La CPI sospende il procuratore Khan: accuse sessuali e destino incerto
Karim Khan, procuratore capo della Corte penale internazionale, è stato sospeso con effetto immediato dopo un'indagine per molestie sessuali. I 125 Stati membri voteranno sulla sua destituzione.

Con una decisione senza precedenti nella storia della Corte penale internazionale, il procuratore capo Karim Khan è stato sospeso lunedì sera dal suo incarico, in attesa che l'Assemblea degli Stati Parte voti sulla sua eventuale destituzione. L'organo esecutivo dell'Assemblea, composto da rappresentanti di ventuno paesi, ha stabilito a maggioranza qualificata che Khan si è reso responsabile di «gravi illeciti» in relazione ad accuse di molestie sessuali, emerse nel 2024 e oggetto di un'indagine interna durata diciotto mesi. La sospensione, ha precisato l'ufficio di presidenza, «non è indicativa dell'esito finale», ma segna un punto di rottura per un'istituzione già sottoposta a forti pressioni geopolitiche.
Le accuse riguardano interazioni sessuali non consensuali con una collaboratrice del suo ufficio, segnalate da una terza parte al Meccanismo di controllo indipendente della Corte. Khan, avvocato britannico di cinquantasei anni, ha sempre respinto ogni addebito, definendo la vicenda parte di una campagna di disinformazione. I suoi legali hanno bollato la sospensione come «illegale, proceduralmente iniqua e priva di riscontri probatori». Secondo fonti diplomatiche europee, l'indagine ha raccolto elementi sufficienti a configurare una mancanza grave, ma il procedimento disciplinare è stato deferito alla sessione speciale degli Stati membri proprio per garantire la massima trasparenza in un caso che tocca la credibilità dell'organo giudiziario.
La vicenda assume contorni delicati anche sul piano politico. Khan è noto per aver richiesto mandati d'arresto internazionali nei confronti di Vladimir Putin e Benjamin Netanyahu, decisioni che hanno attirato sulla Corte critiche da Mosca, da Washington e da Israele. Nell'ottica di analisti mediorientali, la sospensione rischia di alimentare narrazioni che dipingono la CPI come uno strumento vulnerabile a pressioni esterne, mentre da Bruxelles si sottolinea la necessità di preservare l'indipendenza della magistratura internazionale. L'Italia, in quanto Stato parte e contributore significativo al bilancio della Corte, seguirà con attenzione la sessione straordinaria, che si terrà «il prima possibile» e che potrebbe ridefinire gli equilibri interni all'istituzione.
Khan si era già autosospeso dalla guida della divisione investigativa nel maggio del 2025, ma la decisione dell'ufficio di presidenza congela ora ogni sua funzione. La sospensione, pur temporanea, apre interrogativi sulla continuità delle inchieste in corso, tra cui quelle relative ai conflitti in Ucraina e a Gaza. Giuristi internazionali avvertono che un vuoto prolungato alla guida della procura potrebbe rallentare procedimenti delicati, mentre i paesi africani e latinoamericani, tradizionalmente critici verso una Corte percepita come sbilanciata, osservano con scetticismo la gestione della crisi interna.
La sessione speciale dell'Assemblea degli Stati Parte dovrà ora valutare se le condotte accertate siano incompatibili con la carica. Qualunque sia l'esito, la vicenda lascia un'ombra sulla reputazione di un tribunale che ha fatto della lotta all'impunità la sua missione fondante. La trasparenza del voto e la capacità dei centoventicinque Stati membri di agire coesi saranno determinanti per evitare che la crisi personale del procuratore si trasformi in una crisi di legittimità dell'intero sistema di giustizia penale internazionale.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
La sospensione del procuratore capo della CPI Karim Khan per accuse di molestie sessuali aggrava la crisi istituzionale del tribunale, già sotto pressione da parte di Stati Uniti e Israele per le indagini sui crimini nei Territori palestinesi. La decisione arriva in un momento delicato, mettendo a rischio la credibilità delle inchieste in corso, compresi i mandati d'arresto contro Putin e Netanyahu. Alcuni osservatori ritengono che le accuse possano rientrare in una campagna di disinformazione mirata a indebolire il procuratore.
Il procuratore capo della Corte penale internazionale Karim Khan è stato sospeso in attesa del voto degli Stati membri, dopo un'inchiesta su accuse di molestie sessuali. La decisione, presa dall'ufficio esecutivo dell'organo direttivo, fa seguito a un'indagine disciplinare durata 18 mesi. Spetta ora ai 125 paesi membri deliberare in una sessione speciale sulla sua eventuale destituzione.
Il travagliato procuratore capo della CPI Karim Khan è stato sospeso con effetto immediato per accuse di cattiva condotta sessuale, in una mossa senza precedenti. L'avvocato britannico, noto per le inchieste di alto profilo, nega ogni addebito e si affida al voto degli Stati membri. Lo scandalo offusca ulteriormente l'immagine del tribunale internazionale già criticato per la gestione dei casi delicati.
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