Omicidi politici e violenza poliziesca: una giornata di sangue da Khulna a Rosario
In Bangladesh e India leader locali uccisi a colpi d'arma da fuoco; in Argentina agenti arrestati per torture e un poliziotto federale assassinato. Un quadro globale di crisi della sicurezza.

Venerdì si è consumata una duplice esecuzione politica a migliaia di chilometri di distanza, accomunata dalla stessa brutalità. A Jalandhar, nel Punjab indiano, due sicari in scooter hanno assassinato Satwinderpal Singh, dirigente locale del partito Aam Aadmi Party (AAP), mentre usciva da un tempio sikh. Poche ore dopo, a Khulna, nel Bangladesh sud-occidentale, Rafiqul Islam, membro del comitato esecutivo del Bangladesh Nationalist Party (BNP), è stato ucciso a colpi di pistola in un mercato del quartiere di Lobonchora. Entrambi gli omicidi, avvenuti in pieno giorno, hanno immediatamente innescato accuse incrociate: in India l'opposizione ha attaccato il governo regionale per il deterioramento dell'ordine pubblico; in Bangladesh l'episodio si inserisce in una più ampia offensiva delle forze di sicurezza che, secondo fonti locali, ha portato all'arresto di oltre quattrocentosessanta persone in nove giorni.
La repressione in corso a Khulna, condotta congiuntamente da polizia metropolitana e servizi di intelligence, ha colpito anche l'entourage di figure criminali di alto profilo. Nella stessa giornata, gli agenti hanno fatto irruzione nell'abitazione di Roni Chowdhury, detto "Granata Babu", condannato all'ergastolo e inserito nella lista dei terroristi più pericolosi della città: è stato fermato il fratello Mahmudun Chowdhury. In un'altra operazione, le forze dell'ordine hanno catturato un collaboratore del boss noto come "Kauwa Miraj". Le autorità di Dacca descrivono queste retate come un'azione necessaria contro estorsioni, narcotraffico e bande armate, ma l'uccisione di un esponente dell'opposizione proprio mentre è in corso una simile offensiva solleva interrogativi sulla reale natura degli interventi e sul rischio di strumentalizzazione politica della sicurezza.
Dall'altra parte del mondo, a Rosario, la città argentina segnata da una lunga guerra tra clan della droga, la violenza ha assunto i contorni di un dramma interno alle forze dell'ordine. Nove poliziotti della provincia di Santa Fe sono stati arrestati con l'accusa di aver dato fuoco a un uomo durante un'operazione irregolare nel 2024: in un primo momento avevano sostenuto che la vittima si era ustionata da sola, ma la testimonianza del sopravvissuto ha ribaltato l'inchiesta. La stessa notte, un agente della Polizia Federale è stato ucciso in una sparatoria nel quartiere Villa Banana mentre svolgeva attività di intelligence in borghese, senza giubbotto antiproiettile; un suo collega è ricoverato in gravi condizioni e un passante è rimasto ferito. Gli investigatori parlano di una possibile imboscata, ipotesi che aggrava il quadro di una città dove lo Stato fatica a imporre il monopolio della forza.
Osservatori sud-asiatici sottolineano come gli omicidi di Jalandhar e Khulna riflettano una tendenza regionale all'uso della violenza letale per regolare conti politici locali, in contesti dove l'apparato di sicurezza è spesso percepito come partigiano. In America Latina, analisti argentini mettono in guardia contro il rischio di normalizzazione della brutalità poliziesca e della corruzione interna, fenomeni che minano la fiducia dei cittadini e alimentano la spirale di vendette tra bande e forze statali.
Per l'Europa, e in particolare per l'Italia, questi episodi non sono remoti fatti di cronaca. La cooperazione giudiziaria e di polizia con paesi come l'Argentina e il Bangladesh passa anche attraverso la credibilità delle istituzioni partner. Quando un agente federale viene ucciso in un'imboscata o un dirigente politico è giustiziato in strada, si incrina la possibilità di costruire reti investigative transnazionali efficaci contro narcotraffico e riciclaggio. La giornata di sangue che ha unito Khulna, Jalandhar e Rosario è un promemoria della fragilità dell'ordine democratico in aree cruciali del pianeta, e della necessità di uno sguardo europeo più attento alle dinamiche di sicurezza globale.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
In Bangladesh, un'operazione congiunta di sicurezza ha portato a numerosi arresti, presentata come un successo contro la criminalità, ma è offuscata dall'omicidio in pieno giorno di un leader del BNP, suscitando allarme per la violenza politica. In India, l'omicidio di un leader dell'AAP in Punjab viene riportato con dure critiche al governo statale per il fallimento nell'ordine pubblico. La narrazione complessiva mescola resoconti di polizia efficace con preoccupazione per gli omicidi politici mirati.
In Rosario, Argentina, the coverage highlights a severe security crisis: nine police officers were arrested for allegedly setting a man on fire during an irregular operation, while a federal police officer was killed in a shootout with criminals. The tone is critical of police brutality yet also mourns the loss of a law enforcer, painting a complex picture of violence where both state misconduct and criminality threaten public safety.
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