Tensioni in Medio Oriente affondano le Borse europee: lo Stoxx 600 perde lo 0,9%
L’interruzione dei colloqui tra Iran e Stati Uniti e nuovi scontri armati aggravano i timori di un conflitto regionale, con pesanti ricadute sul petrolio e sull’azionario.

Le principali piazze finanziarie europee hanno chiuso in netto ribasso nella seduta di lunedì, appesantite dall’escalation delle tensioni in Medio Oriente. L’indice paneuropeo Stoxx 600 ha ceduto lo 0,9%, toccando i minimi da oltre una settimana a 621,24 punti. Francoforte (-0,4%), Parigi (-0,45%) e Londra (-0,68%) hanno seguito la stessa scia, mentre i settori ciclici e dell’energia oscillavano tra timori geopolitici e rialzi del greggio.
A innescare l’ondata di vendite sono state le notizie provenienti dal Golfo: l’agenzia iraniana ha comunicato la sospensione delle conversazioni indirette con Washington, proprio mentre nuovi raid israeliani in Libano e uno scambio di attacchi tra Stati Uniti e Iran durante il fine settimana annullavano le già flebili speranze di una tregua. Il Brent ha subito superato la soglia degli 80 dollari, alimentando i timori di un impatto inflazionistico su un’Europa già vulnerabile sul lato energetico.
Sorprendentemente, a soffrire non sono state solo le aziende esposte al commercio globale, ma anche i titoli della difesa, scesi malgrado il tradizionale ruolo di bene rifugio. Secondo gli analisti scandinavi, le valutazioni elevate del settore e la delusione per il mancato cessate il fuoco hanno innescato realizzi, contribuendo a trascinare ulteriormente i listini. La reazione dei mercati, insomma, ha mostrato una correlazione quasi meccanica con l’intensificarsi della crisi, segnalando come gli investitori stiano riducendo drasticamente l’esposizione al rischio.
Per l’Italia e per l’Europa, il quadro è preoccupante. Un eventuale shock petrolifero prolungato rischierebbe di riaccendere le pressioni sui prezzi proprio quando la Banca Centrale Europea valuta una pausa nel ciclo di allentamento monetario. Le economie mediterranee, in particolare, rimangono assai dipendenti dalle importazioni di idrocarburi e vedrebbero erodersi il potere d’acquisto delle famiglie. Gli operatori attendono ora i prossimi sviluppi diplomatici: un riavvicinamento tra Teheran e Washington potrebbe rapidamente stabilizzare i mercati, ma il sentiero appare stretto e disseminato di veti incrociati.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
Le borse europee sono cadute per l'escalation in Medio Oriente: l'Iran ha sospeso i colloqui indiretti con Washington e nuovi raid israeliani hanno colpito il Libano. Il petrolio è salito, alimentando timori inflazionistici e spingendo gli investitori verso una decisa avversione al rischio.
Le borse europee hanno chiuso in ribasso, appesantite dai titoli della difesa mentre svanivano le speranze di un cessate il fuoco tra USA e Iran. Lo Stoxx 600 ha perso lo 0,9%, riflettendo la delusione per lo stallo diplomatico.
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