Nucleare iraniano: la bozza Usa all’Aiea chiede accesso ai siti bombardati
Washington fa pressione per una risoluzione che imponga a Teheran di rivelare la sorte dell’uranio arricchito e di aprire ai controlli sui siti distrutti dai raid americano-israeliani, mentre il dialogo con l’amministrazione Trump resta in bilico.

Il dossier nucleare iraniano torna ad arroventarsi alla vigilia della riunione trimestrale del Consiglio dei governatori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, in programma questa settimana a Vienna. Secondo un documento visionato dalla Reuters, gli Stati Uniti hanno preparato una bozza di risoluzione con cui chiedono a Teheran di fornire «informazioni precise sulla contabilità delle materie nucleari e sugli impianti sotto salvaguardia», nonché di concedere all’Aiea «tutti gli accessi necessari per verificarle, senza indugio». Il testo, già trasmesso ai trentacinque membri dell’organismo, si innesta sulla scia dei bombardamenti condotti da Washington e Tel Aviv nel giugno del 2025 e nei primi mesi del 2026, che hanno colpito i reattori e le centri di arricchimento di Isfahan, Fordo e Natanz.
La risoluzione, come riportano fonti iraniane, rischia di esacerbare un clima già teso: Teheran è «adirata» per le continue pressioni e sottolinea come la stessa Aiea abbia più volte ribadito la natura pacifica del programma atomico della Repubblica islamica. Da parte loro, le cancellerie occidentali e, in particolare, gli ambienti vicini al governo israeliano leggono la mossa come una leva negoziale per costringere l’Iran a un nuovo accordo sul nucleare, dopo il fallimento del Joint Comprehensive Plan of Action. I servizi di intelligence israeliani e americani, secondo quanto riferito da fonti di Gerusalemme, avrebbero messo nel mirino proprio le scorte di uranio arricchito al 60%, che giacciono sotto tonnellate di macerie e che l’Iran non sarebbe ancora in grado di recuperare.
La partita si gioca su uno scacchiere globale che vede l’Europa in prima linea. L’Italia, storicamente impegnata nel dialogo con Teheran e membro non permanente del Consiglio di sicurezza dell’Onu, potrebbe giocare un ruolo di mediazione in seno all’Aiea, dove siede anche tra i governatori. Bruxelles guarda con apprensione a una possibile escalation che minerebbe ulteriormente la stabilità del Medio Oriente e il regime di non proliferazione. Mosca, dal canto suo, ha già fatto trapelare, attraverso i media statali russi, il suo dissenso verso una risoluzione che considera frutto di una politica di «distruzione» unilaterale del potenziale nucleare altrui, evocando esplicitamente i raid del 2025.
Dietro le clausole tecniche della bozza si cela dunque una posta politica altissima: il voto del Consiglio dei governatori, previsto nei prossimi giorni, misurerà non solo la tenuta del negoziato tra Washington e Teheran, ma anche la capacità della comunità internazionale di preservare lo strumento della verifica e dell’ispezione come baluardo contro la proliferazione atomica. In un mondo già scosso da altri conflitti, l’esito della risoluzione potrebbe riaprire una crisi che molti speravano sepolta sotto le macerie fisiche e diplomatiche degli ultimi anni.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
Gli Stati Uniti stanno facendo pressioni sui membri del Consiglio dei governatori affinché approvino una risoluzione ostile, costringendo l'Iran a fornire dettagli sui centri nucleari colpiti durante l'aggressione congiunta americano-israeliana. Questa mossa, che complica i negoziati in corso, rischia di scatenare la rabbia di Teheran e di inasprire la tensione.
Dopo aver bombardato i siti nucleari iraniani nel 2025 e all'inizio del 2026, Stati Uniti e Israele tengono lo sguardo fisso su Isfahan, Fordow e Natanz, dove cumuli di macerie sigillano l'uranio arricchito, rendendolo inaccessibile a Teheran. La bozza di risoluzione all'AIEA impone all'Iran di rivelare con precisione l'inventario e di concedere ispezioni senza indugio, prolungando la pressione per impedire ogni occultamento.
Un progetto di risoluzione preparato dagli Stati Uniti e inviato ai membri del Consiglio dei governatori dell'AIEA chiede all'Iran di fornire informazioni precise sulla contabilità dei materiali nucleari e di garantire l'accesso ai siti senza indugio. Il testo è stato visionato da un'agenzia di stampa in vista della riunione trimestrale.
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