Mondiali 2026 al via: 48 squadre, debutti storici e il sogno di Messi
Confermate le liste dei convocati: 1.248 giocatori pronti per il primo Mondiale allargato. Si gioca dall'11 giugno in Nord America, con quattro esordienti assolute e i veterani alla sesta rincorsa.

Il conto alla rovescia per la Coppa del Mondo FIFA 2026 è entrato nella sua fase decisiva: tutte le 48 nazionali partecipanti hanno ufficialmente consegnato le liste definitive dei convocati, per un totale di 1.248 calciatori. Un numero che da solo racconta la portata di un’edizione senza precedenti, la prima a 48 squadre dopo l’allargamento dal formato a 32, e la prima organizzata congiuntamente da tre nazioni: Stati Uniti, Canada e Messico. L’apertura è fissata per l’11 giugno con il match inaugurale tra Messico e Sudafrica, mentre la finale si disputerà il 19 luglio nel New Jersey, al termine di un torneo che metterà in scena 104 partite in 16 impianti sparsi per undici metropoli statunitensi e sedi canadesi e messicane.
Tra i protagonisti più attesi spiccano i volti noti di Lionel Messi, Cristiano Ronaldo e Guillermo Ochoa: per loro sarà la sesta partecipazione mondiale, un record che conferma longevità e classe senza tempo. Accanto ai veterani, la grande novità è rappresentata dalle quattro debuttanti assolute: Capo Verde, Curaçao, Giordania e Uzbekistan. Un segnale eloquente della strategia di inclusione perseguita dalla FIFA, che mira ad ampliare la base geografica del calcio di vertice. Secondo l’analista asiatico Adrian, il nuovo format “allunga la fase a gironi ma rende il torneo più avvincente”, un’opinione condivisa in molti ambienti del Sud-est asiatico, dove l’interesse per la competizione cresce proprio grazie alla presenza di squadre meno blasonate.
Dall’altra parte dell’Atlantico, l’attenzione si concentra sugli aspetti organizzativi e regolamentari. Le liste devono includere un minimo di 23 e un massimo di 26 giocatori, con l’obbligo di tre portieri, e possono essere modificate solo in caso di infortunio attingendo a una rosa provvisoria di 33-55 elementi. Un impianto normativo che, come sottolineato dalle agenzie europee, cerca di bilanciare le esigenze dei club con l’imprevedibilità di un torneo lungo e fisicamente dispendioso. L’Italia, assente per la seconda edizione consecutiva, osserva da lontano una manifestazione che conferma lo spostamento del baricentro del calcio globale verso nuovi mercati e continenti.
La macchina organizzativa è colossale: 104 incontri su tre fusi orari, una copertura mediatica senza precedenti e montepremi record. Ma al di là dei numeri, il Mondiale 2026 si presenta come un laboratorio per il futuro del calcio, dove la tensione tra élite storiche e nuove realtà promette di regalare sorprese e ribaltare gerarchie consolidate.
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