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Drone russo colpisce deposito nucleare a Chernobyl: la reazione internazionale

Nessuna fuga radioattiva, ma Zelensky denuncia un attacco deliberato mentre a Londra si discute il sostegno all’Ucraina.

Geopolitica22 testate2 lingue3 min letturaAgg. 21:45

Il 7 giugno 2026, un drone russo ha colpito un edificio del deposito centralizzato di combustibile nucleare esaurito nella zona di esclusione di Chernobyl, 15 chilometri a nord della centrale dismessa. L’attacco, avvenuto intorno alle 2:10 ora di Kiev, ha parzialmente distrutto la struttura destinata alla ricezione dei container, provocando un incendio circoscritto su un’area di circa 40 metri quadrati, poi domato in meno di un’ora. Le autorità ucraine hanno confermato che al momento dell’impatto non erano presenti scorie radioattive nell’edificio, e i livelli di radiazione sono rimasti entro i limiti di fondo. Non si registrano feriti.

Il presidente Volodymyr Zelensky ha denunciato l’accaduto come un attacco deliberato e “estremamente vile”, sottolineando la vulnerabilità di un’infrastruttura critica. L’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA), informata tempestivamente da Energoatom, ha annunciato l’invio di una squadra per ispezionare i danni. La portavoce dell’AIEA ha ribadito la preoccupazione per i rischi alla sicurezza nucleare, un tema che dall’inizio del conflitto tiene banco nei consessi internazionali. Da Mosca, nessun commento ufficiale: il silenzio del Cremlino si inserisce in una strategia di non riconoscimento degli attacchi a obiettivi sensibili, già osservata in precedenti episodi.

L’assalto al deposito di Chernobyl si inquadra in una più ampia campagna di pressione russa sugli impianti energetici ucraini, che ha già coinvolto la centrale di Zaporizhzhia – la più grande d’Europa – e minaccia di trasformare il conflitto in un’emergenza radioattiva globale. Gli analisti di Bruxelles osservano con apprensione: un eventuale rilascio di materiale nucleare, anche in quantità limitate, potrebbe avere conseguenze transfrontaliere, investendo paesi vicini come la Polonia e la Slovacchia, e indirettamente l’Italia attraverso le correnti atmosferiche. La storia stessa di Chernobyl, con la nube del 1986 che raggiunse l’Italia settentrionale, alimenta una sensibilità particolare nell’opinione pubblica europea.

La tempistica dell’attacco non è casuale: nelle stesse ore, il premier britannico Keir Starmer accoglieva a Londra Zelensky insieme al presidente francese Emmanuel Macron e al cancelliere tedesco Friedrich Merz per discutere il sostegno occidentale all’Ucraina. L’offensiva russa, pur senza conseguenze radiologiche immediate, serve a proiettare un messaggio di impunità e a testare le linee rosse dell’Occidente. L’ottica di Pechino, silenziosa ma attenta, potrebbe leggere l’episodio come un avvertimento sui rischi di escalation incontrollata, utile a ribadire la propria proposta di mediazione.

Guardando avanti, la missione dell’AIEA offrirà elementi per una valutazione più precisa, ma l’evento conferma la fragilità degli accordi sulla protezione delle centrali nucleari durante i conflitti. L’Italia, che partecipa attivamente ai consessi UE sul nucleare civile e ha una consolidata expertise nella sicurezza dei reattori, segue da vicino l’evolversi della situazione, nella consapevolezza che la pace nella regione è condizione indispensabile per la stabilità del continente. La sfida per l’Europa resta quella di mantenere il sostegno a Kiev senza scivolare in una confrontazione diretta con Mosca, bilanciando deterrenza e diplomazia.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa latinoamericanaStampa europea continentaleStampa atlantica / anglosfera
Stampa latinoamericanaindignazionevittimismoallarme

Ukrainian President Zelensky condemned the attack as an 'extremely vile' deliberate strike on a nuclear fuel storage facility, accusing Russia of endangering nuclear safety. While radiation levels remained stable, the incident reignited fears of a nuclear catastrophe in the Chernobyl exclusion zone.

Stampa europea continentaleallarmeindignazionepragmatismo

L'agenzia atomica internazionale ha espresso profonda preoccupazione per l'attacco con drone che ha danneggiato un edificio di stoccaggio del combustibile vicino a Chernobyl, sebbene non siano state rilevate fughe radioattive. I media europei hanno sottolineato l'appello dell'AIEA alla moderazione e alla necessità di proteggere i siti nucleari dalle azioni militari.

Stampa atlantica / anglosferaallarmepragmatismo

The attack on the nuclear fuel facility was reported alongside separate deadly drone strikes that killed three civilians in southern Ukraine, underscoring the broader human cost of the conflict. Atlantic bloc coverage focused on the dual nature of the incident: nuclear risk and ongoing casualties.

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MillenniuM7 giu, 12:20
Poder3607 giu, 18:05
Mint7 giu, 13:31
Channel 4 News7 giu, 20:15
Le Monde7 giu, 13:32
The Times of India7 giu, 13:32
Valor Econômico7 giu, 18:03