Real Madrid, crollo epocale: basket fuori ai quarti dopo 18 anni, zero titoli
Il crollo per 95-107 contro il Tenerife costa al Real Madrid l’eliminazione ai quarti di finale dopo 18 anni. Zero titoli per il basket, e per la prima volta dal 2011 entrambe le sezioni chiudono a mani vuote.

La sconfitta per 95-107 subita al Movistar Arena contro La Laguna Tenerife segna una delle notti più buie della storia recente del Real Madrid cestistico. I blancos, primi al termine della stagione regolare e guidati da Sergio Scariolo, sono stati eliminati ai quarti di finale dei playoff della Liga Endesa dall’ottava classificata, un evento che non si verificava da diciotto anni. A trascinare gli isolani, due veterani dal passato NBA: il brasiliano Marcelinho Huertas, quarantatreenne, e l’australiano Patty Mills, che hanno surclassato la difesa madrilena in un terzo match decisivo dominato sin dall’avvio.
L’eliminazione precoce corona una stagione che si era già trasformata in un incubo. Il Real Madrid aveva infatti perso le finali di Eurolega, Copa del Rey e Supercoppa, mancando l’appuntamento con ogni trofeo. Secondo la stampa spagnola, si tratta di un “batacazo” storico, un fallimento che azzera il lavoro di un’annata partita con ambizioni di dominio e che riporta alla memoria il 2011, ultimo anno senza titoli per la sezione basket. Il dominio in regular season, con il primo posto consolidato, rende ancora più amaro questo epilogo, evidenziando una fragilità mentale nei momenti chiave.
La prospettiva mediorientale allarga il campo della crisi. I media arabi sottolineano come per la prima volta da sedici anni entrambe le sezioni sportive del Real Madrid, calcio e basket, chiudano la stagione a bocca asciutta. Un parallelismo che aggrava la pressione sulla presidenza di Florentino Pérez, proprio alla vigilia delle elezioni del club. L’uscita di scena del basket, tradizionale fiore all’occhiello europeo, diventa così un simbolo di un più ampio momento di difficoltà istituzionale e sportiva.
L’analisi di quanto accaduto al Movistar Arena va oltre il singolo risultato. La sconfitta solleva interrogativi sulla tenuta del progetto tecnico, sulla gestione di un roster che ha mostrato limiti inattesi e sul futuro di Scariolo, arrivato con grandi aspettative. In Europa, l’eliminazione di uno dei club più titolati della massima competizione continentale rappresenta un terremoto che potrebbe accelerare un ricambio generazionale. Per il Real Madrid, ora, inizia una riflessione profonda: il vuoto di trofei è il sintomo di un ciclo da rigenerare, in un anno in cui anche il calcio, nonostante una stagione ancora in corso, non ha brillato. Le urne delle presidenziali potrebbero amplificare le scosse, ma la priorità resta ricostruire una mentalità vincente che, in questa primavera, si è smarrita.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
Il Real Madrid subisce un crollo storico nei quarti di finale contro Tenerife, chiudendo la stagione senza trofei per la prima volta dopo diciotto anni. L'eliminazione viene descritta come un fallimento clamoroso e inaspettato del progetto di Sergio Scariolo, in un contrasto beffardo con l'impresa eroica della squadra canaria.
Per la prima volta in 16 anni, il Real Madrid chiude la stagione senza alcun titolo né nel calcio né nel basket, dopo l'eliminazione nei quarti di finale playoff contro il Tenerife. La sconfitta viene letta con distacco come un azzeramento per l'intero club, un vuoto di trofei che non si registrava dalla stagione 2008-2009.
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