Wall Street tra record e tregua: il Nasdaq vola a 30.000 punti sulle ali dell’IA
L’indice tecnologico tocca un massimo storico mentre Micron e SK Hynix superano i mille miliardi di capitalizzazione. Le speranze di pace con l’Iran spingono i mercati, nonostante la fragilità della tregua.

Il Nasdaq 100 ha infranto per la prima volta il muro dei 30.000 punti, trascinato dall’inarrestabile euforia per l’intelligenza artificiale e dalle speranze di un imminente accordo di pace tra Stati Uniti e Iran. Nella seduta accorciata di Wall Street dopo il Memorial Day, l’S&P 500 ha aggiornato i massimi mentre il Dow Jones ha chiuso in lieve flessione, segnando un divario che racconta un mercato sempre più disarticolato: da un lato la potenza concentrata dei semiconduttori, dall’altro la prudenza dei settori tradizionali. Il protagonista assoluto è il chipmaker Micron Technology, balzato del 19% in una sola giornata e capace di superare per la prima volta la soglia dei mille miliardi di dollari di capitalizzazione, sulla scia di un deciso rialzo del target price da parte degli analisti di UBS. Non è un caso isolato: oltreoceano, nella notte asiatica, il colosso sudcoreano SK Hynix ha replicato l’impresa, toccando anch’esso una valutazione a tredici cifre e trainando la borsa di Seul a nuovi picchi assoluti.
Sullo sfondo tecnologico si innesta un elemento geopolitico capace di modificare le aspettative sull’inflazione e sulla politica monetaria. Le dichiarazioni del Segretario di Stato americano Marco Rubio – che ha aperto alla possibilità di un accordo con Teheran «nel giro di pochi giorni» – hanno raffreddato il premio di rischio sul petrolio, portando il Brent sotto i cento dollari al barile, a 99,10 dollari. Secondo gli operatori mediorientali, la tregua resta fragile: nuovi attacchi nel Golfo Persico non hanno scalfito le speranze, ma mantengono elevato il livello di allerta. I rendimenti dei Treasury sono scesi, mentre gli investitori hanno ridotto le scommesse su ulteriori rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve, interpretando il sollievo geopolitico come un freno alle pressioni inflazionistiche.
Il contagio rialzista ha attraversato il Pacifico, con l’indice MSCI Asia-Pacific che ha registrato un nuovo primato e la Borsa di Tokyo in sintonia con i massimi di Seoul. L’oro, tradizionale rifugio nelle fasi di tensione, si è mantenuto attorno ai 4.520 dollari l’oncia, segnalando che una parte del mercato non si fida ancora della distensione. Il dollaro ha lievemente ceduto terreno, mentre il dollaro neozelandese si è apprezzato dopo che la banca centrale ha lasciato intendere che il prossimo movimento sui tassi potrebbe essere un rialzo anticipato.
Per l’Europa e per l’Italia, questo doppio impulso – tecnologico e geopolitico – ha innescato un effetto traino su listini come Milano e Francoforte, che hanno aperto in rialzo allineandosi alla tendenza globale. Secondo gli analisti di Bruxelles, l’accelerazione degli investimenti nell’intelligenza artificiale promette ricadute positive per le catene di fornitura europee dei semiconduttori, ma la dipendenza dalle esportazioni verso mercati asiatici e americani rende il Vecchio Continente sensibile a ogni scricchiolio della tregua in Medio Oriente. In un quadro di inflazione ancora al di sopra dei target, il Banco Centrale Europeo osserva con attenzione l’effetto calmierante del minor costo dell’energia, che potrebbe alleggerire la pressione sui prezzi al consumo e offrire maggiore flessibilità nella politica monetaria.
La miscela di speranze e rischi non nasconde il paragone storico che serpeggia nei corridoi di Wall Street. «I rally tecnologici di quest’anno ricordano il boom di fine anni Novanta – ha osservato Chris Zaccarelli, chief investment officer di Northlight Asset Management –, ma forse le lezioni apprese dopo lo scoppio della bolla potranno evitare il ripetersi degli stessi errori». L’attenzione ora si sposta sugli imminenti collocamenti in Borsa di aziende private dell’IA, a partire da SpaceX, che potrebbero ulteriormente gonfiare le valutazioni. In questo delicato equilibrio, i prossimi giorni di trattative con l’Iran e le scelte delle banche centrali disegneranno la traiettoria di un mercato globale sospeso tra due fuochi: l’innovazione dirompente e la diplomazia incerta.
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