Omicidio Nowak: la telefonata tra Lammy e Vance infiamma la polemica transatlantica
Il vicepremier britannico contesta le accuse del vicepresidente Usa su immigrazione e accoltellamento, mentre crescono le proteste e le tensioni comunitarie nel Regno Unito.

La tragica morte di Henry Nowak, lo studente accoltellato a Southampton, ha innescato una vera e propria crisi diplomatica tra Londra e Washington. Il vicepremier britannico David Lammy ha telefonato al vicepresidente statunitense J.D. Vance per contestare le sue dichiarazioni, che attribuivano l'omicidio a un'"invasione di migranti" e al fallimento delle élite europee. Lammy, che con Vance condivide un'insolita amicizia basata su valori religiosi e origini familiari, ha descritto il colloquio come "robusto" ma concluso con toni costruttivi [A1][A8]. Downing Street, però, non ha usato mezzi termini: ha accusato Vance di "interferenza nella nostra democrazia" e ha ribadito che il killer, Vickrum Digwa, è un cittadino britannico, rendendo la tragedia del tutto estranea alle politiche migratorie [A5][A8].
Nel Regno Unito, l'ondata emotiva seguita alla diffusione dei filmati delle bodycam – che mostrano Nowak ammanettato mentre implorava soccorso – ha scatenato violente proteste a Southampton, con quattordici persone già incriminate per disordini [A4][A7]. La polizia aveva inizialmente predisposto un comunicato per smentire la disinformazione, ma la procura l'aveva bloccata per non pregiudicare il processo [A4]. La comunità sikh, intanto, denuncia attacchi quotidiani in tutto il paese: secondo Dabinderjit Singh, attivista della Sikh Foundation, le parole di politici come Nigel Farage e lo stesso Vance hanno innescato una "frenesia mondiale" di ostilità [A3]. Una marcia commemorativa a Londra, in occasione dell'anniversario dell'assalto al Tempio d'Oro, ha richiamato migliaia di fedeli in un clima di crescente paura.
Oltreoceano, la posizione di Vance ha trovato una sponda ideologica in una certa stampa europea. Un quotidiano italiano di destra ha lodato la sua "parresia" – il coraggio di parlare senza infingimenti – contro le élite progressiste, accusate di aver imposto un "pensiero unico" fallimentare [A2]. Questa lettura si scontra frontalmente con la linea del governo britannico, che invoca il rispetto per la famiglia Nowak, contraria a qualsiasi strumentalizzazione del lutto.
La vicenda si inserisce in un quadro più ampio di tensioni sociali e politiche. L'estrema destra britannica agita lo spettro della "polizia a due velocità", paragonando il caso alla morte di George Floyd negli Stati Uniti, mentre la rabbia per l'immigrazione si mescola alla sfiducia nelle istituzioni [A6]. L'intervento di Vance rischia di offrire nuovo slancio ai movimenti sovranisti in Europa, proprio mentre i governi del continente faticano a contenere derive identitarie. La fermezza di Lammy tenta di arginare una crisi che potrebbe minare la già fragile coesione sociale, ma il solco scavato tra Londra e Washington appare destinato ad approfondirsi, preludendo a futuri attriti su dossier ben più strategici.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
Il vice primo ministro britannico ha contestato direttamente il vicepresidente USA JD Vance per aver collegato l'omicidio di uno studente all'immigrazione, definendo le sue affermazioni errate. La disputa evidenzia le tensioni tra Stati Uniti e Regno Unito su politiche migratorie e di polizia.
La stampa europea difende la critica di JD Vance alle politiche migratorie del continente, presentandolo come voce razionale contro l'ortodossia progressista. Il caso di omicidio è visto come sintomo di declino civilizzazionale causato dall'immigrazione di massa e dal politicamente corretto.
La stampa indiana riporta la disputa tra il vicepresidente USA e i funzionari britannici, notando il linguaggio duro di Vance che incolpa l'immigrazione e il rifiuto britannico. La copertura rimane imparziale, concentrandosi sulla disputa diplomatica e sui dettagli del caso.
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