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Mossad, il nuovo capo silura il vice: dietro il piano miliardario per il cambio di regime in Iran

La rimozione del numero due, noto come “A”, segue il fallimento di un’operazione da un miliardo di shekel per abbattere la Repubblica Islamica, mentre Israele minimizza.

Geopolitica5 testate2 lingue3 min letturaAgg. 10:29

Il nuovo direttore del Mossad, Roman Gofman, ha destituito il suo vice, indicato con la sola iniziale “A”, dopo ventidue anni di servizio operativo. L’annuncio, diramato dall’ufficio del primo ministro israeliano, ha ringraziato formalmente il funzionario per il suo contributo alla sicurezza dello Stato, ma dietro le quinte si delinea uno scontro di narrative che rivela molto sugli attuali equilibri mediorientali. Secondo fonti d’intelligence iraniane e libanesi, la rimozione sarebbe la diretta conseguenza del fallimento di un ambizioso progetto coperto, finanziato con circa un miliardo di shekel (quasi 280 milioni di euro) e affidato a una squadra di centinaia di agenti, il cui obiettivo era il rovesciamento del regime iraniano.

L’episodio mette in luce un divario comunicativo già noto agli analisti di Bruxelles. Da Tel Aviv si insiste su una normale rotazione ai vertici – Gofman, insediatosi martedì scorso, starebbe formando la sua squadra per le sfide future, e poco prima anche il capo delle relazioni internazionali “D” aveva lasciato l’incarico – senza alcun cenno all’operazione in Iran. Viceversa, nell’ottica di Teheran e dei suoi alleati, l’intera vicenda conferma la costante attività israeliana volta alla destabilizzazione della Repubblica Islamica, un’accusa che si inserisce nel più ampio conflitto ombra in corso da anni. A dare credito a questa lettura concorrono i profili del vice rimosso: considerato di area destra, molto vicino all’entourage di Netanyahu, era stato a lungo il candidato principale per la guida dell’agenzia prima della scelta di Gofman.

L’operazione “cambio di regime” – che media israeliani avrebbero battezzato con un nome in codice mai rivelato – rappresenterebbe uno dei tentativi più costosi e strutturati mai concepiti dal Mossad contro la sicurezza iraniana. Il suo insuccesso getta un’ombra sulla capacità operativa dell’agenzia e solleva interrogativi sulla tenuta della strategia offensiva israeliana, proprio mentre il governo Netanyahu rilancia la minaccia nucleare iraniana come priorità assoluta. Per l’Europa, e in particolare per l’Italia, da sempre mediatrice nel dossier nucleare e attenta alla stabilità energetica del Mediterraneo allargato, il rafforzarsi di questa guerra sotterranea costituisce un fattore di grave incertezza. Le cancellerie europee osservano con preoccupazione l’escalation, che potrebbe travolgere i già fragili negoziati indiretti tra Washington e Teheran.

In prospettiva, la nuova gestione Gofman dovrà affrontare non solo le inevitabili ritorsioni iraniane – Teheran ha promesso vendetta per ogni azione ostile – ma anche una profonda revisione dei metodi dell’intelligence. Sia l’approccio contenuto di Tel Aviv sia le ricostruzioni più allarmistiche provenienti da Beirut e Teheran convergono su un punto: il Mossad si trova in una fase di transizione delicata, con una leadership non ancora consolidata e la necessità di riconfigurare le priorità in uno scacchiere regionale sempre più complesso. Per l’Europa il messaggio è chiaro: ogni riaccendersi della tensione israelo-iraniana avrà ripercussioni immediate sulla sicurezza continentale, dalla tutela delle rotte energetiche al contenimento dei flussi migratori, e Roma, con la sua tradizionale proiezione mediterranea, non potrà chiamarsi fuori.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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Stampa iraniana e affini · regimeStampa arabo levante-MaghrebStampa israeliana · sicurezza
Stampa iraniana e affini/ regimetrionfoschadenfreude

Il vicecapo del Mossad è stato destituito perché incapace di rovesciare il sistema della Repubblica Islamica, nonostante un bilancio di un miliardo di shekel e centinaia di agenti. Guidava le operazioni segrete contro l'Iran e il suo fallimento segna una sconfitta nemica. La stampa di regime inquadra l'episodio come prova dell'impotenza israeliana.

Stampa arabo levante-Maghrebscetticismodistacco

Il numero due del Mossad è stato silurato dopo il fallimento della missione di 'cambio di regime in Iran'. Fonti israeliane parlano di un maxi-budget e di una squadra di centinaia di elementi, senza alcun risultato concreto. I media della regione seguono con scetticismo la riorganizzazione interna.

Stampa israeliana/ sicurezzapragmatismodistacco

Il nuovo capo del Mossad Gofman destituisce il vice A. dopo 22 anni di servizio, esprimendo gratitudine per il suo contributo alla sicurezza dello Stato. La decisione viene presentata come parte di una normale riorganizzazione di fronte alle sfide future. Nessun riferimento a operazioni specifiche.

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Donya-e Eqtesad6 giu, 22:49
Al-Manar English7 giu, 00:01
IRNA (Islamic Republic News Agency)7 giu, 00:04
Khabar Online7 giu, 07:09
Jerusalem Post6 giu, 22:52