Trump firma il decreto: dazi ridotti su macchinari e attrezzature in acciaio e alluminio
Dal 25 al 15% su macchine agricole e movimento terra, ma solo da Paesi con accordi commerciali. E con l’85% di acciaio Usa scende al 10%. Finestra temporanea fino al 2027.

Con un tratto di penna, il presidente Donald Trump ha firmato lunedì un decreto che modifica in modo selettivo i dazi sull’importazione di rame, alluminio e acciaio. La misura abbassa dal 25 al 15 per cento le tariffe su una gamma di prodotti derivati, tra cui macchinari agricoli, impianti di riscaldamento, condizionamento e ventilazione residenziale, e attrezzature industriali mobili come bulldozer e carrelli elevatori. A condizione che le importazioni provengano da Paesi con accordi commerciali qualificati con gli Stati Uniti: un dettaglio non secondario, che definisce il perimetro effettivo della misura.\n\nIl decreto introduce anche una tariffa agevolata del 10 per cento per le imprese estere i cui beni strumentali contengano, in peso, almeno l’85 per cento di acciaio o alluminio fuso e colato negli Stati Uniti. Un incentivo – confermato dalla Casa Bianca – destinato a durare fino al 31 dicembre 2027, con l’obiettivo esplicito di stimolare investimenti a breve termine per ricostruire la base industriale americana.\n\nSi tratta di un ritocco dell’architettura protezionistica eretta nel 2018 con i dazi “Section 232”, che aveva scatenato una guerra commerciale con l’Unione Europea e altri partner. Oggi Washington sembra affinare lo strumento, offrendo sconti mirati a settori in cui le catene di fornitura restano integrate a livello transatlantico. Per l’Italia, secondo osservatori qualificati dell’export, la partita è complessa: i produttori di macchine agricole e movimento terra – come CNH Industrial o i distretti emiliani – potrebbero beneficiare delle aliquote ridotte, ma solo se Bruxelles viene considerata un partner con accordi commerciali “qualificati”. Ad oggi, nonostante la tregua daziaria del 2021 e i contingenti tariffari, non esiste un accordo di libero scambio formale tra Ue e Usa, e la Commissione europea segue la vicenda con attenzione.\n\nLa clausola dell’85 per cento, inoltre, premia chi utilizza semilavorati americani, disincentivando le importazioni di componenti da altre aree. Una mossa che, secondo gli analisti, rafforza il messaggio dell’America first pur concedendo respiro a determinati comparti. Nel breve termine, l’industria meccanica italiana dovrà valutare se adeguare le proprie filiere per rientrare nei parametri agevolati, o se cercare nuove rotte commerciali entro il 2027, quando la finestra potrebbe chiudersi. Il decreto rappresenta un ulteriore tassello di una strategia protezionistica che continua a evolversi, costringendo le imprese europee a un costante esercizio di adattamento.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
L'amministrazione statunitense riduce i dazi sulle macchine agricole dal 25% al 15%, una mossa che arriva in un momento di forte pressione sui costi delle aziende agricole. La nuova tariffa entrerà in vigore l'8 giugno e potrà scendere al 10% se i prodotti contengono acciaio americano. La misura è vista come un sollievo immediato per gli importatori, anche se rimane temporanea fino alla fine del 2027.
Con un ordine esecutivo il presidente Trump rivede i dazi sull'acciaio, l'alluminio e il rame, abbassando alcune aliquote per macchinari agricoli e industriali. L'intervento è strutturato per stimolare investimenti di breve termine fino al 31 dicembre 2027, con l'obiettivo di ricostruire la base industriale statunitense. Analisti notano però che il quadro resta incerto per i partner commerciali e che le soglie per le esenzioni sono legate al contenuto di acciaio americano e agli accordi bilaterali.
Un decreto presidenziale statunitense riduce i dazi su alcuni prodotti in acciaio, alluminio e rame. Le tariffe passano dal 25% al 15% per macchine agricole e componenti per riscaldamento e climatizzazione. Le nuove aliquote si applicano alle importazioni da Paesi che hanno accordi commerciali qualificati con Washington e resteranno in vigore fino alla fine del 2027.
La decisione di Washington di rivedere i dazi su acciaio e alluminio viene letta con preoccupazione nei mercati latinoamericani. Sebbene alcune aliquote scendano, il nuovo schema premia solo i paesi con accordi commerciali privilegiati, escludendo di fatto molti esportatori della regione. L'orizzonte temporale fino al 2027 alimenta l'incertezza per le filiere industriali che esportano macchinari e componenti verso gli Stati Uniti.
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