Mondiale 2026: il Messico travolge la Serbia 5-1 e accende l’Azteca
I padroni di casa rimontano il gol serbo con Vásquez e due autogol, poi dilagano con Jiménez e Chávez. Aguirre frena: «L’eccesso di fiducia è dannoso quanto la mancanza».

Allo Stadio Nemesio Díez di Toluca, il Messico ha superato con un roboante 5-1 la Serbia nell’ultima amichevole prima dell’esordio al Mondiale. Dopo un avvio shock con il gol di Petar Stanić al 19’, i padroni di casa hanno ribaltato la partita: pareggio di Johan Vásquez al 34’ e autogol di Stefan Bukinac nel recupero del primo tempo. Nella ripresa, Raúl Jiménez, un altro autogol serbo e la rete di Luis Chávez al 90’ hanno completato una goleada che alimenta l’entusiasmo in vista della partita inaugurale contro il Sudafrica, giovedì 11 giugno allo Stadio Azteca.
Nello stesso giorno, in un’amichevole meno sotto i riflettori, la Repubblica Ceca ha regolato il Guatemala 3-1, confermando la propria preparazione per il girone A che, oltre ai cechi, include Corea del Sud, Sudafrica e Messico. Il trionfo dei centroamericani, però, assume un peso specifico maggiore: non solo per il passivo, ma per quanto ha mostrato la nazionale di Javier Aguirre, capace di assorbire il colpo subito e di trasformare la pressione in spettacolo, compresi due autogol provocati dall’assalto continuo.
Secondo i commentatori messicani, la squadra ha mandato segnali contrastanti. Da un lato, Orbelín Pineda ha dichiarato: «Siamo pronti per grandi cose, abbiamo ambizione al massimo». Dall’altro, lo stesso Aguirre ha messo in guardia: «Il risultato è un’arma a doppio taglio: l’eccesso di fiducia è dannoso quanto la mancanza». Una lettura condivisa anche dallo sconfitto Veljko Paunović, ct della Serbia, che ha elogiato il Messico definendolo «una grande selezione» e pronosticando un Mondiale positivo per i cohost. Dalla prospettiva europea, la prestazione serba è apparsa disastrosa, con errori difensivi gravi e un’incapacità di gestire il ritmo dei messicani.
Nonostante un 2026 finora imbattuto (otto gare senza sconfitte), la stampa messicana ricorda che l’ultima volta che il Tri vinse l’ultimo test premondiale fu nel 2010, proprio con Aguirre in panchina. Allora il percorso si fermò agli ottavi. Oggi, con il talento di giovani come Gilberto Mora e l’esperienza di Jiménez, le aspettative sono più alte: il Messico, che ospita il torneo per la terza volta, punta a tornare ai quarti di finale dopo la delusione del Qatar. L’esordio con un Sudafrica modesto ma ostico sarà il primo banco di prova per capire se la goleada di Toluca è stata solo un fuoco di paglia o il preludio a un’estate memorabile.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
L’incontro amichevole tra Messico e Serbia è trattato come un evento sportivo lontano. Il testo elenca il punteggio e i marcatori con linguaggio vivace ('pesta di gol') ma senza coinvolgimento emotivo o analisi sulle implicazioni future.
La stampa messicana esulta per la goleada come prova di prontezza al Mondiale. L’atmosfera da stadio con l’ola e 'Cielito Lindo', le franche parole di Aguirre e le profezie ottimistiche vengono tessute in un racconto di entusiasmo nazionale e aspettative elevate per il debutto.
Il resoconto africano accoglie la vittoria messicana con cautela, citando l’ammissione del commissario tecnico che il risultato è un’arma a doppio taglio. Viene sottolineato lo shock iniziale del gol subito e si mantiene uno sguardo pragmatico in vista del confronto inaugurale contro il Sudafrica.
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