BP semplifica la struttura, Braskem rinnova i vertici: doppia scossa nell'energia
La major britannica si riorganizza in due divisioni, mentre la petrochimica brasiliana cambia governance dopo l'ingresso di IG4. Due riassetti che riflettono pressioni globali su efficienza e controllo.

La britannica BP ha annunciato una radicale semplificazione organizzativa che dal primo luglio ridurrà le sue attività a due sole divisioni: upstream (esplorazione e produzione) e downstream (raffinazione e commercializzazione). L’attuale struttura a tre pilastri – produzione e operazioni, gas ed energia a basso contenuto di carbonio, clienti e prodotti – verrà smantellata, e le operazioni di trading saranno distribuite tra le due nuove unità. A guidare l’upstream sarà il veterano Gordon Birrell, mentre Richard Harding assumerà la guida ad interim del downstream. La mossa, voluta dalla nuova amministratrice delegata Meg O’Neill, insediatasi ad aprile, punta a «ridurre la complessità e rafforzare l’esecuzione», come ha dichiarato la stessa manager. L’annuncio è stato accompagnato da un immediato calo del 2,2% del titolo a Londra, segnale di un mercato che resta scettico sulla capacità della riorganizzazione di affrontare le sfide di fondo. A complicare il quadro, la stampa finanziaria brasiliana ha ricordato che il mese scorso BP ha destituito con effetto immediato il presidente del consiglio Albert Manifold, in seguito ad accuse di molestie morali (assédio moral), un episodio che getta un’ombra sulla governance del gruppo.
Dalla prospettiva londinese, la ristrutturazione è letta come un tentativo di contenere i costi e semplificare un portafoglio divenuto troppo frammentato dopo anni di espansione nel low-carbon. Gli analisti russi, invece, sottolineano la reazione negativa dei mercati, interpretandola come un voto di sfiducia verso una strategia che rischia di subordinare la transizione energetica alle logiche di breve termine dell’upstream. La scelta di dividere il trading tra le due divisioni, anziché mantenerlo come funzione autonoma, potrebbe generare tensioni interne e rendere più opaca la gestione dei rischi finanziari, un aspetto che non è sfuggito agli osservatori di Mosca.
A migliaia di chilometri di distanza, un altro colosso dell’energia – la petrochimica brasiliana Braskem – ha vissuto una parallela rivoluzione ai vertici. Dopo la vendita della partecipazione di controllo da parte di Novonor (l’ex Odebrecht) al fondo IG4 Capital, la società è ora governata congiuntamente da IG4 e da Petrobras. In un’assemblea straordinaria, il consiglio di amministrazione ha nominato presidente la CEO di Petrobras, Magda Chambriard, e ha affidato la direzione esecutiva a Helcio Tokeshi, socio di IG4. La nuova direttoria statutaria, con mandato fino al 2028, sarà composta da otto membri, quattro indicati da ciascun azionista di controllo, in un equilibrio che riflette la nuova architettura del potere. Novonor conserva una quota residuale del 4% senza diritto di voto.
Entrambi i riassetti raccontano una fase di profonda ridefinizione degli assetti di governance nel settore energetico globale, sotto la spinta di pressioni convergenti: efficienza operativa, disciplina finanziaria e aspettative degli investitori sulla sostenibilità. Per BP, la sfida sarà dimostrare che una struttura più snella non equivale a un ridimensionamento delle ambizioni nella transizione low-carbon, già ridotte negli ultimi mesi. Per Braskem, la coabitazione tra un colosso statale come Petrobras e un fondo di private equity potrebbe generare frizioni su dividendi, investimenti in chimica verde e strategia internazionale. Dall’Europa, e in particolare dall’Italia, dove BP possiede attività di raffinazione e una rete di distribuzione, la riorganizzazione potrebbe tradursi in una maggiore attenzione alla redditività degli asset continentali, mentre le mosse di Braskem saranno scrutate dagli acquirenti europei di polimeri e resine. I prossimi mesi diranno se queste ristrutturazioni rappresentano un vero cambio di passo o un semplice riordino di poltrone.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
La britannica BP ha presentato un piano di semplificazione che riduce da tre a due le divisioni operative, upstream e downstream, a partire da luglio. L'amministratrice delegata è convinta che la nuova struttura renderà le attività più semplici ed efficienti.
La ristrutturazione di BP piazza due manager veterani alla guida delle divisioni upstream e downstream, all'indomani della rimozione del presidente del consiglio per accuse di molestie morali. Parallelamente, in Brasile Braskem rinnova il vertice dopo l'ingresso della gestora IG4: la presidente di Petrobras assume la presidenza del consiglio e la direzione esecutiva viene divisa in parti uguali tra i due soci.
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