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Trump affida lo spionaggio a un uomo senza esperienza: è allarme bipartisan

Bill Pulte, fedelissimo e capo dell’agenzia mutui, guiderà ad interim le 18 agenzie di intelligence Usa. La mossa scatena critiche trasversali e preoccupazioni internazionali.

Geopolitica41 testate4 lingue3 min letturaAgg. 06:15

La decisione di Donald Trump di nominare Bill Pulte, attuale capo dell’agenzia federale per il finanziamento immobiliare, come direttore ad interim dell’intelligence nazionale (DNI) ha suscitato un coro di reazioni allarmate, dentro e fuori gli Stati Uniti. Pulte, 38 anni, erede di una dinastia di costruttori edili, sostituirà Tulsi Gabbard, dimessasi dopo contrasti con la Casa Bianca sulla guerra all’Iran, e manterrà anche le attuali cariche alla guida di Fannie Mae e Freddie Mac, i colossi dei mutui garantiti dal governo. “William ha una profonda esperienza nella gestione delle questioni più sensibili in America”, ha scritto Trump sul social Truth, citando i diecimila miliardi di dollari di asset sotto la sua supervisione. Peccato che quella “esperienza” non includa neppure un giorno nel settore dell’intelligence.

La scelta di un fedelissimo privo di competenze specifiche sta già scatenando tensioni al Congresso. Il leader della maggioranza repubblicana al Senato, John Thune, ha parlato di “strada in salita” per una eventuale conferma e ha avvertito: “Non abbiamo bisogno di un DNI armato contro gli avversari politici, ci servono professionisti”. I democratici, con il senatore Mark Warner della commissione Intelligence, temono che il nuovo capo possa essere usato per interferire nelle elezioni di metà mandato o per delegittimarne l’esito. Dietro la nomina c’è la fedeltà di Pulte verso Trump: come capo dell’FHFA, ha avviato indagini per frode ipotecaria contro bersagli politici del presidente, trasformando un’agenzia tecnica in uno strumento di rivalsa.

La stampa internazionale ha reagito con scetticismo. Le testate tedesche descrivono Pulte come un “piccolo Trump” litigioso e senza scrupoli, mentre l’analisi francese ricorda il suo ruolo nelle azioni giudiziarie contro oppositori del presidente. Da Pechino, il South China Morning Post sottolinea l’assenza di competenze in sicurezza nazionale, mentre fonti arabe evidenziano il nesso con le dimissioni di Gabbard, entrata in rotta con Trump sull’Iran. In Russia, i media statali riprendono il comunicato ufficiale senza troppo commento, ma la cronaca non nasconde l’anomalia di un uomo dei mutui a capo di diciotto agenzie di spionaggio, dalla Cia all’Nsa.

Per l’Europa e l’Italia, la nomina rappresenta un campanello d’allarme. La condivisione di informazioni sensibili attraverso i canali dell’alleanza atlantica si basa sulla fiducia nella professionalità e nell’autonomia dei vertici dell’intelligence. Un DNI percepito come braccio politico del presidente rischia di incrinare quei rapporti, in un momento in cui il conflitto iraniano e le tensioni con la Cina richiedono analisi obiettive e non pilotate. Se lo scopo di Trump è quello di avere uno “spymaster” personale che lo protegga da nemici interni e ne rafforzi la narrativa elettorale, il prezzo per la sicurezza occidentale potrebbe essere alto.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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Stampa atlantica / anglosfera · sicurezzaStampa europea continentale · mediterraneaStampa russa e CSI · statoStampa cinese · stato
Stampa atlantica / anglosfera/ sicurezzaallarmeindignazione

La nomina di un fedelissimo senza esperienza di intelligence alla guida delle agenzie di spionaggio USA in piena guerra con l’Iran suscita allarme e sdegno bipartisan. Si denuncia la trasformazione dell’intelligence in strumento di vendetta politica contro gli avversari del presidente, minando la sicurezza nazionale. L’ex zar dei mutui viene descritto come il meno qualificato tra le scelte di Trump.

Stampa europea continentale/ mediterraneaironiaindignazione

La scelta di un banchiere esperto di mutui come capo dello spionaggio USA viene raccontata con pungente ironia, come un premio alla fedeltà al presidente. Si sottolinea che il nuovo capo ad interim dell’intelligence è un ultra MAGA che ha orchestrato accuse penali nella campagna di vendetta personale di Trump. L’inesperienza è il tratto dominante di una nomina che trasforma il servizio segreto in un comitato di lotta politica.

Stampa russa e CSI/ statodistaccopragmatismo

Il presidente ha nominato il capo dell’agenzia federale per il finanziamento abitativo come direttore ad interim dell’intelligence nazionale, elogiandone la vasta esperienza nella gestione di questioni delicate e della stabilità dei mercati. La notizia viene data in modo asciutto, sottolineando la continuità del suo doppio incarico. Nessun cenno alle polemiche sull’inesperienza.

Stampa cinese/ statodistaccoscetticismo

La nomina del regolatore immobiliare a capo ad interim dell’intelligence è osservata con distacco, evidenziando il contrasto tra la sua carriera nel finanziamento della casa e la nuova responsabilità su 18 agenzie di sicurezza. La notizia riporta i fatti con sobrietà, lasciando emergere un velato scetticismo sulla mancanza di esperienza nel settore.

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Poder3602 giu, 22:46
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France 242 giu, 22:46
MSNBC2 giu, 21:46
Mint2 giu, 20:30
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