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Rischio Paese argentino sotto 500 punti: la scommessa dei mercati sul programma Milei

Con il rischio paese a 493 punti, vicino al minimo storico dell’era Milei, e i titoli azionari in forte rialzo, l’Argentina beneficia di un contesto globale favorevole. Ma le incognite restano.

Finanza11 testate6 lingue3 min letturaAgg. 12:31

L’indicatore che misura la percezione del rischio sovrano argentino ha definitivamente sfondato la soglia psicologica dei 500 punti base, attestandosi a 493 nella seduta di venerdì 29 maggio. Si tratta del valore più basso da fine gennaio, quando il governo di Javier Milei toccò il minimo di 482 punti. In poche settimane il rischio paese è sceso di oltre il 13%, accompagnando una settimana esaltante per i titoli di Stato in dollari e per le azioni, con l’indice S&P Merval calcolato in valuta statunitense che ha registrato il miglior maggio dallo scorso ottobre. In un clima di ritrovato appetito per il rischio, anche le banche hanno trainato il listino dopo aver pubblicato bilanci superiori alle attese.

Il movimento di Buenos Aires non è isolato. A Wall Street i principali indici americani hanno rinnovato venerdì i massimi storici, sospinti dai guadagni del settore tech e dalle speranze per un accordo di pace tra Stati Uniti e Iran. Le trattative per una tregua temporanea e per la riapertura del traffico petrolifero nello Stretto di Hormuz hanno spinto i prezzi del greggio al ribasso – il Brent è scivolato sotto i 93 dollari – e alimentato un’ondata di ottimismo che si è propagata ai mercati emergenti. Secondo gli analisti di Wall Street, l’eventuale de-escalation in Medio Oriente allenterebbe le pressioni inflazionistiche globali, offrendo respiro ai Paesi indebitati.

A livello domestico, la compressione del rischio paese riflette la credibilità acquisita dal programma di aggiustamento fiscale e dall’accumulo di riserve della banca centrale. Gli operatori di Buenos Aires sottolineano che la disciplina monetaria e il contesto politico più stabile stanno progressivamente riducendo il premio di rischio richiesto dagli investitori internazionali per detenere debito argentino. Non è escluso che, se la tendenza proseguirà, l’indice possa aggiornare i minimi dell’era Milei già nelle prossime settimane.

Guardando oltre, però, restano interrogativi. La sostenibilità del rally dipenderà dalla capacità del governo di mantenere l’equilibrio fiscale in vista delle prossime scadenze con il Fondo Monetario Internazionale e di non deludere le aspettative di riforme strutturali. Inoltre, il sentiero della pace in Medio Oriente è fragile, e un ritorno delle tensioni potrebbe invertire rapidamente i flussi di capitale. Per l’Italia e l’Europa, che guardano con attenzione al nodo del debito dei Paesi emergenti, la stabilizzazione argentina rappresenta un segnale positivo: riduce il rischio contagio e favorisce un contesto più prevedibile per gli investimenti internazionali. Ma la partita, come spesso accade, si gioca sul crinale sottile tra fiducia e realtà.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa atlantica / anglosfera · economicaStampa europea continentale · nordicaStampa latinoamericana · mercatoStampa indiana e sudasiatica
Stampa atlantica / anglosfera/ economicapragmatismodistacco

Le azioni statunitensi hanno esteso i record di chiusura, spinte dal balzo di Dell dopo risultati superiori alle attese e una domanda robusta per infrastrutture di intelligenza artificiale. Il settore tecnologico ha guidato la seduta, riflettendo fiducia nella crescita trainata dall’AI.

Stampa europea continentale/ nordicaironiadistacco

La “post-apocalisse del SaaS” si è materializzata: i titoli del software hanno recuperato drammaticamente a New York, trasformando il crollo di inizio anno in un rally innescato da sorprese sul fronte degli utili. La ripresa, in particolare di Microsoft, segnala che il sell-off tecnologico è ormai alle spalle.

Stampa latinoamericana/ mercatotrionfopragmatismo

Gli asset argentini hanno chiuso una settimana forte, con il rischio paese sceso a 493 punti base, il minimo da quattro mesi, grazie all’ottimismo globale per un possibile accordo di pace tra Stati Uniti e Iran e ai solidi ancoraggi fiscali interni che hanno sostenuto i titoli sovrani. Il governo Milei ha festeggiato il settimo calo consecutivo del premio di rischio, interpretandolo come una convalida del proprio corso economico.

Stampa indiana e sudasiaticascetticismopragmatismo

La corsa ai record di Wall Street è proseguita, alimentata dagli utili legati all’IA e dai titoli dei chip, anche se il mercato ha tenuto d’occhio con apprensione il potenziale del conflitto tra Stati Uniti e Iran di alimentare l’inflazione e pesare sull’economia globale. L’ottimismo per un possibile accordo in Medio Oriente ha spinto i tre indici principali a massimi intraday, ma l’ombra della guerra ha fatto da contraltare all’euforia tecnologica.

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Dagens Industri30 mag, 00:51
Noticias Argentinas (NA)30 mag, 00:52
Perfil30 mag, 02:50
Ámbito Financiero30 mag, 02:48