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Iran: negoziati in stallo per le contraddizioni di Washington

Il portavoce di Teheran denuncia la politica mutevole degli Stati Uniti, mentre la mediazione pakistana cerca una via d'uscita. Sul tavolo il diritto all'arricchimento e gli asset congelati.

Geopolitica5 testate3 lingue3 min letturaAgg. 15:40

In un'intervista esclusiva concessa domenica alla CNN, il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha indicato nella volubilità delle posizioni statunitensi l'ostacolo principale ai negoziati bilaterali sul nucleare. Le dichiarazioni, rilasciate a Teheran al corrispondente internazionale Frederik Pleitgen, confermano il persistere di un dialogo indiretto attraverso mediatori pakistani, ma dipingono un quadro di estrema incertezza e pericolo. "Il problema principale nel negoziare con questa amministrazione è dover affrontare continui cambiamenti di posizione, spostamenti degli obiettivi e dichiarazioni contraddittorie", ha affermato Baghaei, definendo l'intero processo "estremamente faticoso" [A1, A3]. L'allusione a una "situazione molto instabile e pericolosa" [A4] è stata rilanciata dalla stampa iraniana con un'enfasi che rivela la tensione interna al regime, stretto tra la necessità di ottenere sanzioni alleviate e la retorica della resistenza.

Al centro delle divergenze, Tehran rivendica con forza il diritto all'arricchimento nucleare a scopo pacifico, sancito dal Trattato di non proliferazione, e chiede lo sblocco degli asset finanziari congelati all'estero, un nodo che le cronache iraniane descrivono come "la questione principale" [A1, A5]. A questo si aggiunge la denuncia di un approccio americano che "cambia continuamente le regole del gioco", come ha sottolineato l'edizione araba della CNN [A5]. Non sorprende che, in questo clima, Islamabad abbia tentato di giocare un ruolo di ponte: fonti pakistane, riprese da un quotidiano economico iraniano, parlano di una "formula creativa" messa sul tavolo per sbloccare i negoziati, sebbene i contorni dell'iniziativa restino avvolti nel riserbo [A2].

La pluralità delle reazioni internazionali riflette interessi divergenti. Mentre i media iraniani più vicini all'establishment insistono sulla minaccia di una risposta militare a eventuali attacchi – un avvertimento esplicito riportato da Donya-e Eqtesad [A2] –, le testate occidentali e arabe evidenziano il paradosso di una diplomazia che procede nell'ombra mentre in pubblico si alzano i toni. Per l'Europa, e in particolare per l'Italia, la posta in gioco è duplice: da un lato, il rischio di una nuova escalation mediorientale che destabilizzerebbe i mercati energetici, già provati dalla guerra in Ucraina; dall'altro, la necessità di preservare l'architettura del JCPOA, di cui l'Italia è stata tra i più convinti sostenitori. Gli analisti di Bruxelles osservano che il canale pakistano, già utilizzato durante la crisi del 2019, resta l'unico strumento operativo in assenza di un dialogo diretto, ma la sua efficacia dipenderà dalla capacità di Washington di definire una posizione coerente nei prossimi mesi.

La prossima mossa, secondo diversi osservatori, spetta agli Stati Uniti: a seconda che la Casa Bianca opti per la pressione massima o per un rilancio diplomatico, il destino della regione potrebbe prendere strade molto diverse. Nel frattempo, il linguaggio dei portavoce iraniani segnala una volontà negoziale che, però, pretende reciprocità e chiarezza su questioni ritenute irrinunciabili. La finestra per un'intesa, già stretta, rischia di chiudersi se le due capitali non riusciranno a parlare la stessa lingua – letteralmente e politicamente.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa iraniana e affini · regimeStampa latinoamericanaStampa del Golfo arabo
Stampa iraniana e affini/ regimeallarmevittimismoscetticismo

Teheran accusa Washington di continui cambi di posizione e contraddizioni, che rendono estenuante il processo negoziale. La situazione generale è descritta come molto instabile e pericolosa, mentre prosegue lo scambio di messaggi tramite mediatori pachistani. La diplomazia iraniana si mostra paziente ma scettica sulla reale volontà americana di accordo.

Stampa latinoamericanadistaccopragmatismo

Riporta l'intervista in cui un portavoce iraniano afferma che il maggiore ostacolo nei negoziati con gli Stati Uniti è rappresentato dalle posizioni mutevoli e contraddittorie di Washington. Il comunicato non aggiunge commenti, limitandosi a registrare la dichiarazione.

Stampa del Golfo araboallarmeurgenzapragmatismo

Fa emergere come la denuncia iraniana delle contraddizioni americane segnali una fase di stallo pericolosa. L'intero processo negoziale viene descritto come estremamente faticoso, mentre sullo sfondo si agita il rischio di un'escalation incontrollabile nella regione.

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5 testate · 3 lingue · finestra 24 ore

Donya-e Eqtesad7 giu, 13:31
Hamshahri Online7 giu, 13:31
Khabar Online7 giu, 13:32
CNN Arabic7 giu, 13:33
CNN Brasil7 giu, 13:33