Bitcoin crolla sotto i 60.000 dollari, cancellato il rally post-elettorale
Il 5 giugno 2026, la criptovaluta è scesa a 59.770 dollari, minimo da ottobre 2024. Dopo un massimo storico di 126.000 dollari, la correzione ha azzerato i guadagni legati all’entusiasmo per la rielezione di Trump.

Venerdì 5 giugno 2026, il Bitcoin ha infranto la soglia psicologica dei 60.000 dollari, scivolando fino a 59.770 dollari, un livello che non si registrava dall’ottobre del 2024, prima della vittoria elettorale di Donald Trump. La discesa, pari a circa il 6% in una sola seduta e a oltre il 16% su base settimanale, segna la fine del rally che aveva portato la criptovaluta a sfiorare i 110.000 dollari subito dopo le elezioni e a toccare un record storico di oltre 126.000 dollari nell’ottobre dello scorso anno. Da quel picco, la perdita supera il 50%.
All’origine del tracollo vi è una combinazione di fattori tecnici e macroeconomici. In primo piano, le massicce uscite dai fondi negoziati in borsa (ETF) spot sul Bitcoin: si sono registrati tredici giorni consecutivi di deflussi netti per un totale di circa 4,3 miliardi di dollari, segnale di un marcato disimpegno istituzionale secondo fonti latinoamericane. A questo si aggiunge la liquidazione di posizioni da parte di detentori di lunga data: in pochi giorni sono stati ceduti 2,4 miliardi di dollari in Bitcoin, spesso da investitori che avevano acquistato sopra i 90.000 dollari e ora realizano perdite. Un ulteriore scossone è arrivato da Strategy (ex MicroStrategy), il più noto investitore corporate in Bitcoin, che ha venduto 32 Bitcoin per un valore simbolico di 2,5 milioni di dollari – la prima vendita dal dicembre 2022 – interpretata dai mercati come un presagio di sfiducia.
Il quadro è aggravato dal contesto macroeconomico. Analisti russi sottolineano che la pubblicazione di dati positivi sull’occupazione negli Stati Uniti ha rafforzato le aspettative di una Federal Reserve restia a tagliare i tassi, riducendo così l’appetito per gli asset rischiosi. Dalla regione mediorientale si osserva una generale fuga dal rischio che penalizza le criptovalute, in un clima di tensioni geopolitiche persistenti. Il sell-off non ha risparmiato il resto del mercato: Ethereum, Solana e Dogecoin hanno perso oltre il 20% in una settimana, mentre la capitalizzazione complessiva del comparto è scesa di quasi 2 trilioni di dollari dal picco, come riportano organi d’informazione statunitensi.
In Europa, e in particolare in Italia, il contraccolpo si avverte nell’ecosistema delle piattaforme di scambio e tra i piccoli risparmiatori che negli ultimi anni avevano avvicinato le criptovalute. Sebbene alcuni analisti mantengano un cauto ottimismo sulle potenzialità di lungo termine della tecnologia blockchain, il sentiment a breve è dominato dall’incertezza regolatoria e dalla volatilità dei flussi istituzionali. La domanda che molti si pongono è se la fase attuale rappresenti una semplice correzione ciclica o l’inizio di una più profonda perdita di fiducia nel “oro digitale”, ora che gli eccessi speculativi post-elettorali sembrano del tutto riassorbiti.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
Il Bitcoin ha subito un crollo storico, scivolando sotto il supporto cruciale di 60.000 dollari. L'aumento della pressione di vendita e il deflusso di capitali hanno innescato una nuova fase di correzione. Il mercato delle criptovalute è in allarme, con molti altri asset digitali in calo a due cifre.
Il bitcoin è sceso sotto i 60.000 dollari per la prima volta dal 2024, completando una settimana di ribasso del 17%. La caduta è stata innescata dalla notizia che Strategy Inc. ha venduto 32 bitcoin per 2,5 milioni di dollari, la sua prima vendita dal dicembre 2022. L'episodio ha indebolito l'appetito generale per il rischio.
Bitcoin è tornato ai livelli pre-Trump, scivolando sotto i 60.000 dollari per la prima volta dall'ottobre 2024. Il valore si è dimezzato rispetto al picco, cancellando l'ondata di entusiasmo seguita all'elezione. Un tuffo che sa di epilogo amaro per chi aveva creduto nella promessa cripto-friendly.
Un crollo sempre più profondo delle criptovalute ha spazzato via 2.000 miliardi di dollari di valore di mercato, con bitcoin sotto i 60.000 dollari e l'intero rally innescato da Trump cancellato. La svendita ha sollevato nuovi interrogativi sulla stabilità degli asset alternativi, mentre le principali monete subiscono perdite settimanali a due cifre.
Questa notizia è apparsa su
19 testate · 3 lingue · finestra 24 ore