La guerra in Iran spinge milioni di persone verso la fame, avverte l’ONU
Il blocco dello Stretto di Hormuz fa impennare i prezzi di cibo e carburante, aggravando l’insicurezza alimentare nei paesi più vulnerabili. L’Europa osserva con preoccupazione le ricadute economiche.

L’allarme lanciato a marzo dal Programma Alimentare Mondiale (PAM) delle Nazioni Unite si sta concretizzando: la guerra in Medio Oriente, scatenata dall’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran alla fine di febbraio, sta provocando un’impennata dell’insicurezza alimentare su scala globale. Secondo fonti dell’ONU, il blocco dello Stretto di Hormuz, da cui transita circa un quinto del petrolio mondiale, ha innescato un aumento dei costi di carburante e trasporto che si ripercuote sui prezzi dei beni alimentari di base. In Somalia, Afghanistan e Sri Lanka, rispettivamente 2,5 milioni, 2,3 milioni e 1,3 milioni di persone stanno incontrando difficoltà crescenti a soddisfare i fabbisogni alimentari minimi, in alcuni casi scivolando verso la fame acuta.
Le prospettive economiche sono altrettanto fosche. Analisti europei stimano che la Francia abbia già subito perdite per sei miliardi di euro a causa del conflitto, mentre il governo britannico, sotto la pressione delle ricadute finanziarie, ha dovuto ridimensionare i piani di rafforzamento militare. Da Mosca, il ministro degli Esteri Lavrov interpreta la guerra come una manovra occidentale per il controllo dei mercati energetici; Ankara, con il ministro Fidan, sottolinea che le ripercussioni colpiscono non solo la Turchia ma l’intero pianeta. Per l’Italia, che importa oltre il 90% del proprio fabbisogno energetico, ogni fluttuazione del prezzo del petrolio rischia di tradursi in un aumento dei costi di produzione e in una stangata per le famiglie, in un contesto già segnato da un’inflazione persistente.
Il PAM, in un rapporto pubblicato oggi, avverte che lo “scenario pessimistico” di 45 milioni di persone aggiuntive a rischio fame entro fine giugno – su una base di oltre 320 milioni già in condizione di insicurezza alimentare acuta – sta diventando realtà. “Purtroppo, le previsioni si stanno avverando”, ha dichiarato Jean-Martin Bauer, direttore dell’analisi sulla sicurezza alimentare dell’agenzia, aggiungendo che “la chiusura dello Stretto di Hormuz sta aggravando la fame”. La tempesta perfetta che combina caro-energia, interruzioni delle catene di approvvigionamento e riduzione del reddito disponibile colpisce in modo più severo i paesi fragili, già provati da conflitti e shock climatici.
Di fronte a questa emergenza, l’ONU sollecita un intervento coordinato per evitare una crisi alimentare paragonabile a quella del 2022, seguita all’invasione russa dell’Ucraina. Tuttavia, le divisioni geopolitiche e il persistere delle ostilità rendono difficile qualsiasi tregua. Se il conflitto si protrarrà, l’Europa – e l’Italia in particolare – dovrà prepararsi a gestire non solo un inverno energetico incerto, ma anche le ondate migratorie e l’instabilità che potrebbero scaturire dalla disperazione alimentare nel Vicino Oriente e nell’Africa subsahariana. Come ha ricordato il premier britannico Starmer, viviamo nella “fase più pericolosa e instabile della nostra vita”, con guerre su due fronti – Ucraina e Medio Oriente – che mettono a dura prova gli equilibri globali.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
La guerra condotta dall'Iran sta spingendo milioni di persone verso la fame più nera, secondo un nuovo rapporto ONU. La chiusura dello Stretto di Hormuz sta aggravando l'insicurezza alimentare in paesi vulnerabili come Somalia, Sri Lanka e Afghanistan. Le fosche previsioni di primavera si stanno purtroppo concretizzando.
La guerra imposta all'Iran sta causando danni economici enormi anche all'Occidente, con una perdita di 6 miliardi di euro per la Francia e uno shock energetico per il Regno Unito. Mentre l'ONU lancia l'allarme fame globale, Teheran ricorda che le sofferenze colpiscono tutti, e che il conflitto, innescato dagli attacchi americani e israeliani, destabilizza l'intera regione.
Le previsioni ONU di una crisi alimentare globale acuta si stanno avverando, man mano che la guerra in Medio Oriente si trascina. L'aumento dei costi dell'energia e dei trasporti sta aggravando la fame ben oltre la regione, colpendo duramente paesi già fragili. Il Programma alimentare mondiale aveva lanciato l'allarme mesi fa, e ora i dati gli danno ragione.
Questa notizia è apparsa su
11 testate · 4 lingue · finestra 24 ore