la necessità di soluzioni diplomatiche per preservare la stabilità.
Ahmed al-Sharaa, ancora chiamato con il suo nome di battaglia Jolani, ha contattato Trump per chiedere la revoca delle sanzioni e il sostegno internazionale. La notizia viene accolta con scetticismo, sollevando interrogativi sulla legittimità di un governo guidato da un ex capo di una formazione considerata terroristica.
La presidenza siriana ha comunicato che il presidente al-Sharaa ha avuto un colloquio telefonico con Trump. Durante la chiamata, al-Sharaa ha detto che la revoca delle restanti sanzioni americane è fondamentale per rilanciare l'economia e attrarre investimenti.
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