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Biglietti Mondiali 2026 a prezzi stracciati: accuse di collusione tra FIFA e rivenditori

A una settimana dal calcio d’inizio, un economista americano accusa la FIFA di aver dirottato tagliandi invenduti verso piattaforme non ufficiali. Le società di rivendita negano, mentre emergono malumori anche tra i giocatori francesi.

Sport5 testate3 lingue2 min letturaAgg. 07:20

A pochi giorni dall’apertura del Mondiale 2026 in Nord America, un’ombra di sospetto si allunga sulla FIFA. Secondo l’analisi di Florian Ederer, economista della Boston University, grandi blocchi di biglietti per alcune partite sarebbero apparsi all’improvviso su piattaforme di rivendita come SeatGeek, a prezzi nettamente inferiori a quelli ufficiali. L’accusa, lanciata attraverso i social media e rilanciata dalla stampa internazionale, è di collusione tra l’organismo calcistico globale e questi siti, con l’obiettivo di smaltire l’invenduto ed eludere eventuali richieste di rimborso da parte di chi aveva acquistato i tagliandi a prezzo pieno.

Dagli Stati Uniti, le piattaforme coinvolte hanno prontamente respinto ogni addebito. SeatGeek ha dichiarato di non avere «alcun accordo di partnership o distribuzione con la FIFA», precisando di essere un mercato affidabile che offre accesso sicuro a eventi in tutto il mondo. Sulla stessa linea StubHub, altro gigante del secondary ticketing, ha negato qualsiasi relazione diretta con la FIFA, aggiungendo però che gruppi di posti stanno raggiungendo diverse piattaforme attraverso terze parti, un meccanismo che, a suo dire, dimostra l’utilità dei canali di rivendita. Nessun commento, per ora, da parte della FIFA, che è stata contattata per una replica ufficiale.

La vicenda dei biglietti non è l’unico fronte di tensione che rischia di incrinare l’immagine del torneo. Secondo fonti argentine, anche la nazionale francese – tra le favorite per la vittoria finale – è in rotta con la propria federazione a causa della riduzione dei premi e del numero di tagliandi messi a disposizione dei calciatori. I timori della stampa d’Oltralpe sono che il conflitto possa esplodere nelle prossime settimane, condizionando il rendimento di una squadra che, per talento e profondità, rappresenta la principale candidata europea al successo.

Al di là delle smentite, il caso solleva interrogativi sulla governance della FIFA e sulla gestione della vendita dei biglietti, un nervo scoperto che ciclicamente tormenta i grandi eventi sportivi. La possibilità che l’organismo abbia utilizzato canali opachi per massimizzare i ricavi o minimizzare i costi – ipotesi che Ederer definisce «una frode monumentale» – rischia di alimentare la sfiducia dei tifosi, già provati da un’inflazione generale dei prezzi. Con il calcio d’inizio ormai imminente, la parola passa ora alle indagini interne e alla reazione dei consumatori, mentre gli osservatori europei e latinoamericani osservano con attenzione le prossime mosse del massimo ente calcistico mondiale.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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A pochi giorni dal calcio d'inizio, esplode lo scandalo: falsi siti che imitano la Fifa offrono biglietti inesistenti, mentre una squadra campione si scontra con la propria federazione per la riduzione di premi e ingressi disponibili. Un docente di economia accusa la Fifa di dirottare migliaia di biglietti invenduti su piattaforme non ufficiali a prezzi stracciati, per eludere i rimborsi ai tifosi. Le autorità mettono in guardia contro un'ondata di frodi ai danni degli appassionati.

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Le piattaforme di rivendita negano ogni accordo con la Fifa per piazzare i biglietti invenduti del Mondiale 2026. Non esiste, dichiarano, alcun partenariato o contratto di distribuzione con l'organismo calcistico globale. La smentita arriva in un clima di vendite deludenti, ma le società si presentano come semplici mercati che danno accesso sicuro agli eventi dal vivo.

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Excelsior4 giu, 03:25
The Independent3 giu, 19:18
Ámbito Financiero3 giu, 22:24
Newsweek3 giu, 22:26
UOL4 giu, 03:28