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venerdì 12 giugno 2026 · Edizione delle 20:00 CET

Il Messico rompe la maledizione, la Corea del Sud rimonta: il primo giorno del Mondiale 2026

I padroni di casa battono un Sudafrica in nove, i sudcoreani piegano la Repubblica Ceca. Cerimonia con Shakira, Azteca gremito.

Sport8 testate5 lingue2 min letturaAgg. 21:00

La maledizione è spezzata. Dopo sette tentativi andati a vuoto, il Messico ha finalmente vinto la sua prima partita inaugurale in una fase finale dei Mondiali, superando 2-0 il Sudafrica nello stadio Azteca di Città del Messico, che diventa così il primo impianto ad aver ospitato tre cerimonie d’apertura (1970, 1986 e 2026). Un successo segnato da un’espulsione per parte e da un record disciplinare: i tre cartellini rossi complessivi – a Sphephelo Sithole e Themba Zwane per i sudafricani, e al capitano messicano César Montes – rappresentano il massimo in una singola gara mondiale dal 2006. L’arbitro brasiliano Wilton Pereira Sampaio ha dovuto gestire una partita caotica, mentre Raúl Jiménez, sei anni dopo una frattura cranica che ne aveva messo a rischio la carriera, ha firmato il raddoppio con un gol carico di significato emotivo.

La giornata era cominciata con una cerimonia spettacolare, impreziosita dalle esibizioni di Shakira e del nigeriano Burna Boy, che hanno infiammato i sessantamila dell’Azteca e suggellato il ritorno del torneo in Messico dopo quarant’anni. La stampa messicana ha celebrato l’atmosfera elettrica, mentre i media latinoamericani hanno sottolineato come, nonostante le polemiche pre-torneo su infrastrutture e sicurezza, il calcio abbia momentaneamente ricucito le tensioni. “Siamo stati fortunati a esserci”, ha dichiarato un tifoso locale, Javier Pérez, presente con la famiglia.

Nel secondo match del Gruppo A, a Guadalajara, la Corea del Sud ha firmato una rimonta vibrante contro la Repubblica Ceca, imponendosi 2-1 con reti di Hwang In-Beom e Oh Hyeon-Gyu. I media sudcoreani hanno esaltato la capacità di reazione della squadra, capace di ribaltare lo svantaggio iniziale e di portarsi in vetta al girone assieme ai padroni di casa. L’Europa, dal canto suo, registra con preoccupazione la sconfitta di una nazionale ceca apparsa fragile nella gestione del vantaggio, un segnale che potrebbe pesare sulle ambizioni del Vecchio Continente in un Mondiale allargato a 48 squadre.

Con questi risultati, Messico e Corea del Sud guidano il Gruppo A a punteggio pieno, mentre Sudafrica e Repubblica Ceca restano a zero. L’avvio autoritario dei co-organizzatori nordamericani e la tenacia degli asiatici disegnano un primo quadro di equilibri inediti. Per l’Italia, assente o spettatrice interessata, il messaggio è chiaro: in un torneo che si preannuncia frammentato e imprevedibile, ogni dettaglio – disciplinare, emotivo, tattico – può decidere un cammino. La prossima tornata di partite dirà se queste gerarchie resisteranno o se il Gruppo A riserverà altre sorprese.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa europea continentaleStampa latinoamericanaStampa africana subsahariana · anglofona
Stampa europea continentalescetticismodistacco

La copertura europea ha sottolineato il contrasto tra la festosa inaugurazione e le proteste fuori dallo stadio Azteca, concentrandosi sul record di tre cartellini rossi e sulle sfide di sicurezza. La vittoria del Messico è stata riportata ma offuscata da problemi disciplinari e da un senso di disagio. Nel complesso, il tono è stato misurato, notando sia l'eccitazione che le tensioni di fondo.

Stampa latinoamericanatrionfopragmatismo

I media latinoamericani hanno celebrato la prima vittoria inaugurale del Messico nella storia dei Mondiali, evidenziando i gol di Quiñones e Jiménez. La copertura è stata orgogliosa e trionfante, sottolineando il dominio della squadra e la gioia dei tifosi. Il report ha anche notato la rimonta della Corea del Sud, lodando lo spirito competitivo del girone.

Stampa africana subsahariana/ anglofonadistaccopragmatismo

La copertura africana ha evidenziato la spettacolare cerimonia di apertura e la vittoria del Messico, ma ha anche affrontato le sfide organizzative tra cui proteste e aggiornamenti di sicurezza. Il report ha trovato un equilibrio tra l'entusiasmo per il torneo e un sobrio riconoscimento degli ostacoli affrontati dagli ospitanti. Il focus è rimasto sul calcio, con una visione sfumata del contesto più ampio dell'evento.

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