El Niño è ufficialmente iniziato: il mondo si prepara a un evento potenzialmente storico
Confermato l’avvio del fenomeno climatico, che potrebbe diventare uno dei più intensi mai registrati. Impatti attesi su monsoni, temperature globali, agricoltura e risorse idriche.

L’11 giugno la National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa) statunitense ha dichiarato ufficialmente l’inizio di El Niño, il fenomeno climatico ciclico che scalda le acque del Pacifico tropicale orientale e altera il meteo su scala planetaria. Poche ore dopo, il Dipartimento meteorologico indiano (IMD) ha confermato il consolidamento delle condizioni di El Niño sull’Oceano Pacifico equatoriale, avvertendo che l’evento si rafforzerà durante la stagione dei monsoni. In Colombia, le autorità ambientali hanno annunciato un anticipo di quasi tre mesi rispetto alle proiezioni iniziali, con il governo che parla di un possibile episodio tra i più intensi dal 1950.
Le ripercussioni si annunciano vaste e differenziate. Per l’India, El Niño è storicamente associato a monsoni più deboli, temperature elevate e siccità: l’IMD ha già rivisto al ribasso le previsioni delle piogge, portandole al 90% della media storica, e prevede condizioni da moderate a forti per tutta la stagione monsonica, con un Indian Ocean Dipole neutro che non compenserà l’effetto negativo. In Colombia, l’arrivo anticipato ha spinto il governo a lanciare appelli al risparmio idrico ed energetico, mentre i modelli indicano un picco di intensità tra novembre e gennaio 2027. Sul fronte europeo, gli analisti mettono in guardia da un’estate torrida e da un autunno di eventi estremi – ondate di calore, alluvioni, siccità e incendi – che potrebbero mettere sotto pressione i sistemi agricoli e le reti elettriche.
Dal punto di vista scientifico, El Niño viene dichiarato quando le temperature superficiali in una specifica area del Pacifico superano di 0,5 °C la media per almeno tre mesi consecutivi. Quest’anno il riscaldamento è stato rapido e i modelli indicano una probabilità del 63% che l’evento diventi “super”, con anomalie superiori ai 2 °C. L’ultimo super El Niño, nel 2015-2016, spinse le temperature globali a livelli record; gli esperti temono che il 2026 e il 2027 possano segnare nuovi primati, con conseguenze a catena sull’approvvigionamento alimentare, sui mercati delle materie prime e sulla stabilità degli ecosistemi marini.
La convergenza di allarmi da Nuova Delhi, Bogotà e dai centri di calcolo europei e statunitensi disegna uno scenario in cui la preparazione sarà cruciale. Se da un lato le tecnologie di previsione permettono oggi di anticipare gli shock con maggiore precisione, dall’altro la vulnerabilità delle economie emergenti e la pressione su risorse già stressate dai cambiamenti climatici rendono questo El Niño un banco di prova per la resilienza globale.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
L'ufficio meteorologico indiano conferma che El Niño è arrivato e si intensificherà durante il monsone, portando probabilmente precipitazioni inferiori alla media, lunghi periodi di siccità e temperature più elevate. Il fenomeno fa temere un 'super El Niño' che potrebbe colpire duramente l'agricoltura e le riserve idriche.
El Niño è ufficialmente iniziato e si sta rapidamente intensificando; gli scienziati avvertono che potrebbe diventare uno degli eventi più potenti mai registrati. Il fenomeno scatenerà condizioni meteorologiche estreme in tutto il mondo—ondate di calore, inondazioni, siccità e incendi—mettendo a rischio approvvigionamenti alimentari, risorse idriche e stabilità economica.
Il governo colombiano ha confermato l'arrivo anticipato di El Niño, che potrebbe diventare uno degli episodi più intensi dal 1950. Le autorità invitano la popolazione a risparmiare acqua ed energia, mentre attuano misure preventive per proteggere agricoltura, ecosistemi e il sistema energetico.
Il dipartimento meteorologico indiano prevede condizioni da moderate a forti di El Niño per tutta la durata del monsone, con un Dipolo dell'Oceano Indiano neutro che offre scarso sollievo. Le prospettive alimentano le preoccupazioni per le piogge monsoniche e i raccolti nel paese più popoloso del mondo.
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