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L'Ue sblocca i negoziati con Kiev: l'intesa con Budapest apre la strada

Superato lo stallo sui diritti della minoranza ungherese, Bruxelles dà il via libera preliminare. Ma restano le ombre di Varsavia e i dissensi italiani.

Geopolitica5 testate4 lingue2 min letturaAgg. 06:59

L'Unione europea ha aperto formalmente la strada alla ripresa dei negoziati di adesione con l'Ucraina, sbloccando un percorso congelato da mesi a causa del veto ungherese. I rappresentanti dei Ventisette hanno concesso un via libera preliminare all'apertura del primo cluster negoziale, un passo che la commissaria all'Allargamento Marta Kos ha definito «un'accelerazione necessaria» sulla via dell'integrazione.

A rimuovere l'ostacolo è stata l'intesa raggiunta tra Budapest e Kiev sui diritti della minoranza magiara in Transcarpazia. Il premier ungherese Péter Magyar ha annunciato un «accordo storico» che amplia i diritti linguistici, educativi, culturali e politici della comunità ungherese in Ucraina. La disputa, che avvelenava da anni le relazioni bilaterali e aveva impedito a Budapest di sostenere l'avanzamento del dossier ucraino, sembra così ricomporsi, almeno temporaneamente.

Parallelamente, la commissione Esteri del Parlamento europeo ha approvato con 54 voti favorevoli, 17 contrari e 5 astensioni un rapporto che sollecita un'accelerazione dei colloqui. Ma il voto ha messo a nudo divisioni politiche profonde, anche all'interno della delegazione italiana: Fratelli d'Italia si è astenuta, mentre Partito Democratico e Movimento 5 Stelle sono apparsi spaccati. Proprio un eurodeputato pentastellato, Danilo Della Valle, ha motivato il suo no denunciando la corruzione endemica e i deficit democratici ucraini, oltre al possibile impatto negativo sull'agricoltura europea.

Se l'Ungheria sembra aver accantonato le sue riserve, nuovi fronti di tensione si profilano all'orizzonte. Da Varsavia giungono segnali di crescente irritazione per la mancata soluzione delle controversie storiche legate all'esaltazione di figure dell'Upa, l'esercito insurrezionale ucraino, che rischiano di trasformare la Polonia in un nuovo bastione del freno. Nell'ottica di Mosca, queste incrinature confermano la fragilità delle ambizioni europee di Kiev e la loro natura politicamente divisiva.

L'iter procedurale si rimette in moto, ma il cammino resta disseminato di insidie. Il primo capitolo negoziale, che verosimilmente riguarderà lo stato di diritto, metterà alla prova l'effettiva capacità di riforma dell'Ucraina in tempo di guerra. Per l'Italia, con i suoi interessi agricoli e un'opinione pubblica spaccata sul conflitto, il dossier ucraino si annuncia come un delicato esercizio di equilibrio. Le prossime settimane diranno se questo «importante passo» condurrà a una marcia spedita o a una nuova stagione di veti incrociati.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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L'adesione dell'Ucraina all'UE incontra ostacoli insormontabili a causa di corruzione endemica e deficit democratici, come riconosciuto persino da un eurodeputato dell'opposizione italiana. Anche la Polonia potrebbe diventare un nuovo freno a causa di irrisolti contenziosi storici, infliggendo un ulteriore colpo alle ambizioni di Kiev.

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Ungheria e Ucraina hanno risolto la loro annosa disputa sui diritti delle minoranze, aprendo la strada al primo capitolo negoziale per l'adesione all'UE. L'intesa è vista come una svolta pragmatica che rimuove un ostacolo cruciale sul percorso europeo di Kiev.

Stampa europea continentaletrionfopragmatismo

Uno storico accordo tra Budapest e Kiev sui diritti delle minoranze ha sbloccato i negoziati di adesione dell'Ucraina all'UE, con il primo via libera della commissione esteri del Parlamento europeo. Nonostante alcune divisioni politiche interne, l'Unione accelera il processo, segnando una tappa importante nel percorso di integrazione europea del paese.

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Lenta.ru3 giu, 22:22
Le Figaro3 giu, 21:23
Il Fatto Quotidiano3 giu, 21:22
South China Morning Post (SCMP)3 giu, 23:24
Aftonbladet3 giu, 22:26