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lunedì 1 giugno 2026 · Edizione delle 06:00 CET

Banchieri centrali sotto scacco: dallo yen in caduta al credito che si restringe

Mentre Tokyo spende miliardi per arginare la debolezza dello yen, da Mumbai a Nairobi crescono le tensioni: inflazione, valute fragili e una stretta sui mutui che colpisce famiglie e imprese.

Finanza7 testate3 lingue3 min letturaAgg. 07:09

La valuta giapponese ha sfidato ogni pronostico, proseguendo la sua discesa nonostante il massiccio intervento di Tokyo che a maggio ha raggiunto livelli record. Lo yen ha perso terreno contro tutte le principali divise del G10, alimentando il timore di un cedimento verso quota 160 sul dollaro prima della riunione della Banca del Giappone di metà giugno. Secondo gli analisti di Tokyo, l’azione delle autorità monetarie serve solo a guadagnare tempo: il vero punto di svolta resta un rialzo dei tassi che il BoJ sembra voler rinviare, aumentando la pressione su un’economia già provata da costi d’importazione crescenti.

Lo scenario asiatico si complica se si sposta lo sguardo su Mumbai, dove il comitato di politica monetaria della Reserve Bank of India è chiamato a decidere tra pochi giorni. Undici economisti su quindici prevedono un mantenimento del tasso repo al 5,25%, ma quattro ipotizzano un aumento di un quarto di punto. La rupia è ai minimi da dieci anni, appesantita dal conflitto tra Stati Uniti e Iran e dal rincaro dei carburanti, mentre la minaccia di El Niño rischia di compromettere il raccolto e spingere l’inflazione alimentare. Nell’ottica di Nuova Delhi, la banca centrale deve ora incorporare nei suoi modelli il prolungato shock del Medio Oriente, che ha ormai superato i cento giorni e non può più essere considerato transitorio. Al tempo stesso, le banche indiane chiedono di allentare le restrizioni sulle lettere di credito per attirare depositi in valuta estera dagli emigrati, un canale già sperimentato nel 2013 e oggi riproposto per arginare la carenza di dollari.

Ma la stretta monetaria non colpisce solo i mercati valutari. In Kenya, gli istituti di credito stanno comprimendo i tassi sui depositi in maniera molto più aggressiva di quanto non facciano sui prestiti, con un differenziale che a marzo ha raggiunto il 7,80% a danno dei risparmiatori. A Mosca, le banche hanno ridotto di quasi un terzo l’importo dei mutui concessi rispetto alle richieste, segnale di una crescente avversione al rischio che penalizza le famiglie. In Iran, infine, i fondi destinati ai prestiti per la caparra degli affitti restano in gran parte inutilizzati, lasciando centinaia di migliaia di inquilini in attesa. Da Teheran si denuncia un sistema che eroga appena un terzo delle risorse stanziate, nonostante l’aumento dei massimali.

Ciò che emerge è un quadro di banche centrali impegnate a bilanciare stabilità dei cambi, pressioni inflazionistiche e redditività del sistema finanziario. La crescita dell’economia indiana sarà probabilmente rivista al ribasso, mentre in Giappone il ritardo della normalizzazione monetaria rischia di prolungare l’agonia dello yen. Le prossime settimane diranno se gli attuali strumenti di intervento e le promesse di riforme basteranno a rassicurare gli investitori, o se ci si dovrà preparare a una nuova fase di volatilità globale.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa giapponese-coreanaStampa africana subsahariana · anglofonaStampa iraniana e affini · regimeStampa indiana e sudasiatica
Stampa giapponese-coreanaurgenzascetticismo

Nonostante un intervento senza precedenti, lo yen continua a indebolirsi, risultando il peggior performer tra le valute del G10 a maggio. Il vero punto di svolta non arriverà dalle operazioni del Ministero delle Finanze, ma da un rialzo dei tassi della Banca del Giappone atteso per metà giugno. Fino ad allora, il rischio di un deprezzamento verso quota 160 sul dollaro resta elevato.

Stampa africana subsahariana/ anglofonaindignazionevittimismo

Le banche commerciali stanno tagliando i tassi sui depositi in modo molto più aggressivo di quelli sui prestiti, aumentando i margini di profitto a spese dei risparmiatori. Il rendimento dei depositi a vista è sceso di oltre quattro punti percentuali in nove mesi, mentre i tassi sui prestiti sono calati di soli due punti. Questa strategia penalizza soprattutto i grandi depositanti, trasferendo ricchezza dai risparmiatori agli azionisti delle banche.

Stampa iraniana e affini/ regimeindignazioneurgenza

Nonostante il governo abbia stanziato un ampio credito per i depositi cauzionali d'affitto, le banche rifiutano di collaborare, lasciando inutilizzati due terzi dei fondi. Solo una frazione della somma prevista è stata erogata, imprigionando gli aventi diritto in liste d'attesa infinite e fascicoli cancellati all'improvviso. L'ostruzionismo delle banche perpetua la crisi di sicurezza abitativa tra gli inquilini.

Stampa indiana e sudasiaticapragmatismodistacco

La banca centrale dovrebbe mantenere invariato il tasso di riferimento alla riunione di giugno, tra l'aumento dei prezzi dei carburanti e il deprezzamento della rupia che offuscano le prospettive. Gli analisti prevedono un aumento cumulativo dei tassi entro fine anno, mentre la banca potrebbe rivedere al rialzo le stime d'inflazione e al ribasso quelle di crescita. Nel frattempo, le banche commerciali chiedono un allentamento delle norme sulle lettere di credito per attirare depositi in valuta estera dagli indiani residenti all'estero.

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Lenta.ru1 giu, 06:07
Business Daily Africa31 mag, 21:23
The Economic Times1 giu, 03:51
Hamshahri Online31 mag, 20:23
The Times of India31 mag, 21:24
The Japan Times1 giu, 06:09
Bloomberg1 giu, 03:51