Accedi
Edizione delle 10:00 CETdomenica 14 giugno 2026
287 testate · 16 lingue0 briefing oggi
venerdì 12 giugno 2026 · Edizione delle 20:00 CET

Il figlio di Kadyrov, due volte Eroe di Cecenia a 18 anni. E dalla Buriazia un altro studente muore al fronte

Mentre Adam Kadyrov colleziona onorificenze per il sostegno alla guerra, un coetaneo di un remoto villaggio siberiano firma un contratto e cade in Ucraina. Due volti della Russia di oggi.

Geopolitica6 testate2 lingue3 min letturaAgg. 20:52

A diciotto anni Adam Kadyrov è già due volte Eroe della Repubblica Cecena. Il nuovo riconoscimento gli è stato consegnato dal padre, il leader Ramzan Kadyrov, in occasione della Giornata della Russia, con una motivazione che mescola «servizio al popolo», «attività a sostegno dell’operazione speciale» e «devozione alla patria». La notizia, diffusa dal presidente del governo ceceno Magomed Daudov, arriva a meno di due settimane da un’altra medaglia, quella «per il contributo alla conduzione dell’operazione militare speciale», e consolida un cursus honorum che aveva già visto il quindicenne Adam insignito dello stesso titolo nell’ottobre 2023.

Quel primo conferimento, ricordano i media indipendenti russi e le testate occidentali che seguono il Caucaso, avvenne pochi giorni dopo che il ragazzo aveva brutalmente picchiato nel carcere di Groznyj Nikita Žuravel’, accusato di aver bruciato un Corano. Le autorità russe chiusero un occhio sull’episodio, e da allora la carriera del figlio del leader ceceno è stata un susseguirsi di nomine: assistente del capo della repubblica, segretario del Consiglio di sicurezza, e ora due volte eroe. La normativa che disciplina il titolo, fanno notare a Mosca e a Bruxelles, non prevede esplicitamente la possibilità di assegnarlo più di una volta, ma in Cecenia il diritto sembra plasmarsi sulla volontà del clan al potere.

A quasi duemila chilometri di distanza, in Buriazia, la guerra assume un volto molto diverso. Il 27 maggio, nei pressi del villaggio di Sladkoe nella regione di Zaporižžja, è morto Il’ja Ul’janov, vent’anni, studente all’ultimo anno dell’istituto agroindustriale di Zakamensk. Aveva firmato il contratto con il Ministero della Difesa il 23 marzo, per essere addestrato come operatore di droni, ed era stato assegnato alla brigata che fa capo all’unità militare 69647. La sua storia, ricostruita dalla stampa indipendente russa, è quella di un giovane della provincia profonda, inghiottito da una macchina bellica che consuma corpi mentre premia la prossimità al potere.

L’accostamento tra le due vicende non è un mero esercizio retorico. Da una parte, il rampollo di una dinastia che ha fatto della fedeltà al Cremlino la chiave della propria autonomia interna, insignito di onorificenze che ne legittimano il ruolo in una repubblica dove il confine tra istituzioni e famiglia è inesistente. Dall’altra, un ragazzo di una repubblica etnicamente non russa, la Buriazia, che insieme a regioni come la Tuva e la Jakuzia fornisce al fronte una quota sproporzionata di caduti. Secondo gli analisti che osservano le dinamiche del reclutamento, il contratto firmato da Ul’janov a pochi mesi dal diploma è il sintomo di un sistema che attinge alle periferie più fragili, dove l’esercito resta uno dei pochi ascensori sociali, per quanto tragico.

Mentre in Cecenia si celebra la fedeltà alla «operazione speciale» con medaglie e titoli, il fronte ucraino continua a reclamare vite dalle province lontane. La vicenda di Adam Kadyrov, con la sua doppia onorificenza, proietta verso il futuro una domanda scomoda per l’Europa e per l’Italia, che osservano il Caucaso come un laboratorio di governance autoritaria: fino a che punto il Cremlino è disposto a tollerare la costruzione di un potere dinastico che si legittima attraverso la guerra, mentre il costo umano del conflitto ricade in modo sempre più asimmetrico sulle periferie della Federazione?

Come la stessa storia è raccontata altrove.

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa europea continentaleStampa russa e CSI · stato
Stampa europea continentaleindignazionescetticismo

Il figlio diciottenne del leader ceceno ha ricevuto la seconda medaglia di Eroe della Cecenia in due settimane, questa volta per il sostegno alla guerra in Ucraina. I critici notano che il primo riconoscimento era arrivato dopo la sua partecipazione al pestaggio di un detenuto, sollevando dubbi sull'indipendenza del sistema di onorificenze ceceno.

Stampa russa e CSI/ statotrionfopaternalismo

Ad Adam Kadyrov è stato conferito il titolo di Eroe della Cecenia da suo padre, il capo della repubblica, in riconoscimento dei suoi servizi allo Stato e del sostegno all'operazione militare speciale. Il premio è visto come un meritato riconoscimento del suo patriottismo e dedizione.

Questa notizia è apparsa su

6 testate · 2 lingue · finestra 24 ore

Vedomosti12 giu, 17:22
iStories12 giu, 12:44
Dozhd12 giu, 17:23
Meduza12 giu, 17:23
Kommersant12 giu, 17:22
Moscow Times12 giu, 17:23