L'Algeria stordisce i Paesi Bassi e avverte l'Argentina
Un gol allo scadere di Hadj Moussa piega l'Olanda in un'amichevole pre-Mondiale. Protagonista il portiere mascherato Luca Zidane. L'esordio dell'Argentina si fa più insidioso.

Il 3 giugno, nel gelo umido del De Kuip di Rotterdam, l'Algeria ha inflitto una sconfitta inaspettata ai Paesi Bassi (1-0), accendendo i riflettori sulla prima avversaria dell'Argentina al Mondiale 2026. Un destro micidiale dal limite dell'area di Anis Hadj Moussa all'87° ha dato ai "Volpi del deserto" un successo che risuona come un terremoto prima della rassegna iridata. Per la stampa argentina, da Buenos Aires a Mendoza, il "batacazo" (colpaccio) africano non è solo una nota di cronaca, ma un monito per la Scaloneta: l'esordio del 16 giugno contro l'Algeria si preannuncia tutto fuorché una formalità.
La partita è stata un paradosso calcistico. I padroni di casa, settimi nel ranking FIFA e candidati a dominare il girone F, hanno esercitato un dominio territoriale quasi totale, schiacciando l'Algeria nella propria metà campo. Come ricostruiscono i cronisti svedesi e asiatici, la formazione di Ronald Koeman, schierata con stelle come van Dijk, de Jong, Gakpo e Depay, ha creato una pioggia di occasioni: un palo di Malen all'8', un gol annullato a Reijnders per fuorigioco, e ripetuti interventi prodigiosi del portiere algerino. Eppure, il possesso palla e la mole di tiri si sono infranti contro un muro di determinazione e contro un uomo con la maschera.
Luca Zidane, figlio del leggendario Zinédine, è stato il protagonista assoluto. Con una maschera protettiva per una frattura alla mandibola rimediata ad aprile, il portiere del Granada ha parato tutto, lasciando attoniti i tifosi olandesi e facendo esultare i numerosi sostenitori algerini, che hanno trasformato il De Kuip in un settore ospite ribollente di canti e fumogeni. La stampa europea sottolinea l'incapacità offensiva dell'Olanda, mentre i quotidiani argentini esaltano la prestazione dell'estremo difensore, definito "enmascarado" e già prefigurato come figura chiave del prossimo scontro con Messi e compagni.
Al di là del singolo episodio, l'amichevole offre spunti tattici e psicologici. L'Algeria, guidata dal tecnico bosniaco Petkovic, ha mostrato un'organizzazione difensiva solida e ripartenze velenose, qualità che nelle analisi degli esperti di Giacarta e Città del Messico vengono lette come segnali di un avversario ben più insidioso di quanto suggerisca il ranking. Per i Paesi Bassi, la sconfitta solleva interrogativi sulla tenuta mentale e sulla finalizzazione, proprio mentre la Svezia, avversaria di gruppo, osserva con attenzione. Per l'Argentina, il messaggio è chiaro: nessun avversario va sottovalutato, soprattutto se capace di piegare una corazzata europea nell'ultimo test prima del Mondiale.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
L'Argentina è in allerta: l'Algeria ha sorpreso i Paesi Bassi con un gol straordinario nel finale, dimostrandosi un avversario temibile per l'esordio mondiale. Una lezione di umiltà per gli olandesi e un chiaro avvertimento per la Scaloneta.
L'Algeria ha dominato i Paesi Bassi nel loro stadio, ottenendo una vittoria di prestigio grazie a un gol geniale di Hadj Moussa. Il successo riempie il Paese d'orgoglio e conferma le ambizioni della squadra in vista della Coppa del Mondo.
I Paesi Bassi hanno subito un'amara battuta d'arresto nella preparazione mondiale, cadendo contro l'Algeria per un gol nei minuti finali nonostante una formazione competitiva. Il risultato evidenzia fragilità nella squadra olandese a pochi giorni dal torneo e sarà osservato con interesse dalle rivali del girone come la Svezia.
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