Pechino schiera la nuova fregata e cento navi intorno a Taiwan: il messaggio a Washington
Mentre gli alleati Five Eyes aumentano i transiti nello Stretto, la Cina mostra i muscoli con la fregata Tipo 054B e imponenti manovre navali nel Pacifico occidentale.

Nel giro di poche ore, la Marina dell’Esercito Popolare di Liberazione ha proiettato una potenza navale senza precedenti nel Pacifico occidentale. Il gruppo d’attacco della portaerei Liaoning, impegnato in un’esercitazione a fuoco reale a est delle Filippine, ha visto il debutto ufficiale della fregata lanciamissili Tipo 054B Luohe, la più moderna della flotta. Contemporaneamente, oltre cento unità tra navi da guerra, guardia costiera e mezzi da ricerca hanno dato vita a manovre di vasta scala attorno a Taiwan, dal Mar Giallo al Mar Cinese Meridionale. Il tempismo è tutt’altro che casuale: le operazioni sono scattate all’indomani del vertice tra Xi Jinping e il presidente americano Donald Trump e della visita del presidente russo Vladimir Putin a Pechino.
La combinazione tra tecnologia d’avanguardia e numeri imponenti rivela un messaggio politico-militare calibrato. Secondo le analisi della stampa cinese, la fregata Tipo 054B, con un dislocamento di circa 5.000 tonnellate, è stata progettata con uno scafo stealth per ridurre la traccia radar e ospita sensori e sistemi di combattimento notevolmente potenziati, pensati principalmente per la guerra antisommergibile e la scorta dei gruppi da battaglia. Gli osservatori iraniani, da sempre attenti all’evoluzione delle marine asiatiche, sottolineano che la Luohe è solo la prima di una serie già in costruzione, segno di un’espansione industriale che punta a consolidare la capacità di operare in mare aperto. La difesa giapponese, che ha monitorato il gruppo Liaoning a circa 880 chilometri a sud-ovest di Okinotorishima con decolli e appontaggi dei caccia imbarcati, ha confermato l’ampiezza dell’esercitazione, mentre fonti giornalistiche italiane ne hanno colto la portata simbolica di «messaggio militare che scuote il Pacifico».
Questa offensiva di presenza navale si inserisce in un quadro strategico più ampio, dove gli equilibri dello Stretto di Taiwan vengono ridisegnati anche dai movimenti degli alleati occidentali. Un recente rapporto di un think tank cinese, rilanciato dalla stampa internazionale, segnala che nel 2024 si è registrato un «notevole aumento» dei transiti nello Stretto da parte di paesi extra-regionali – in particolare nazioni europee e dell’Oceania – mentre gli Stati Uniti hanno ridotto il proprio profilo, mantenendo missioni più discrete. Per l’ottica di Pechino, l’attivismo degli alleati Five Eyes e di altre marine non rappresenta una minaccia militare diretta, ma una crescente politicizzazione del passaggio, che inevitabilmente provocherà una risposta cinese e renderà la situazione «più tesa».
In prospettiva, la simultaneità tra l’esibizione di forza navale e l’intensificarsi dei transiti alleati delinea uno scenario di competizione sempre più strutturata. L’Europa osserva con apprensione: il coinvolgimento di marine del Vecchio Continente in acque contese potrebbe offrire a Pechino nuovi pretesti per dimostrazioni di potenza, mentre l’amministrazione Trump valuta se la postura prudente della marina americana nello Stretto sia sostenibile di fronte a un’accelerazione tecnologica e numerica della flotta cinese. La fregata Luohe e le cento navi intorno a Taiwan non sono che i primi capitoli di un 2025 che si annuncia cruciale per la tenuta degli equilibri indo-pacifici.
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