L’oro supera i Treasury, Bitcoin diventa risparmio: il mondo ripensa i pilastri finanziari
Per la prima volta l’oro è il primo asset di riserva globale, scavalcando i titoli USA. In India la banca centrale smentisce vendite e cresce l’adozione retail di Bitcoin.

La notizia arriva da Francoforte e segna uno spartiacque silenzioso ma dirompente: alla fine del 2025, secondo un rapporto della Banca Centrale Europea, l’oro ha superato i titoli del Tesoro statunitensi come principale asset di riserva mondiale. Il metallo prezioso rappresenta ora il 27% delle riserve delle banche centrali globali, contro il 22% dei Treasury e un invariato 15% degli asset in euro. Un sorpasso maturato in anni di acquisti massicci da parte di istituti centrali, soprattutto in Asia, e in una fase di prezzi quasi raddoppiati. È il sintomo più tangibile di un riposizionamento geopolitico che ridefinisce la nozione stessa di “bene rifugio”, mettendo in discussione la supremazia del dollaro.
Proprio mentre il quadro globale si trasforma, l’India offre un osservatorio privilegiato di queste tensioni. La Reserve Bank of India si è trovata a smentire con fermezza le indiscrezioni di Bloomberg che ipotizzavano una vendita di oro per 12 miliardi di dollari allo scopo di difendere le riserve valutarie dalla crisi mediorientale. In un comunicato ufficiale, la banca centrale ha precisato che lo stock fisico di oro resta invariato a 880,52 tonnellate, invitando il pubblico a fidarsi solo delle comunicazioni ufficiali. Anzi, la quota dell’oro nelle riserve indiane è salita dal 13,92% di fine settembre 2025 al 16,85% di fine maggio 2026, segno di una strategia prudenziale che privilegia la diversificazione lontano dal dollaro.
Ma il riposizionamento non riguarda solo i forzieri delle banche centrali. Secondo analisti finanziari di Mumbai, un numero crescente di piccoli risparmiatori indiani sta abbandonando i tradizionali depositi a termine, i fondi comuni e l’oro fisico – considerato più una riserva di valore che uno strumento di profitto – per abbracciare il Bitcoin come forma di accumulo costante. Non più speculazione, spiegano gli osservatori, ma un’abitudine al risparmio integrata nella spesa quotidiana, favorita da un’offerta di Bitcoin sempre più scarsa e da rendimenti reali negativi sugli strumenti classici. L’India guida peraltro le classifiche mondiali di adozione delle criptovalute, un primato che interroga le autorità di regolamentazione ma riflette anche una profonda sfiducia verso i canali finanziari tradizionali.
La convergenza di questi fenomeni – il sorpasso dell’oro, la difesa delle riserve indiane, la fuga verso asset digitali – disegna un mosaico in cui l’Europa osserva con cautela. Per la Bce il sorpasso certifica un trend preoccupante per la centralità del debito americano, ma anche per la tenuta dell’euro come valuta di riserva, rimasto fermo al 15%. Allo stesso tempo, l’esperimento indiano mostra come la tecnologia possa colmare vuoti di fiducia che i tassi bassi e l’inflazione creano presso i ceti medi. Il messaggio, da Nuova Delhi a Francoforte, è che l’architettura finanziaria post-2008 sta cedendo sotto il peso di nuove geografie e nuove generazioni.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
Alcuni investitori indiani guardano a Bitcoin come a un'abitudine di risparmio a lungo termine, mentre depositi fissi e oro offrono rendimenti inferiori all'inflazione. Nel frattempo, la Reserve Bank of India smentisce le indiscrezioni su una presunta vendita di 12 miliardi di dollari in oro, sottolineando che le riserve fisiche restano invariate e anzi la quota dell'oro è salita.
Secondo un rapporto della Banca Centrale Europea, l'oro ha superato i titoli del Tesoro statunitensi come principale attivo di riserva mondiale. Il metallo prezioso rappresenta ora il 27% delle riserve delle banche centrali, mentre i bond del Tesoro scendono al 22%, segnando un cambiamento storico dopo anni di acquisti massicci e una corsa dei prezzi.
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