Mercati globali: l'AI e il disgelo in Medio Oriente spingono Wall Street e Tokyo ai record
L’S&P 500 allunga la striscia positiva a nove settimane, il Nikkei supera per la prima volta quota 67.000. La domanda di chip e le speranze di un accordo Usa-Iran alimentano la corsa, tra rischi e incertezze.

L’S&P 500 ha incatenato sette rialzi consecutivi e la nona settimana positiva, la più lunga striscia dal 2023, toccando massimi storici per quattro sedute di fila. Contemporaneamente, a Tokyo, il Nikkei 225 ha sfondato per la prima volta quota 67.000, raggiungendo un picco intraday di 67.231 punti. Un ottimismo che affonda le radici nell’incrocio tra due fattori: l’impennata della domanda di semiconduttori, cuore pulsante dell’intelligenza artificiale, e le trattative tra Stati Uniti e Iran per un allentamento delle tensioni nello Stretto di Hormuz.
I mercati di tutto il Pacifico hanno beneficiato di questa combinazione. Il Giappone, in particolare, ha visto il Nikkei salire di quasi il 5% nell’ultima settimana, con i titoli dei semiconduttori in prima fila. Anche la Corea del Sud ha registrato un balzo dell’8% settimanale, Taiwan del 6%, mentre l’ampio indice MSCI Asia-Pacifico si manteneva solido nonostante i venti contrari. Secondo gli operatori di Tokyo, il rialzo è stato alimentato più dalla fiducia tecnologica che dal fattore geopolitico, ma entrambi hanno contribuito a spostare capitali verso il rischio.
Negli Stati Uniti, il comparto tech ha trascinato l’intero S&P 500, con il Nasdaq che a maggio ha guadagnato l’8,4% – un balzo che secondo Avishai Karuani, amministratore delegato di Active Portfolio Management, riflette “eccessi di domanda significativi” nel settore dei chip legati all’AI. Intanto, il greggio Brent è risalito a quasi 93 dollari al barile, ma le quotazioni restano distanti dai picchi di crisi perché – osserva Michael Feroli, capo economista Usa di JPMorgan – “se le petroliere riprenderanno a transitare, la fase di rischio acuto per l’economia globale potrebbe essere superata”. Tuttavia, avverte, i prezzi dell’energia potrebbero restare elevati mentre le scorte vengono ricostituite.
Per l’Europa, e per l’Italia in particolare, questo scenario ha risvolti ambivalenti. Da un lato, la tenuta dei mercati globali e la fame di semiconduttori avvantaggiano filiere tecnologiche – si pensi a settori come l’automazione industriale e la meccatronica, in cui l’Italia vanta eccellenze. Dall’altro, un petrolio persistentemente caro erode potere d’acquisto e comprime i margini delle imprese energivore. Gli analisti di Bruxelles osservano che la Banca centrale europea, di fronte a questi segnali contraddittori, potrebbe rinviare ulteriormente un allentamento monetario, prolungando la stretta creditizia.
Mentre l’Australia segnala un’apertura in leggero ribasso (futures in calo di 13 punti), suggerendo che i mercati non sono ancora pronti a uno slancio lineare, la domanda è se il rally possa reggere. I nodi irrisolti in Medio Oriente e l’eventualità di nuovi shock energetici rimangono la principale incognita. Tuttavia, la convergenza tra innovazione tecnologica e distensione tattica offre un cuscinetto. Secondo gli osservatori mediorientali, un’intesa anche parziale sullo Stretto di Hormuz libererebbe flussi di greggio capaci di calmierare le quotazioni e consolidare il sentiment positivo, proiettando la corsa dei mercati oltre l’estate.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
Wall Street ha archiviato un altro mese brillante, con l'S&P 500 che ha allungato la striscia positiva settimanale più lunga da oltre un anno. I tre principali indici hanno segnato nuovi record, a conferma della solidità del settore aziendale in un contesto di crescita stabile.
I mercati hanno corso a maggio, sospinti dalla frenesia per i semiconduttori e dalla speranza di un'intesa USA-Iran sullo Stretto di Hormuz. Anche le azioni israeliane hanno registrato movimenti spettacolari, con alcuni titoli tech in forte rialzo sull'onda dell'ottimismo per l'IA nonostante i licenziamenti altrove.
La corsa record di Wall Street appare sempre più gonfiata, alimentata dall'euforia per l'IA e da un sollievo geopolitico temporaneo. Gli osservatori cinesi avvertono che questo rally ignora le tensioni commerciali di fondo e il rischio di una brusca correzione.
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