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Intesa commerciale UE-USA, il voto si avvicina tra rimborsi miliardari e nuove alleanze

L’Unione europea approva l’intesa con Washington in vista del voto decisivo di Strasburgo, mentre negli Stati Uniti la Corte Suprema smantella i dazi imposti da Trump e il Messico incassa benefici agricoli dall’accordo con Bruxelles.

Economia7 testate6 lingue3 min letturaAgg. 17:54

Con un passo apparentemente tecnico ma carico di implicazioni politiche, gli ambasciatori dei Ventisette hanno dato il via libera definitivo al compromesso commerciale negoziato con Washington. Il testo, che dovrebbe ricevere il voto formale dell’Eurocamera a metà giugno durante la sessione plenaria di Strasburgo, cancella la quasi totalità dei dazi europei sui beni industriali americani e su un’ampia gamma di prodotti agricoli e della pesca, in cambio dell’impegno statunitense a contenere entro il 15 per cento le sovrattasse imposte da Donald Trump sulle esportazioni europee. Secondo gli analisti di Bruxelles, l’accelerazione delle ultime settimane risponde a un calcolo tanto economico quanto diplomatico: scongiurare l’ultimatum del presidente americano, che aveva minacciato tariffe «molto più alte» qualora l’intesa non fosse stata operativa entro il 4 luglio.

A poche migliaia di chilometri di distanza, la cornice giuridica su cui Trump aveva edificato la sua offensiva protezionistica si sta però sgretolando. La Corte Suprema ha dichiarato illegittimo il ricorso all’International Emergency Economic Powers Act per imporre dazi globali, costringendo l’amministrazione a rimborsare oltre venti miliardi di dollari agli importatori, con altri ottantacinque miliardi in corso di elaborazione, come riferito dalle autorità doganali statunitensi. United Parcel Service ha già avviato le procedure di restituzione per le spedizioni a partire dal 30 gennaio scorso, ma nella prospettiva dei consumatori americani l’impatto resta nullo: i fondi torneranno agli operatori commerciali, non ai cittadini che hanno pagato prezzi più alti. Questo paradosso – un rientro finanziario silenzioso che non attenua il malcontento popolare – rivela la fragilità strutturale di una politica fatta di minacce e scadenze.

Nel frattempo, l’Unione europea sta tessendo una tela più ampia. L’accordo global modernizzato con il Messico, salutato dal Consejo Nacional Agropecuario come una svolta storica, elimina immediatamente i dazi sull’83 per cento dei prodotti agroalimentari messicani, concedendo quote e preferenze significative per succo d’arancia, banane, miele, tonno in scatola e ortofrutticoli. Dal punto di vista di Città del Messico, si tratta di un vantaggio competitivo immediato per il settore agricolo, che vede aprirsi un mercato di oltre quattrocento milioni di consumatori. Per Bruxelles, invece, l’intesa non è soltanto un’apertura commerciale ma un tassello di una strategia di diversificazione che riduce la dipendenza dagli umori di Washington e consolida legami con l’America Latina in un momento in cui le catene globali del valore sono in piena ridefinizione.

L’insieme di questi sviluppi disegna un quadro contraddittorio ma coerente. Da un lato, l’Europa accetta di sterilizzare parte della propria autonomia tariffaria pur di preservare un rapporto transatlantico messo a dura prova dalle pulsioni unilaterali di Trump; dall’altro, progetta un’architettura commerciale policentrica, dove il dialogo con il Messico e altri partner diventa argine alla volatilità delle relazioni con la Casa Bianca. Per l’Italia, la posta in gioco è duplice: difendere il flusso di export manifatturiero e agroalimentare verso gli Stati Uniti, che il cap del 15 per cento tutela solo in parte, e al contempo presidiare le nuove corsie preferenziali che accordi come quello con il Messico potranno aprire per prodotti di eccellenza, dal vino ai formaggi. Il paradosso finale è che la tregua commerciale tanto attesa prende forma mentre il fondamento giuridico della guerra dei dazi si dissolve, lasciando aperti interrogativi sulla capacità dei negoziati di resistere alle prossime tempeste politiche.

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Newsweek27 mag, 15:05