La 'zona morta' dei droni si allarga: Crimea a secco di carburante
L'area di interdizione aerea ucraina si estende fino a 50 km, mentre droni a guida autonoma colpiscono ponti e depositi russi, causando razionamenti di carburante e il collasso del turismo in Crimea.

La fascia di territorio che separa le linee del fronte in Ucraina si è trasformata in una «zona morta» estesa fino a cinquanta chilometri, dove qualsiasi veicolo o soldato viene individuato e distrutto nel giro di pochi minuti. Lo ha rivelato Davyd Aloian, vice-segretario del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale ucraino, durante un vertice sui droni in Lettonia, descrivendo un’area di interdizione aerea così satura di velivoli senza pilota da rendere impossibile ogni movimento. In alcune regioni la profondità della kill zone si attesta sui venti chilometri, ma dove la copertura è più fitta – ha precisato Aloian – «qualsiasi mezzo viene demolito in pochi minuti».
Parallelamente, Kiev ha messo in campo droni d’attacco a medio raggio dotati di intelligenza artificiale, capaci di colpire in modo autonomo depositi di carburante, ponti e nodi di comando fino a 150 chilometri oltre le linee nemiche. Secondo analisi occidentali, gli attacchi alle autocisterne russe sono aumentati del 40 per cento a maggio, mentre il numero di lanciatori di difesa aerea distrutti è più che raddoppiato. I ponti che collegano la Crimea al fronte meridionale – in particolare quelli di Armiansk, Henichesk e Chonhar – sono stati presi di mira con droni FPV che si schiantano ripetutamente sull’asfalto, come mostrano i filmati diffusi dal 1° Reggimento d’assalto ucraino. Il risultato è una crisi logistica senza precedenti: nella penisola occupata le stazioni di servizio sono a secco, le autorità russe hanno imposto un razionamento di venti litri a veicolo alla settimana e la stagione turistica è collassata, con code interminabili e un centralino d’emergenza per i visitatori rimasti bloccati.
Di fronte a questa morsa, lo stato maggiore russo ha dovuto abbandonare le formazioni massicce tipiche della propria dottrina. Secondo fonti della difesa moscovita, le unità di fanteria ora si infiltrano nella kill zone in piccoli gruppi, cercando di stabilire una superiorità locale di droni prima di lanciare assalti contro le postazioni ucraine. Video diffusi dal ministero della Difesa russo su Telegram confermano l’adozione di queste tattiche, che tuttavia non sembrano aver restituito slancio all’offensiva.
Il comandante delle forze senza pilota ucraine, Robert Brovdi, ha dichiarato che l’obiettivo è «costringere Mosca a ritirare le truppe, non a progredire», e che presto Kiev potrebbe isolare completamente la Crimea dalla Russia. La distruzione di cinquanta veicoli militari russi sul ponte di Armiansk, rivendicata dall’esercito ucraino, segnala la vulnerabilità delle linee di rifornimento che passano per i tre colli di bottiglia fra la penisola e la regione di Zaporizhzhia. La carenza di carburante, la più grave dal 2014, sta mettendo in imbarazzo il Cremlino e mostra quanto le nuove tattiche di combattimento stiano ridisegnando gli equilibri del conflitto.
Per l’Europa e l’Italia, questa escalation tecnologica rappresenta un banco di prova per la guerra del futuro, in cui l’autonomia decisionale dei droni e la saturazione dello spazio aereo a bassa quota ridefiniscono il concetto di superiorità militare. Gli analisti della NATO osservano che la capacità ucraina di interdire rifornimenti a distanza, senza ricorrere a costosi missili, potrebbe influenzare le dottrine alleate e accelerare gli investimenti in sistemi anti-drone. Al tempo stesso, la prospettiva di un isolamento prolungato della Crimea – territorio dal valore strategico ed energetico per Mosca – rischia di inasprire le tensioni nel Mar Nero, con possibili ripercussioni sulle rotte commerciali e sulla sicurezza energetica del continente.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
La 'zona di uccisione' dei droni si è allargata fino a 50 km in alcune aree, creando una 'zona morta' dove ogni veicolo viene distrutto. Gli attacchi ucraini ai ponti e ai depositi di carburante in Crimea stanno provocando gravi carenze, interrompendo la logistica russa e mettendo a nudo la vulnerabilità di Mosca.
I droni ucraini guidati dall'IA stanno offrendo un nuovo vantaggio sul campo di battaglia, con capacità di puntamento autonomo che consentono attacchi a depositi di carburante e posti di comando fino a 150 km dietro le linee russe. Questi droni, più resistenti ai disturbi elettronici, hanno aumentato notevolmente gli attacchi alle autocisterne, interrompendo le catene di approvvigionamento e spostando lo slancio a favore di Kiev.
In Crimea manca il carburante dopo settimane di attacchi ucraini con droni alle linee di rifornimento, mettendo in imbarazzo le autorità russe e facendo crollare la stagione turistica. Kiev vede una svolta con le nuove armi a lungo raggio, e i comandanti parlano apertamente di isolare la Crimea dalla Russia e di riprendere la penisola.
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