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Colombia, l'onda nera spazza via le certezze: De la Espriella vince il primo turno

L'ultradestra di Abelardo de la Espriella trionfa a sorpresa con il 43,7% e sfiderà il petrista Iván Cepeda al ballottaggio del 21 giugno. I mercati esultano, ma il presidente Petro denuncia brogli.

Economia19 testate3 lingue3 min letturaAgg. 15:31

Abelardo de la Espriella, un avvocato penalista noto come «El Tigre», ha sconvolto la scena politica colombiana vincendo il primo turno delle presidenziali con il 43,7% dei voti, davanti al candidato della sinistra al governo, Iván Cepeda, fermo al 40,9%. Le urne hanno bocciato l'uribista Paloma Valencia, precipitata a un deludente 6,9%, trasformando il ballottaggio del 21 giugno in un referendum brutale sull'era Petro. Con oltre 24 milioni di votanti e un'affluenza record, i colombiani hanno espresso un voto-castigo contro l'inquilino della Casa de Nariño, premiando l'outsider che promette «pugno di ferro» contro criminalità e corruzione, emulando il modello di Nayib Bukele in El Salvador.

Il risultato segna un terremoto politico di portata continentale. Secondo analisti europei, De la Espriella incarna un'ultradestra «svergognata, ultraliberista e repressiva», affine a Donald Trump e Javier Milei, che già lo hanno pubblicamente sostenuto. La sua ascesa conferma lo spostamento a destra dell'America Latina, descritto dalla stampa italiana e francese come un ribaltamento storico rispetto all'ondata progressista di inizio secolo. Petro, dal canto suo, ha rifiutato il riconoscimento del preconteggio, denunciando un mega-frode senza prove, innescando una crisi istituzionale – la Procura ha già smentito ogni irregolarità – e spingendosi a intervenire apertamente nella campagna per la seconda chiamata alle urne, attirandosi l'accusa di «cattivo perdente» persino dall'ex presidente liberale César Gaviria.

I mercati finanziari hanno reagito con euforia alla vittoria dell'oppositore: il peso colombiano si è rafforzato, il dollaro è sceso di oltre 100 pesos in un giorno, e i titoli di Stato trentennali hanno guadagnato terreno. Gli investitori internazionali, secondo fonti finanziarie, scommettono su una svolta favorevole agli affari. Ma la tensione resta alta: De la Espriella ha escluso accordi con i partiti tradizionali, dichiarando di aver fatto un patto solo con il popolo, mentre Cepeda cerca un'alleanza con il centro moderato per recuperare lo svantaggio. Intanto, nelle zone controllate dai gruppi armati, il voto si è rivelato spaccato, segno di un Paese lacerato.

Il rush finale verso il ballottaggio è già avvelenato da insulti reciproci («fascista mafioso» contro «bandido impedito») e da un braccio di ferro sulla possibilità di un dibattito pubblico. Tra i giovani, diffusi sentimenti di paura e incertezza per il futuro democratico del Paese. Per l'Europa, che osserva con apprensione, la posta in gioco è duplice: la stabilizzazione di un partner cruciale per gli equilibri latinoamericani e la conferma che l'onda anti-establishment nata al Nord sta ridisegnando la geopolitica regionale.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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Stampa latinoamericanaStampa europea continentaleStampa atlantica / anglosfera · sicurezza
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La vittoria a sorpresa di Abelardo de la Espriella al primo turno ha provocato reazioni positive sui mercati: il peso si è apprezzato e i rendimenti dei titoli di Stato sono calati. L'affluenza è aumentata a Bogotá, segno di una polarizzazione che mobilita gli elettori. Gli analisti leggono il risultato come un'altra oscillazione a destra in America Latina, guidata più dalle emozioni che dai programmi.

Stampa europea continentaleallarmeindignazionepaternalismo

La vittoria dell’ultradestra di Abelardo de la Espriella, che si ispira a Trump e Milei, sconvolge la corsa presidenziale e conferma l’ascesa di una destra smaliziata, maschilista e repressiva in America Latina. Le urne offrono una scelta tra il populismo di destra e un comunista nostalgico, riflettendo un paese intrappolato tra due abissi.

Stampa atlantica / anglosfera/ sicurezzaallarmeurgenza

Un aspirante uomo forte, leale a Trump e con la promessa di un ‘pugno di ferro’ contro la criminalità, ha vinto il primo turno in Colombia. Gli elettori hanno respinto la politica di negoziazione con i gruppi armati, optando per una strategia repressiva in stile Bukele. Il ballottaggio metterà a confronto l’outsider con il candidato della sinistra governativa.

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