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Spionaggio marittimo: Pechino denuncia tartarughe-spia e aerei da ricognizione

Il ministero della Sicurezza cinese accusa agenzie straniere di usare animali marini con sensori per rubare dati sensibili, mentre nuovi velivoli giapponesi sorvolano le navi da guerra di Xi.

Geopolitica9 testate6 lingue3 min letturaAgg. 20:46

Pechino ha lanciato un allarme che mescola fantapolitica e tensioni reali: il ministero della Sicurezza di Stato ha denunciato l’impiego di «tartarughe spia» e «pesci spia» — grandi animali marini dotati di sensori — per raccogliere dati sensibili sulle acque cinesi. In un post sulla piattaforma WeChat, l’agenzia ha parlato di una «guerra segreta invisibile» condotta da servizi stranieri con boe acustiche, droni subacquei e persino fauna modificata, capace di rilevare temperatura, salinità e correnti e trasmetterli via satellite. La narrativa ufficiale cinese inquadra queste attività come una minaccia sistematica alla sicurezza nazionale, un tentativo di mappare le infrastrutture sottomarine del Dragone.

La vicenda si inserisce in un clima di sorveglianza marittima sempre più aggressivo. Secondo i media russi, che hanno ripreso la notizia con toni allineati alle preoccupazioni di Pechino, l’intelligence occidentale starebbe sperimentando metodi non convenzionali per superare le difese tradizionali. Al contrario, la stampa europea e anglosassone — pur riportando i fatti — mantiene un registro scettico, sottolineando l’assenza di prove indipendenti e il carattere propagandistico di certe affermazioni. Da Bruxelles, analisti della difesa osservano che l’accusa cinese, per quanto spettacolare, riflette una reale evoluzione delle tecniche di spionaggio subacqueo, già sperimentate in altri teatri, e che il Mediterraneo non è immune da simili rischi.

A complicare il quadro, fonti militari cinesi hanno reso noto l’avvistamento di due aerei da ricognizione giapponesi a sud-est di Taiwan, impegnati in una missione di pattugliamento marittimo mentre le navi da guerra di Pechino operavano nella zona. Gli analisti di Pechino non hanno dubbi: Tokyo avrebbe inviato i velivoli per «spiare» le unità navali cinesi, in un’area già segnata da frequenti incidenti. L’episodio, pur distinto, si salda nella percezione cinese a una strategia coordinata di accerchiamento informativo, che unisce mezzi aerei tradizionali e dispositivi biologici insospettabili.

L’ottica di Pechino, amplificata dai media di Stato, delinea un ambiente marittimo in cui ogni elemento — dalle correnti oceaniche ai banchi di pesci — può trasformarsi in vettore di intelligence. Per l’Italia e l’Europa, la vicenda assume rilievo non solo per le implicazioni geopolitiche nello Stretto di Taiwan, ma anche perché richiama l’attenzione sulla vulnerabilità delle infrastrutture subacquee critiche, come cavi e gasdotti, nel Mediterraneo. Se la tendenza all’ibridazione tra spionaggio biologico e tecnologico dovesse consolidarsi, le marine militari e le agenzie di sicurezza occidentali dovranno ripensare i propri protocolli di monitoraggio, in un confronto silenzioso che rischia di estendersi ben oltre i mari asiatici.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa europea continentale · mediterraneaStampa russa e CSI · statoStampa latinoamericana · mercato
Stampa europea continentale/ mediterraneaallarmescetticismo

Il ministero della Sicurezza cinese lancia l'allarme: agenzie straniere usano tartarughe e pesci con sensori per rubare dati marittimi sensibili. L'avviso sui social parla di una guerra sottomarina invisibile e di una minaccia grave. Parallelamente cresce la tensione per presunti voli spia giapponesi vicino a Taiwan.

Stampa russa e CSI/ statoscetticismoironia

Il ministero della Sicurezza cinese ha annunciato il ritrovamento di tartarughe e pesci con sensori spia, sostenendo che i servizi stranieri conducono una guerra segreta invisibile in mare. L'affermazione viene riportata con un certo distacco, lasciando trasparire scetticismo verso la minaccia rappresentata da animali marini.

Stampa latinoamericana/ mercatoallarmeurgenza

La Cina lancia l'allarme su tartarughe e pesci spia utilizzati da agenzie straniere per rubare informazioni marittime. In un post sui social, il ministero della Sicurezza parla di una guerra segreta invisibile e di una seria minaccia alla sicurezza nazionale.

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Vedomosti12 giu, 19:22
MillenniuM12 giu, 12:43
Sydsvenskan12 giu, 17:22
RBK12 giu, 12:44
The Guardian12 giu, 10:45
Radio Mitre12 giu, 12:45
Il Giornale12 giu, 10:47
Mediaset12 giu, 11:47