Pioggia di droni su San Pietroburgo mentre i leader europei si riuniscono a Londra
Kiev lancia un'ondata senza precedenti di droni sulla Russia, colpendo San Pietroburgo. I leader europei intanto si incontrano a Londra per discutere il sostegno all'Ucraina e la strategia di pace.

Nella notte di sabato, mentre Vladimir Putin concludeva il forum economico di San Pietroburgo, l'Ucraina ha lanciato un'ondata senza precedenti di droni contro la Russia, colpendo obiettivi militari ed energetici nella regione di Leningrado e in altre aree del paese. Secondo fonti russe, sono stati intercettati complessivamente 376 velivoli senza pilota, di cui 144 sulla regione di San Pietroburgo, dove le esplosioni hanno incendiato un deposito di carburante e una struttura del ministero della Difesa, costringendo le autorità a ordinare alla popolazione di non uscire di casa. L'attacco, rivendicato dai servizi di sicurezza ucraini (SBU) come un successo contro la base navale di Kronstadt, rappresenta la seconda incursione sulla città in meno di una settimana e una risposta diretta al rifiuto di Putin di incontrare Zelensky. Nel contempo, i droni russi colpivano l'Ucraina sud-orientale, uccidendo due civili nelle regioni di Zaporizhzhia e Dnipropetrovsk.
Il giorno seguente, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è volato a Londra per un vertice con il premier britannico Keir Starmer, il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz. I quattro leader, riuniti nel quadro del cosiddetto 'gruppo E3' e della 'coalizione dei volenterosi', hanno discusso il rafforzamento della pressione su Mosca e le garanzie di sicurezza per l'Ucraina in vista di possibili negoziati. L'incontro, il primo di una serie di appuntamenti diplomatici, si inserisce in un contesto di stallo dei colloqui di pace e di crescente incertezza sul ruolo degli Stati Uniti, con l'ex presidente Trump che ha preso le distanze dalle trattative. L'assenza di Washington, notano gli analisti di Bruxelles, costringe gli europei a un maggiore sforzo di coordinamento, mentre la guerra entra nel suo quinto anno.
La stampa internazionale ha letto l'attacco a San Pietroburgo come un messaggio simbolico: colpire la città natale di Putin durante il principale forum economico russo equivale a portare la guerra nel cuore del potere. L'ottica tedesca sottolinea il carattere 'senza precedenti' dell'assalto, mentre i media italiani evidenziano la determinazione ucraina di imporre 'sanzioni' attraverso i droni, come dichiarato dallo stesso Zelensky. I giornali arabi, dal canto loro, pongono l'accento sulle vittime civili di entrambe le parti, ricordando che il conflitto non risparmia i non combattenti. Secondo gli analisti militari, l'impiego massiccio di droni a lungo raggio da parte di Kiev dimostra una capacità di proiezione crescente, resa possibile anche dal sostegno tecnologico occidentale.
Per l'Italia e l'Europa, l'escalation rappresenta un banco di prova: mentre il governo di Roma ribadisce il sostegno all'Ucraina, cresce la consapevolezza che una pace giusta richieda una strategia comune che non dipenda esclusivamente dalle oscillazioni di Washington. L'architettura di sicurezza del continente è messa alla prova, e il vertice di Londra potrebbe segnare un punto di svolta nella definizione di un'autonomia strategica europea. Tuttavia, finché le armi parleranno più forte della diplomazia, il rischio di un conflitto prolungato con conseguenze imprevedibili per l'intera area euro-atlantica resterà elevato.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
L'Ucraina ha colpito dritto al cuore della Russia, lanciando decine di droni su San Pietroburgo mentre Putin presenziava a un forum economico. È la risposta alle minacce e ai rifiuti di Mosca, un segnale che Kiev può portare la guerra in territorio nemico. Intanto, i leader europei si riuniscono a Londra per rafforzare la pressione su una Russia in fallimento militare e strategico, preparando il terreno per possibili negoziati di pace.
L'Ucraina ha lanciato centinaia di droni contro la Russia mentre si chiudeva un importante forum economico internazionale a cui partecipava Putin. Le autorità russe hanno intercettato la maggior parte dei droni e non sono stati segnalati danni gravi, ma l'attacco ha disturbato l'ultimo giorno dell'evento. La regione di San Pietroburgo è stata l'obiettivo principale, in un contesto di escalation di attacchi reciproci con droni.
L'Ucraina ha sferrato un attacco di droni su San Pietroburgo proprio mentre si concludeva un importante forum sugli investimenti e dopo che Putin aveva respinto le proposte di Kiev per colloqui di pace. Le difese russe hanno abbattuto decine di droni, ma l'assalto ha comunque incendiato un deposito del ministero della Difesa e costretto alla chiusura temporanea del secondo aeroporto della città. La tempistica ha evidenziato un legame diretto tra il rifiuto di Mosca di negoziare e l'intensificarsi dei colpi di Kiev sul suolo russo.
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