Colapinto tra frustrazione e lampi: Barcellona apre la settima sfida del Mondiale 2026
Il pilota argentino chiude 10° e 15° nelle libere, battendo Gasly ma definendo il venerdì «il peggiore dell’anno». Russell e Norris si spartiscono le sessioni, Alonso annuncia il probabile addio al circuito di casa.

Il venerdì del Gran Premio di Barcellona-Catalogna ha consegnato un Franco Colapinto spaccato in due: decimo e brillante nella prima sessione di prove libere, quindicesimo e avvilito nella seconda. «È stato il peggior venerdì dell’anno», ha dichiarato il pilota argentino subito dopo la bandiera a scacchi, con una frustrazione che nemmeno il confronto interno con Pierre Gasly – battuto in entrambe le sessioni – è riuscito a lenire. L’Alpine, ha spiegato, «non aveva grip, siamo molto lontani e molto lenti», un’ammissione che pesa in una stagione in cui la scuderia francese fatica a trovare costanza.
Sul tracciato di Montmeló, tradizionalmente banco di prova per l’efficienza aerodinamica, la prima sessione aveva visto George Russell imporsi con un tempo di 1:16.363, davanti a Oscar Piastri e Charles Leclerc. La Mercedes, che ha lasciato a riposo il leader del mondiale Andrea Kimi Antonelli per far girare il collaudatore Frederik Vesti, ha mostrato un passo competitivo, ma è stata la McLaren a ribaltare la gerarchia nel pomeriggio: Lando Norris ha fermato il cronometro sull’1:15.624, appena nove millesimi più veloce di Russell, con Piastri a completare un 1-3 che proietta la squadra di Woking in cima alle aspettative per la qualifica. La Ferrari, secondo le analisi della stampa italiana, ha beneficiato del nuovo fornitore di freni, con Leclerc quarto e più a suo agio rispetto al deludente weekend di Monaco.
Le letture regionali dell’evento restituiscono un mosaico di priorità divergenti. I media argentini hanno acceso i riflettori sulla doppia prestazione di Colapinto, valorizzando il decimo posto in FP1 e il margine di due decimi su Gasly come segnali di resilienza dopo il quindicesimo posto di Monaco. In Brasile, l’ottavo tempo di Gabriel Bortoleto con l’Audi è stato celebrato come il miglior risultato in una sessione ufficiale del giovane pilota, indicio di una Sauber in crescita. La stampa europea, invece, ha letto la giornata attraverso la lente del duello Russell-Norris e delle difficoltà di Max Verstappen, alle prese con un Red Bull il cui motore, secondo la FIA, sarebbe il più potente ma che non ha ancora tradotto i cavalli in tempi sul giro. Non è passata inosservata, infine, la confessione di Fernando Alonso: «Probabilmente questa sarà la mia ultima gara a Barcellona», ha detto l’asturiano, regalando alla platea di casa un annuncio che sa di preludio all’addio definitivo.
In chiave iridata, il weekend catalano si inserisce in un campionato che vede Antonelli saldamente al comando con 156 punti, forte di cinque vittorie consecutive, mentre Lewis Hamilton insegue a quota 59. La pista di Barcellona, con i suoi 4,657 chilometri e quattordici curve tra settori veloci e tecnici, rappresenta un esame severo per tutti: per Colapinto, chiamato a riscattare il passo falso monegasco e a dimostrare che il settimo e sesto posto di Miami e Canada non furono fuochi di paglia; per la McLaren, che punta a insidiare il dominio Mercedes; e per un Alonso che, mentre saluta la sua gente, potrebbe ancora regalare un acuto prima del sipario.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
I media latinoamericani hanno seguito con apprensione la giornata di Franco Colapinto a Barcellona, evidenziando la frustrazione del pilota per il peggior venerdì dell'anno. Nonostante il decimo posto nella FP1, la perdita di ritmo nella FP2 e il quindicesimo posto finale hanno acceso l'allarme. Tuttavia, viene sottolineato il conforto di aver superato il compagno di squadra Gasly.
La stampa europea continentale ha coperto le prove libere di Barcellona con un tono tecnico e distaccato, concentrandosi sui tempi di Norris, Russell e Piastri. Viene dato spazio anche alle novità tecniche, come il cambio di fornitori di freni della Ferrari, e alle prestazioni delle scuderie di casa, come Audi-Sauber. Il confronto tra i top team è analizzato con dati precisi, senza particolare enfasi emotiva.
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