Il sofferto cammino di Blue Origin: l’esplosione del New Glenn allunga le tempistiche per la Luna
Il guasto durante un test ha distrutto la rampa di lancio: tempi di riparazione fino al 2028, con possibili ricadute su Artemis e sulla costellazione satellitare Kuiper.

L’esplosione del razzo New Glenn durante un collaudo statico dei motori, avvenuta il 29 maggio presso la base di Cape Canaveral, ha inferto un colpo severo alle ambizioni spaziali di Jeff Bezos. Il gigantesco veicolo a due stadi, fissato alla torre di lancio, è stato avvolto da una palla di fuoco – come riportato da Reuters – distruggendo l’unica piattaforma operativa di Blue Origin. Jared Isaacman, amministratore della NASA, ha dichiarato a CNBC che i danni sono tali da richiedere «una quantità di tempo seria» per le riparazioni; la prospettiva di un ripristino completo entro il 2028 non è affatto remota, ha aggiunto, parlando al CEO Council Summit.
La società fondata dal patron di Amazon era in una fase cruciale: il New Glenn, dopo tre voli orbitali effettuati da gennaio 2025, puntava a ritagliarsi uno spazio nel mercato dei lanci spaziali commerciali, contendendo a SpaceX il dominio nel settore. L’incidente arriva proprio mentre Bezos tenta di accelerare il dispiegamento della costellazione Kuiper, la risposta di Amazon a Starlink di Elon Musk. Senza una rampa di lancio efficiente, i piani per immettere migliaia di satelliti in orbita bassa rischiano di slittare, minando la competitività del progetto.
Le ripercussioni travalicano i confini statunitensi. In Europa, dove l’Agenzia spaziale europea collabora con la NASA al programma Artemis, il guasto solleva interrogativi sulla tenuta della tabella di marcia per il ritorno sulla Luna. Blue Origin ha infatti un ruolo assegnato nelle missioni di allunaggio, e ogni ritardo nella sua capacità di lancio si riverbera sull’intera architettura del programma. Da Mosca, gli osservatori russi leggono l’accaduto con distacco, come l’ennesimo incidente di un settore privato occidentale che, pur finanziato da miliardari, mostra fragilità tecniche paragonabili a quelle che hanno afflitto il programma spaziale russo negli anni passati.
La vicenda conferma quanto la corsa allo spazio commerciale sia ancora esposta a battute d’arresto imprevedibili. Isaacman ha sottolineato che «tutti vogliamo il successo di Blue Origin» e che ora si procede con l’analisi delle cause profonde e il ripristino della rampa. Ma il tempo perso non sarà facile da recuperare, e Bezos dovrà probabilmente rivedere le proprie strategie, in un contesto dove SpaceX continua a volare con cadenza quasi settimanale. L’industria europea, intanto, osserva con attenzione: il nuovo lanciatore Ariane 6, pur con capacità diverse, potrebbe guadagnare margini se l’offerta commerciale statunitense dovesse subire intoppi prolungati.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
La NASA avverte che le riparazioni dopo l'esplosione del razzo lunare New Glenn di Blue Origin potrebbero durare fino al 2028. La piattaforma di lancio è stata gravemente danneggiata, eppure il capo dell'agenzia spaziale americana esprime il desiderio che l'azienda di Jeff Bezos possa riprendersi e avere successo.
Negli Stati Uniti si stima che il ripristino della piattaforma di lancio dopo l'esplosione del razzo pesante New Glenn richiederà circa due anni, forse fino al 2028. La detonazione, avvenuta durante un test del motore, ha coinvolto il vettore del miliardario Jeff Bezos. La NASA afferma di voler aiutare Blue Origin ad avere successo e sta conducendo un'analisi delle cause.
L'esplosione spettacolare del gigantesco razzo New Glenn di Blue Origin durante un test a fuoco ha danneggiato gravemente la piattaforma di lancio. Secondo l'amministratore della NASA, le riparazioni potrebbero richiedere un 'tempo serio', con il 2028 come orizzonte realistico. Nonostante la palla di fuoco colossale, l'agenzia è determinata a sostenere Blue Origin e sta valutando le cause dell'incidente.
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