Il mondo diviso cerca nuovi equilibri: dall'Indo-Pacifico all'Atlantico
Dall’Indonesia che riscopre il Pancasila all’Argentina agroindustriale, passando per la corsa allo spazio asiatica: le medie potenze ridefiniscono le strategie nella competizione tra Stati Uniti e Cina.

Il sistema internazionale uscito dalla Guerra Fredda è ormai in frantumi. Non più unipolarismo, ma un mosaico di poli: la rivalità tra Washington e Pechino si allarga a ogni dominio, dalla geografia economica a quella spaziale. L’Unione Europea fa i conti con una frammentazione che potrebbe assumere i tratti di un ordine bipolare o tripolare, con la Russia in posizione defilata. È una transizione che nessuna regione può ignorare.
In questo scenario, l’Indonesia prova a ritrovare la bussola. Il 1° giugno 2026, la commemorazione della nascita del Pancasila è molto più di una celebrazione: diventa il tentativo di riaffermare una politica estera “libera e attiva” che oggi appare incerta. Per Jakarta, i valori della filosofia nazionale – sintesi di pluralismo e giustizia sociale – non sono un retaggio del passato, ma un prisma attraverso cui leggere la competizione strategica nell’Indo-Pacifico, dove il mare è insieme via commerciale e teatro di scontri. Anche la costruzione giuridica interna viene orientata dal medesimo principio, come ricordava Sukarno: il diritto è strumento di giustizia, non mera procedura.
A migliaia di chilometri di distanza, l’Argentina guarda alla riconfigurazione globale con pragmatismo. Il settore agroalimentare, con la sua capacità di produrre cibo ed energia rinnovabile, è diventato una risorsa di potere. Mentre il sistema multilaterale perde peso, Buenos Aires può rivendicare un ruolo di fornitore indispensabile per un mondo che domanda beni primari a basso impatto ambientale – a patto di attuare riforme interne profonde.
Intanto, lo spazio si conferma frontiera di sovranità. In Asia, le economie emergenti non cercano più solo prestigio: il controllo di orbite e dati satellitari è questione di sicurezza economica e di sorveglianza, per esempio nella lotta alla pesca illegale. È la nuova corsa che si sovrappone alla centralità delle rotte marittime indo-pacifiche.
Per l’Europa, e per l’Italia in particolare, il dilemma è esplicito. La competizione tra blocchi rischia di schiacciare la capacità di scelta autonoma. L’Unione dovrà decidere se e come ritagliarsi uno spazio in un mondo dove le alleanze sono sempre più “per pezzi”, spesso condizionate da pressioni commerciali e militari. La lezione di Jakarta – ancoraggio ideale piuttosto che schieramento opportunista – merita attenzione anche sulle due sponde dell’Atlantico.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
Lo spazio extra-atmosferico non è più solo frontiera scientifica, ma arena di contesa per sovranità e sicurezza economica. Le ambizioni asiatiche nel NewSpace si inseriscono in una competizione strategica che ridefinisce le regole della dipendenza tecnologica e dei vantaggi geopolitici.
Di fronte a un mondo sempre più polarizzato che costringe gli Stati a schierarsi, l'Indonesia torna alla Pancasila per riaffermare una politica estera libera e attiva. Solo così può fungere da àncora di stabilità nell'Indo-Pacifico, respingendo le pressioni dei blocchi contrapposti.
Le trasformazioni geopolitiche offrono all'Argentina un'opportunità storica grazie al suo settore agroindustriale, capace di rispondere alla crescente domanda di alimenti, energia rinnovabile e beni ambientali. Serve però un deciso cambio di politiche, mentre il sistema multilaterale perde rilevanza.
In un momento storico di transizione, l'Unione Europea affronta sfide enormi mentre le relazioni internazionali si riorganizzano verso un possibile bipolarismo Usa-Cina. Il mondo arabo osserva con inquietudine il formarsi di nuove regole che determineranno i propri margini di manovra.
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