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Meliá abbandona Cuba, il turismo isolano in agonia: l’assedio americano spinge le imprese europee al ritiro

Meliá cessa le attività a Cuba, seguita da Iberostar e Royalton. L’ordine esecutivo 14404 di Trump costringe le imprese europee a scegliere tra sanzioni e relazioni con l’Avana, mentre l’isola sprofonda nella crisi energetica e turistica.

Economia7 testate4 lingue3 min letturaAgg. 07:04

Il gruppo spagnolo Meliá Hotels International ha annunciato l’immediata cessazione della gestione e della commercializzazione di quindici alberghi a Cuba, una decisione che scuote il già fragile settore turistico dell’isola, in caduta libera dal 2018. La mossa non è isolata: negli stessi giorni, anche la connazionale Iberostar ha ridotto le operazioni su dodici strutture, mentre la canadese Blue Diamond e Royalton hanno chiuso le filiali cubane. Tra gli operatori del trasporto aereo, Iberia ha cancellato diverse rotte, segnalando un disimpegno che si allarga rapidamente.

Dietro il ritiro si staglia la pressione crescente dell’amministrazione Trump, decisa a soffocare l’economia castrista. L’ordine esecutivo 14404, entrato in vigore all’inizio del 2025, autorizza Washington a congelare i beni negli Stati Uniti delle imprese che intrattengono rapporti con Gaesa, il conglomerato militare-economico sanzionato. La scadenza fissata al 5 giugno per recidere i legami con entità collegate all’apparato repressivo cubano ha innescato una fuga accelerata. Meliá, presente sull’isola dal 1990 e già ridimensionata a 34 alberghi, aveva preavvertito i proprietari il 26 maggio, concludendo la conferma proprio oggi, mentre Raúl Castro compiva 95 anni in un clima di cupo simbolismo.

La cornice economica aggrava la decisione: Cuba vive una crisi energetica paralizzante e un crollo verticale degli arrivi turistici, passati da oltre 4 milioni nel 2018 a poco più di un milione nel 2024. Le infrastrutture fatiscenti e l’iperdipendenza dalle importazioni di petrolio venezuelano e russo, ora ostacolate dal blocco americano, rendono l’isola una destinazione sempre meno appetibile per gli investitori.

Secondo analisti di Bruxelles, il progressivo sgombero delle imprese iberiche – che per decenni hanno rappresentato il principale ponte economico tra l’Europa e Cuba – rischia di aprire nuovi fronti di tensione transatlantici. L’extraterritorialità delle sanzioni statunitensi mette in discussione la sovranità commerciale dell’Unione e lascia le aziende europee esposte a un ricatto giuridico: restare a Cuba significa rischiare l’accesso al mercato americano, andarsene equivale ad abbandonare relazioni costruite in un quarto di secolo.

La diaspora aziendale potrebbe segnare l’inizio di una fase di isolamento ancora più profondo per l’Avana, già priva di appoggi politici solidi oltre a Cina e Russia. L’unico settore che reggeva l’economia – il turismo – si sta sgretolando sotto il peso combinato delle sanzioni e dell’inefficienza statale. Nei corridoi di Madrid, si valuta con preoccupazione la possibilità di una completa ritirata, mentre gli attori meno strutturati – catene mediorientali o russe – potrebbero tentare di riempire il vuoto, con profili di rischio e standard molto diversi.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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Stampa latinoamericana · mercatoStampa europea continentale · mediterraneaStampa atlantica / anglosfera · sicurezza
Stampa latinoamericana/ mercatopragmatismodistacco

Le sanzioni americane stanno spingendo le catene alberghiere fuori da Cuba. L'avvicinarsi della scadenza per troncare i legami con il conglomerato militare Gaesa provoca un esodo senza precedenti. Le società non vedono alternative all'abbandono per evitare ritorsioni legali da Washington.

Stampa europea continentale/ mediterraneaallarmescetticismo

La morsa di Washington infligge un duro colpo al turismo cubano, già allo stremo per la crisi energetica. Meliá chiude subito 15 hotel e Iberostar segue a ruota, soffocando l'economia dell'isola. Le sanzioni colpiscono gli operatori europei senza minare realmente il potere del governo dell'Avana.

Stampa atlantica / anglosfera/ sicurezzatrionfoschadenfreude

L'offensiva di Trump contro il complesso militare-economico cubano produce risultati concreti. Le catene alberghiere in fuga dimostrano che le sanzioni stanno strangolando il regime. È una vittoria della linea dura che isola Cuba e taglia i fondi ai militari.

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El Sol de México3 giu, 23:22
La Nación3 giu, 21:25
El Financiero3 giu, 21:26
The Independent3 giu, 23:24
La República3 giu, 18:02
El Colombiano3 giu, 19:21
UOL3 giu, 21:25