Virus ferma Arnaldi, Cobolli in finale contro Zverev: il Roland Garros tra emozioni e occasioni storiche
Il forfait di Arnaldi per un virus intestinale consegna a Cobolli la prima finale Slam senza giocare. Zverev batte Mensik e cerca il primo Major.

A poche ore dal derby azzurro più atteso nella storia del tennis italiano, il Roland Garros si è piegato a un’impietosa legge biologica. Matteo Arnaldi, rivelazione del torneo, ha dovuto alzare bandiera bianca prima di scendere in campo contro Flavio Cobolli: un virus intestinale lo ha colpito nella notte, costringendolo al ritiro a venti minuti dall’inizio del match. "Ho cominciato a vomitare all’una, non riuscivo a dormire", ha raccontato il ligure, visibilmente provato. L’organizzazione ha rimborsato i biglietti, mentre Cobolli, in conferenza stampa, non ha nascosto la commozione: "Quando me l’ha detto ho quasi pianto. Sono triste per lui, è una cosa che non ti aspetti". Il romano, decima testa di serie, vola così in finale senza giocare, un approdo che sa di beffa e di dono assieme.
Nell’altra semifinale, nel pomeriggio, Alexander Zverev aveva fatto il suo dovere con autorità, superando il giovane ceco Jakub Mensik per 7-5, 6-2, 3-6, 6-3 in tre ore esatte. Il tedesco, numero tre del mondo, ha mostrato la solidità dei grandi favoriti, contenendo l’assalto del ventenne che aveva eliminato a sorpresa Rublev e Fonseca. Zverev ha salvato palle break decisive nel primo set e ha ripreso il controllo dopo un passaggio a vuoto nel terzo. Resta l’ossessione del primo titolo Major: ha perso tre finali Slam, di cui quella del 2024 proprio a Parigi contro Alcaraz. Dopo le eliminazioni premature di Sinner e Đoković, il suo cammino sembrava segnato, ma ora l’ultimo ostacolo sarà un italiano.
Il tennis italiano, ancora una volta, esce con sensazioni contrastanti da uno Slam parigino che sembra stregato. Jannik Sinner era stato liquidato al secondo turno da un malore improvviso mentre si avviava alla vittoria; Matteo Berrettini si era ritirato nei quarti per l’ennesimo infortunio. Ora Arnaldi, il più inatteso dei semifinalisti, cede al virus dopo quasi venti ore di battaglie sulla terra rossa. Eppure, nell’ecatombe azzurra, brilla la stella di Cobolli, che da lunedì entrerà per la prima volta tra i top ten. La finale di domenica sarà anche un confronto generazionale e di ranking: da una parte il veterano che cerca la consacrazione, dall’altra il talento romano che ha già battuto Zverev ad Amburgo quest’anno.
La partita di domenica pomeriggio promette di essere un esame di maturità per entrambi. Zverev dovrà gestire il ruolo di favorito e il peso delle attese tedesche; Cobolli, pur fresco e senza pressioni, dovrà trasformare l’assurda fortuna di una finale involontaria in una prestazione memorabile. In palio non c’è solo la Coppa dei Moschettori, ma anche un rimescolamento della classifica mondiale: il tedesco può insidiare il secondo posto di Alcaraz, l’italiano può firmare l’impresa più romantica di questa edizione. Sul Philippe-Chatrier, il sortilegio del virus si dissolverà solo con lo scambio d’apertura.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
La stampa italiana racconta il ritiro di Arnaldi come un drammatico colpo di scena che ha spento il derby azzurro, trasformando una semifinale attesissima in un passaggio indolore per Cobolli. Prevale la delusione per la sfortuna virale e un senso di amarezza, mentre per la finale si guarda con rassegnazione alla superiorità di Zverev.
I media tedeschi celebrano l'approdo di Zverev alla sua seconda finale al Roland Garros, sottolineando la sua superiorità su Mensik e la ghiotta occasione di vincere il primo Slam. La malattia di Arnaldi è raccontata con rammarico, ma l'attenzione resta concentrata sulla possibilità che il tennista tedesco rompa finalmente la maledizione.
La stampa russa riporta i fatti con grande distacco: Zverev ha battuto Mensik, Cobolli è avanzato per ritiro virale di Arnaldi, la finale è fissata. Nessun commento emotivo, solo la cronaca tecnica degli eventi e dei punteggi.
La stampa anglo-americana inquadra la finale con scetticismo, chiamando Zverev 'eterno secondo' e notando che Cobolli è entrato in finale con un 'lasciapassare gratuito'. C'è un'ironia di fondo sulla possibilità che questo Slam possa davvero spezzare la maledizione del tedesco, in un contesto di favori assenti.
Questa notizia è apparsa su
41 testate · 2 lingue · finestra 24 ore