Stretto di Hormuz, gli USA colpiscono un cargo diretto in Iran: escalation nel Golfo
Le forze americane hanno disabilitato la portarinfuse Lian Star con un missile Hellfire, dopo venti avvertimenti ignorati. Si inasprisce la strategia navale di Washington contro Teheran, mentre l'Europa osserva con preoccupazione.

Le forze armate americane hanno inferto un duro colpo a una nave commerciale diretta in Iran, nel quadro del blocco navale imposto dalla Casa Bianca. Il cargo Lian Star, battente bandiera del Gambia, è stato neutralizzato il 29 maggio nel Golfo dell'Oman dopo aver ignorato oltre venti intimazioni. Un velivolo statunitense ha lanciato un missile Hellfire contro la sala macchine, rendendo la nave alla deriva – senza che le truppe salissero a bordo. È l'ennesimo episodio di una campagna di pressione che, stando a fonti americane, ha già portato al dirottamento di oltre un centinaio di unità e alla disabilitazione di cinque mercantili.
La mossa di Washington rientra in un disegno di massima pressione su Teheran, nonostante il cessate il fuoco temporaneo raggiunto dopo l'escalation militare primaverile. Il blocco – operativo dal 17 aprile – è scattato in risposta alla chiusura de facto dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran, che da quel momento ha rivendicato con forza il controllo del passaggio. Secondo il Quartier generale di Khatam al-Anbiya, la gestione dello Stretto resta saldamente nelle mani della Repubblica Islamica; un'affermazione che stride con l'azione unilaterale americana, denunciata da Teheran come violazione del diritto internazionale e della libertà di navigazione.
Da Teheran, la stampa riformista sottolinea l'impatto immediato della strategia statunitense: i prezzi di petrolio, gas e prodotti agricoli sono schizzati sui mercati globali dopo l'avvio del blocco. Una dinamica che allarma anche le cancellerie di Mosca e Pechino, da sempre critiche verso l'uso della forza in acque internazionali. Analisti mediorientali avvertono che ogni incidente in quel tratto di mare – dove transita un quinto del commercio petrolifero mondiale – rischia di infiammare una regione già sul baratro.
Per l'Italia e l'Europa, che dipendono in larga misura dai passaggi nel Golfo Persico, l'instabilità si traduce in costi energetici crescenti e rischi per le filiere industriali. A Bruxelles si segue con apprensione la spirale, nella consapevolezza che un errore di calcolo – come un missile contro una nave in acque internazionali – possa trasformare una guerra economica in un conflitto aperto. L'amministrazione Trump sembra determinata a piegare l'Iran, ma la strategia del blocco, con i suoi effetti collaterali sui mercati e sull'ordine marittimo, appare a molti osservatori una scommessa pericolosa.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
Gli Stati Uniti hanno illegalmente imposto un blocco navale ai porti iraniani e hanno attaccato una nave commerciale che tentava di raggiungere l'Iran, ignorando il diritto internazionale. Le forze armate iraniane esercitano il pieno controllo dello Stretto di Hormuz e respingono ogni interferenza straniera. L'incidente è solo l'ultima provocazione americana in un momento di fragile tregua.
Le forze americane hanno messo fuori uso una nave cargo battente bandiera del Gambia nel Golfo di Oman dopo che aveva ignorato ripetuti avvertimenti mentre tentava di violare il blocco contro l'Iran. Un aereo statunitense ha lanciato un missile Hellfire nella sala macchine e la nave ora è alla deriva. Con questa operazione salgono a sei le navi neutralizzate dall'inizio del blocco, mentre oltre cento sono state dirottate.
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