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Sriram Krishnan, l'architetto dell'IA di Trump, lascia la Casa Bianca per fondare un nuovo polo di influenza

L'ex consigliere di origini indiane annuncia l'addio a fine giugno dopo 18 mesi. Intende creare un'organizzazione esterna per orientare le politiche sull'intelligenza artificiale, in un momento di forti tensioni globali.

Tecnologia11 testate3 lingue3 min letturaAgg. 10:31

Sriram Krishnan, il consigliere più influente di Donald Trump per l'intelligenza artificiale, lascerà il suo incarico alla Casa Bianca alla fine di giugno. L'annuncio è arrivato sabato sera con un post su X, dove il quarantaduenne nato a Chennai ha definito il suo servizio «il privilegio di una vita». Krishnan non ha fornito una ragione ufficiale per le dimissioni, ma ha lasciato intendere di voler continuare a occuparsi delle «grandi sfide che l'America deve affrontare sull'IA» attraverso una nuova iniziativa esterna.

Secondo fonti vicine all'amministrazione, l'ex dirigente di Microsoft, Facebook e Twitter intende fondare una vera e propria organizzazione dedicata alle politiche tecnologiche, dotata di ingegneri e analisti, con l'obiettivo di influenzare il dibattito regolatorio al di fuori dei canali governativi. Mentre alcuni osservatori parlano di un'azienda, altri la descrivono come un'istituzione di policy; in ogni caso, il progetto è ancora in fase embrionale. La decisione giunge in un momento delicato: la presidenza Trump starebbe valutando l'ipotesi di acquisire partecipazioni pubbliche in imprese di intelligenza artificiale, un passaggio che segnalerebbe un controllo federale sempre più diretto su un settore finora dominato da giganti privati.

Krishnan era stato l'architetto dell'agenda digitale trumpiana, contribuendo in modo decisivo alla definizione del quadro normativo nazionale sull'IA e firmando un ordine esecutivo che limita la capacità degli Stati di legiferare autonomamente in materia. La sua traiettoria – da immigrato originario dell'India meridionale a consigliere senior della Casa Bianca – aveva rappresentato un paradosso nell'America del nazionalismo "MAGA", come sottolineato dalla stampa indiana e asiatica. In diciotto mesi, Krishnan ha avuto un "posto in prima fila" sulle opportunità e i rischi dell'IA, gestendo dossier che spaziavano dall'energia ai data center, fino alla competizione con la Cina, osservata con attenzione da Pechino e Hong Kong.

Per l'Europa e l'Italia, l'uscita di scena di Krishnan apre interrogativi sulla tenuta del dialogo transatlantico sulla governance dell'IA. Bruxelles, che con l'AI Act ha scelto la via regolatoria, potrebbe trovarsi di fronte a un vuoto interlocutorio a Washington, proprio mentre le tensioni commerciali e tecnologiche con Pechino si acuiscono. Alcuni analisti temono che l'assenza di una figura di raccordo possa rallentare il coordinamento su standard e investimenti comuni, mentre il Regno Unito, ormai fuori dall'UE, cerca un proprio spazio nella partita globale.

Krishnan ha promesso di tornare dopo una breve pausa, con l'intenzione di costruire ponti tra tecnologia e politica dall'esterno. La sua scommessa è quella di un think tank o di un'agenzia capace di orientare le decisioni pubbliche senza i vincoli della burocrazia federale. In un contesto in cui l'intelligenza artificiale è ormai terreno di scontro economico e geopolitico, il suo percorso futuro sarà osservato con attenzione da tutte le capitali, da Roma a Tokyo.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa indiana e sudasiaticaStampa cinese · businessStampa latinoamericanaStampa europea continentale
Stampa indiana e sudasiaticaironiapragmatismo

Uno dei principali strateghi dell'IA di Trump, nato a Chennai, si dimette dopo aver contribuito a plasmare la politica americana in un clima di nativismo MAGA. La sua parabola rivela l'ironia di un immigrato indiano diventato architetto delle strategie tecnologiche statunitensi. Lascia l'incarico definendolo un privilegio e anticipa un futuro impegno sulle stesse sfide.

Stampa cinese/ businesspragmatismodistacco

L'uscita del consigliere IA della Casa Bianca avviene mentre l'amministrazione valuta l'acquisizione di partecipazioni in aziende di intelligenza artificiale. L'evento segna l'allontanamento di una figura centrale nella regolamentazione delle tecnologie di frontiera, in un quadro di crescente intreccio tra interessi statali e business.

Stampa latinoamericanaironiascetticismo

L'annuncio dell'addio è accompagnato da un distacco ironico: il consulente si congeda con una lunga lista di elogi per Trump e la sua amministrazione, un particolare che i media latinoamericani non mancano di sottolineare con un certo scetticismo. Si menziona anche l'intenzione di fondare un ente dedicato alle politiche tecnologiche, quasi a voler capitalizzare l'esperienza.

Stampa europea continentalepragmatismodistacco

Il principale consulente IA di Trump lascia per fondare un ente esterno con l'obiettivo di influenzare le politiche tecnologiche. La cronaca europea, in poche righe, descrive il passaggio come una mossa da addetto ai lavori che diventa lobbista, segnalando la permeabilità tra amministrazione e interessi privati.

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El Sol de México6 giu, 22:49
Mint7 giu, 07:08
ABP News7 giu, 07:09
The Times of India6 giu, 22:51
NDTV7 giu, 07:08
South China Morning Post (SCMP)6 giu, 22:50
Il Sole 24 Ore6 giu, 22:50
The Independent6 giu, 22:50