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Wenders ritira 'Falso movimento' per la scena nuda di Nastassja Kinski: 'Dovevo proteggerla'

Il regista tedesco cede alle pressioni dell’attrice e blocca la distribuzione del film del 1975. Una decisione che riapre il dibattito su arte e tutela dei minori.

Società15 testate5 lingue3 min letturaAgg. 19:52

A cinquant’anni dall’uscita di 'Falso movimento' (Falsche Bewegung), il regista tedesco Wim Wenders ha deciso di ritirare la pellicola da tutte le piattaforme di distribuzione, accogliendo le ripetute richieste dell’attrice Nastassja Kinski. In un comunicato diffuso dalla Wim Wenders Stiftung, che detiene i diritti dell’opera, si legge che i partner streaming, televisivi e dell’home video sono stati istruiti a non renderla più accessibile al pubblico. Wenders, ottantenne, unico responsabile vivente della produzione, ha chiesto pubblicamente scusa: «Riconosco che all’epoca Nastassja Kinski avrebbe dovuto essere meglio protetta. Per questo ti chiedo scusa, Nastassja, senza se e senza ma». Il film potrà tornare in circolazione solo dopo una soluzione condivisa con l’attrice ed esperti del settore.

Il cuore della polemica è una scena di due minuti in cui Kinski, allora tredicenne, appare a seno nudo in un letto accanto a un uomo molto più grande, che prima la schiaffeggia e poi la accarezza. Lo scorso mese, in un’intervista al quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung, l’attrice aveva raccontato di aver chiesto per anni il taglio di quella sequenza: «Era il mio primo film, lui era il mio primo regista e non mi ha protetta. Anche se a 13 anni non sapevo molto, avevo già capito che non era giusto».

La vicenda ha avuto ampia eco internazionale. In Italia, dove Kinski è nota anche per i successivi capolavori girati con Wenders – 'Paris, Texas' e 'Così lontano, così vicino' – la stampa ha sottolineato il peso del movimento #MeToo nel far emergere traumi sepolti da decenni. Alcune testate, come Il Giornale, hanno adottato un tono più scettico, chiedendosi perché l’attrice abbia aspettato tanto tempo e se la cancellazione non costituisca una pericolosa forma di censura retroattiva. In Germania, le cronache si sono concentrate sul ripensamento del regista, che in un primo momento aveva dichiarato che il film non andava toccato.

Inserita nella trilogia on the road che Wenders realizzò negli anni Settanta – tra 'Alice nelle città' e 'Nel corso del tempo' – 'Falso movimento' è considerata un’opera cardine del Nuovo cinema tedesco. La scelta di oscurarla, seppur temporaneamente, solleva interrogativi delicati: come bilanciare il rispetto dell’integrità artistica con la tutela dei minori coinvolti in produzioni passate? La decisione del regista, che ha parlato di un errore di protezione, potrebbe spingere a riconsiderare altri film dell’epoca in cui attori giovanissimi sono stati esposti a situazioni al limite.

Al momento, la Fondazione non ha fissato una data per l’eventuale riedizione. Il dibattito resta aperto e tocca corde sensibili in un’Europa sempre più attenta alla rappresentazione dei corpi infantili sullo schermo. Se da un lato c’è chi plaude al gesto di Wenders come tardivo ma necessario atto di responsabilità, dall’altro c’è chi teme un pericoloso precedente di revisionismo artistico. Quel che è certo, è che la vicenda segna uno spartiacque nel modo in cui l’industria cinematografica guarda al proprio passato.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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La decisione di Wim Wenders di ritirare 'Falso movimento' viene accolta come un tardivo ma necessario atto di responsabilità. Si riconosce la legittimità della richiesta di Nastassja Kinski di rimuovere la scena girata a 13 anni e il dibattito si sposta tra censura e gesto di civiltà, con ampio sostegno all'opportunità di modernizzare l'opera.

Stampa latinoamericanadistaccopragmatismo

Il regista pluripremiato Wim Wenders ha ritirato il film del 1975 'Movimento in falso' dopo la campagna dell'attrice Nastassja Kinski per una scena in topless girata quando aveva 13 anni. La fondazione ha chiesto ai partner di distribuzione di cessare ogni accesso pubblico e Wenders si è scusato.

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