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Maxi-frodi con imprese fantasma: un allarme globale da Mosca a Città del Messico

Schemi di evasione con società cartiere e fatture false colpiscono Russia, Messico e Italia, con danni per oltre un miliardo di rubli, dodici miliardi di pesos e seicentomila euro, mentre le autorità intensificano le indagini.

Finanza5 testate1 lingue2 min letturaAgg. 08:44

Le reti di frode fiscale che sfruttano imprese fantasma e fatture false non conoscono confini. Negli ultimi mesi, tre casi su sponde opposte del globo hanno mostrato la portata di un fenomeno che drena risorse pubbliche per importi miliardari. In Russia, un'inchiesta per "partita IVA di carta" (il cosiddetto "NDS cartaceo") ha portato all'arresto di oltre venti persone e al sequestro di beni in diverse regioni, da Mosca alla Siberia. Il danno erariale, secondo le stime degli inquirenti russi, ha già superato il miliardo di rubli, ma potrebbe crescere. Parallelamente, in Messico, la rete "El Caballito" avrebbe riciclato e sottratto al fisco oltre dodici miliardi di pesos, operando per almeno un triennio con un sofisticato sistema di fatture false, come ha rivelato il portavoce della Fiscalía General de la República.

Anche l'Italia non è immune. Nelle Marche, a Urbino, si è conclusa con tre condanne l'indagine su un giro di aziende "apri e chiudi" nel settore tessile, che vedeva coinvolti cinque cittadini cinesi. Con questo meccanismo, le imprese cambiavano titolare sulla carta ma proseguivano l'attività di fatto, sottraendo al fisco oltre seicentomila euro in un triennio. Un caso apparentemente minore, ma esemplare di una tattica diffusa in tutto il mondo: creare società effimere per emettere o ricevere fatture fittizie, svuotando l'IVA e gli oneri contributivi.

Secondo gli analisti di Bruxelles, il costo delle frodi fiscali supera ogni anno decine di miliardi di euro nella sola Unione Europea, e sistemi come quelli emersi in Russia e Messico confermano che il problema è strutturale. A Mosca, le autorità parlano di una "piattaforma" del falso fiscale che coinvolge centinaia di prestanome; in America Latina, le "factureras" sono da tempo nel mirino delle procure. La digitalizzazione dei pagamenti, paradossalmente, facilita sia la tracciabilità sia la creazione di catene societarie sempre più complesse, spesso su scala transnazionale.

Di fronte a queste reti, la risposta non può che essere globale. Le inchieste in corso richiedono cooperazione giudiziaria e scambio di informazioni finanziarie in tempo reale. Strumenti come il Common Reporting Standard dell'OCSE e i registri dei titolari effettivi restano però implementati in modo disomogeneo. Finché l'opacità societaria offrirà rifugi, il costo per gli Stati – e per i cittadini onesti – continuerà a salire. La partita si gioca ora sul terreno della volontà politica e della tecnologia investigativa.

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Le autorità russe hanno smantellato un vasto schema di evasione dell'IVA tramite società cartiere, con un danno erariale superiore al miliardo di rubli. L'inchiesta ha portato a perquisizioni e al coinvolgimento di più di venti sospetti in diverse regioni, rivelando una piattaforma centrale per la frode fiscale. L'operazione dimostra l'impegno dello Stato nel contrastare i meccanismi di evasione fiscale su larga scala.

Stampa latinoamericana/ mercatoallarmeindignazioneurgenza

L'organizzazione criminale 'El Caballito' ha frodato il fisco messicano per oltre 12 miliardi di pesos attraverso un sistema di fatture false e riciclaggio di denaro. Secondo la Procura Generale, la rete offriva servizi di 'ingegneria fiscale' a imprese legittime, sfruttando un giro di documenti fiscali contraffatti. L'inchiesta evidenzia l'allarme per l'estesa infiltrazione della criminalità organizzata nell'economia legale.

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Un sistema di aziende 'apri e chiudi' nell'entroterra urbinate ha permesso un'evasione fiscale di oltre 600mila euro nel settore del confezionamento. Il tribunale di Urbino ha condannato tre cittadini cinesi coinvolti in un meccanismo di imprese che cambiavano formalmente titolarità ma proseguivano l'attività, eludendo così le imposte. L'inchiesta della Guardia di Finanza ha messo a nudo uno schema ricorrente di frode fiscale basato su prestanome e riciclo di partite IVA.

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Excelsior2 giu, 06:35
Vedomosti2 giu, 07:35
Reforma2 giu, 05:24
El Norte2 giu, 05:24
Il Resto del Carlino1 giu, 20:09