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Pentagono: minaccia spionaggio israeliano a livello critico, crepe nell'alleanza

L'allerta controspionaggio sale al massimo mentre emergono sospetti di intercettazioni su negoziatori Usa. Lo scontro interno sulla guerra in Iran divide Washington e incrina i rapporti con Gerusalemme.

Geopolitica14 testate3 lingue3 min letturaAgg. 21:45

Il Pentagono ha elevato al livello “critico” la minaccia di controspionaggio attribuita a Israele, segnalando la capacità israeliana di condurre spionaggio umano e raccolta tecnica. La decisione, attribuita alla Defense Intelligence Agency (DIA), emerge in un clima di crescenti tensioni sul conflitto iraniano e le operazioni in Libano. Secondo fonti americane, l'allarme sarebbe scattato dopo che servizi israeliani avrebbero tentato di monitorare alti funzionari statunitensi, tra cui l'inviato Steve Witkoff e il sottosegretario alla Difesa Elbridge Colby, per ottenere informazioni sulle deliberazioni interne dell'amministrazione Trump sulla guerra contro l'Iran.

I media americani offrono un quadro contrastante. Da un lato, testate come NBC News e il New York Times confermano l'esistenza di un rapporto di sette pagine del Pentagono che documenta l'intensificarsi delle attività di sorveglianza israeliane. Dall'altro, fonti vicine all'establishment della difesa, citate dal Jerusalem Post, ridimensionano la fuga di notizie come una manovra interna di quanti, già ostili all'intervento militare in Iran (Operazione Epic Fury), cercano di incolpare Israele per aver convinto Trump alla guerra. Il Pentagono e la CIA non hanno smentito ufficialmente il rapporto, ma la Casa Bianca e l'ambasciata israeliana hanno negato ogni addebito.

Da Bruxelles, l'episodio suona come un campanello d'allarme per la tenuta dell'alleanza transatlantica. Se anche il partner strategico più stretto degli Stati Uniti in Medio Oriente è oggetto di sospetti di spionaggio, la fiducia nei meccanismi di condivisione dell'intelligence potrebbe incrinarsi, con ripercussioni dirette sulla sicurezza europea. L'Italia, in particolare, con il suo ruolo di ponte nel Mediterraneo e la partecipazione alla coalizione anti-Iran, rischia di essere coinvolta in una spirale di diffidenza che mina gli sforzi diplomatici.

La stampa araba sottolinea la storica ambivalenza delle relazioni israelo-americane, segnate da periodici scandali di spionaggio nonostante la solida alleanza. Fonti mediorientali evidenziano come la crisi attuale rifletta una lotta di potere a Washington tra “America First” e interventisti, con Israele che diventa il capro espiatorio per le divisioni interne sull'Iran. Nel frattempo, da Teheran e Beirut, l'episodio offre un assist propagandistico per dipingere gli Stati Uniti come divisi e inaffidabili.

La vicenda lascia intravedere un futuro incerto per l'asse Washington-Gerusalemme. Se l'amministrazione Trump dovesse formalizzare l'innalzamento della minaccia, le conseguenze potrebbero includere restrizioni alla cooperazione di intelligence, complicando ulteriormente il già delicato scenario mediorientale. Per l'Europa, che dipende in larga misura dai flussi informativi americani, è il momento di interrogarsi sulla propria autonomia strategica, mentre la guerra in Iran continua a ridefinire gli equilibri globali.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa israeliana · sicurezzaStampa iraniana e affini · regimeStampa arabo levante-MaghrebStampa atlantica / anglosfera
Stampa israeliana/ sicurezzascetticismopragmatismo

Fonti israeliane respingono le fughe di notizie del Pentagono come un tentativo politicamente motivato di minare la campagna militare in corso contro l'Iran. Sostengono che tali accuse provengano da una storica opposizione interna statunitense alla guerra, non da reali preoccupazioni di spionaggio. Il rapporto viene presentato come una reazione degli elementi 'America First' arrabbiati per il ruolo di Israele nell'aver convinto Trump ad andare in guerra.

Stampa iraniana e affini/ regimeallarmeindignazione

I media iraniani sottolineano l'innalzamento del livello di minaccia da parte del Pentagono come conferma dello spionaggio israeliano ai danni di funzionari americani, in particolare quelli coinvolti nei negoziati con l'Iran. Il rapporto evidenzia la tensione tra Stati Uniti e Israele nel contesto della guerra contro l'Iran, ritraendo Israele come un attore destabilizzante. Si nota che gli sforzi di spionaggio israeliani mirano a raccogliere informazioni sulle deliberazioni interne dell'amministrazione Trump.

Stampa arabo levante-Maghreballarmeindignazione

I media arabi riportano l'allerta del Pentagono come un'escalation seria, sottolineando che Israele ha spiato alti funzionari americani tra cui l'inviato di Trump. La notizia viene coperta con allarme, evidenziando la frattura tra Trump e Netanyahu nel contesto della guerra in corso. Le azioni di Israele vengono presentate come una violazione della fiducia che potrebbe avere gravi conseguenze per la stabilità regionale.

Stampa atlantica / anglosferadistaccopragmatismo

Il Pentagono ha innalzato al livello critico la minaccia di controspionaggio per Israele, secondo i media statunitensi. La decisione segue le preoccupazioni che Israele abbia tentato di spiare funzionari americani coinvolti nelle deliberazioni sui conflitti in Medio Oriente. Il rapporto presenta i fatti senza giudizio esplicito, notando la rara divulgazione pubblica di un tale livello di minaccia.

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Le Figaro7 giu, 12:20
Affari Italiani7 giu, 13:31
Libnanews7 giu, 18:02
Le Monde7 giu, 12:21
NDTV7 giu, 12:22
Jerusalem Post7 giu, 19:05
BBC Persian7 giu, 18:04
La Repubblica7 giu, 18:02