Italia, benzina sotto i 2 euro. Ma altrove i prezzi dei carburanti restano tesi
Mentre in Italia il self service scende a 1,921 €/l, Argentina, Messico e India soffrono carichi fiscali e tensioni geopolitiche. In Spagna e Taiwan si cerca di contenere gli aumenti.

In Italia il prezzo medio della benzina in modalità self service è sceso sotto la soglia psicologica dei 2 euro al litro, attestandosi a 1,921 euro, mentre il gasolio si ferma a 1,980 euro. Il dato, diffuso dal ministero delle Imprese, segna un ulteriore sollievo per gli automobilisti, anche se sulla rete autostradale i rincari restano più marcati (2,020 euro per la verde, 2,072 per il diesel). Un calo che rispecchia la recente debolezza del greggio e una domanda ancora sottotono, ma che non trova riscontro in altre aree del pianeta.
In Argentina, le rilevazioni della Segreteria per l’Energia dipingono un quadro di caotica disomogeneità: i listini variano non solo tra province ma anche tra marchi della stessa regione. A La Pampa, un litro di nafta comune YPF costa 1.138 pesos, mentre a Misiones la premium AXION schizza a 2.589 pesos, oltre il doppio. Disparità che riflettono una combinazione di costi logistici, pressione fiscale differenziata e oscillazioni del peso sul mercato parallelo, in un paese dove l’inflazione a tre cifre corrode ogni certezza.
Anche in Messico la situazione resta tesa: a Puebla, la magna viaggia a 23,7 pesos al litro e il diesel oltre 27 pesos, con il greggio di riferimento (la mezcla mexicana) quotato a 88,3 dollari al barile. In India, dopo quattro rialzi consecutivi che hanno spinto i prezzi ai massimi dal 2022, le compagnie petrolifere statali hanno congelato le tariffe, ma il peso della guerra in Medio Oriente – che minaccia le forniture di greggio da cui Nuova Delhi dipende per il 40% del fabbisogno – tiene alta la guardia. A Taiwan, l’azienda pubblica CPC ha deciso di assorbire le perdite pur di non ritoccare i listini, mantenendo la benzina a 32,4 dollari taiwanesi per il 92 ottani.
L’Europa, pur non immune, mostra segnali più distesi. In Spagna il gasolio è sceso a 1,60 euro e la benzina 95 a 1,52, con cali attorno all’1% rispetto all’ultima rilevazione. Ma la tregua potrebbe essere fragile: il petrolio resta ballerino, stretto tra i timori di un rallentamento globale e le incognite geopolitiche. Per l’Italia, il ritorno sotto i 2 euro è un respiro, ma nessuno si azzarda a prevedere stabilità. Come sintetizzano gli analisti, il mercato dei carburanti resta un pendolo tra crisi regionali e strategie di cartello, e il consumatore – da Roma a Taipei – continua a pagare il prezzo dell’incertezza.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
Finalmente una buona notizia per gli automobilisti: i prezzi della benzina scendono sotto i 2 euro al self-service su tutta la rete stradale nazionale. Il ministero dello Sviluppo economico comunica dati incoraggianti, segnalando un calo che prosegue e che ridà fiato alle famiglie.
I prezzi dei carburanti in Argentina variano da provincia a provincia, influenzati da costi internazionali del greggio, oscillazioni del dollaro e imposte interne. Il contesto è di instabilità, e il governo pubblica i valori di riferimento per ogni regione, lasciando ai consumatori l'incertezza sul prossimo aggiustamento.
I prezzi di benzina e diesel in India restano invariati oggi, prolungando la pausa dopo l'ultimo aumento di fine maggio. Restano comunque ai massimi dal 2022, dopo un incremento cumulato di quasi 7,50 rupie al litro in poche settimane.
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